Si parla tanto di coppie omosessuali, ma i loro figli cosa dicono?

Non se ne può più di discutere di coppie omosessuali e della loro volontà di adottare dei bambini, mentre nel mondo e proprio nell’Italia tutto sta andando al “macero”. Se questa gente che vive in Parlamento usasse almeno leggere qualche ricerca scientifica, si renderebbe conto che il primo dovere dei cittadini è l’empatia, cioè provare amore e compassione per i propri simili che spinge alla indulgenza e alla comprensione degli esseri umani sia allo stato cognitivo che emozionale. Un po’ come fanno le arvicole (piccole topoline) del Nord America che corrono subito in aiuto dei minuscoli roditori aggrappandosi a loro e leccandoli (il loro modo di dire che ci sono) per sollevarli dalla paura e dall’ansia (Cfr.: Science, Studio della Emory  di Atlanta, riportato da:  Stampa, Tuttoscienze, pag. 27, 17 febbraio 2016). Forse, dopo tante chiacchiere inutili nel Parlamento si troverà un accordo sia sulle Unioni civili che tali dovranno essere chiamate perché non hanno nulla a che fare con il matrimonio, sia sull’adozione di bambini che secondo la Corte europea nel gennaio 2008 stabilì che anche gli omosessuali hanno diritto all’adozione. L’indicazione è stata recepita dalla Spagna. Svezia, Belgio, Olanda e Regno Unito Altri Paesi come Germania, Norvegia, Danimarca, Finlandia, consentono la «stepchild-adoption», vale a dire che in un’unione civile uno dei partner può adottare i figli avuti dall’altro.

Come funziona nel resto del mondo?
Nel 2010 l’Islanda ha permesso alle coppie omosessuali tanto il matrimonio quanto l’adozione (con un voto approvato dall’unanimità del parlamento. Israele (unica eccezione in tutto il Medio Oriente) aveva preceduto Reykjavik di due anni, estendendo a una coppia di uomini il diritto ad adottare un figlio concesso nel 2006 a due lesbiche, mentre in Canada la procedura è legale dal 2005. In Australia un bambino può essere adottato da due mamme o da due papà nell’Australian Capital Territory e in Australia Occidentale, nel resto del Paese la materia è controversa. Negli Stati Uniti sempre più coppie dello stesso sesso accolgono bambini, però la legislazione varia da Stato a Stato. Alcuni, come California, Massachusetts, New Jersey, New York, Ohio, Washington e Washington D.C. riconoscono il diritto già da diversi anni. Altri, come Arkansas, Nebraska, Utah e Mississippi, lo proibiscono più o meno espressamente. In molti Stati infine non è ammesso il matrimonio omosessuale e solo uno dei due partner può adottare.
La Famiglia come la conosciamo da secoli.
Sia ben chiaro che sono per la famiglia come è descritta nella Bibbia e come Gesù ci ha mostrato nei Vangeli e che cioè l’uomo con la donna si sposano e vivono insieme, condividono la loro vita e concepiscono dei figli che poi allevano secondo la cultura e la possibilità economica che hanno. Per loro ci sarà amore e dolori, perché l’esistenza non preserva per gli innamorati solo “rose e fiori”. Tuttavia il legame forte che li ha uniti (anche l’empatia di cui si parla pochissimo), li spingerà a cercare rimedi vari per tenere uniti i membri del loro nucleo iniziale, sicché arriveranno a vedere- i due sposi amanti- non solo figli, ma nipoti e pronipoti.  Senza necessità di smentita, visto anche i miei studi delle Religioni del mondo-  la famiglia, è chiamata in questo modo, in ogni paese ed è composta da un uomo che ha sposato una donna e da essa ha avuto dei figli che hanno allevato insieme e cui augurano altrettanto benessere, felicità, amore finché durerà la loro vita. Però l’evoluzione ci ha condotti tanto in avanti, specie poi per la liberazione della donna che sceglie i suoi partner non solo in base all’amore, ma anche sul sesso, ne vediamo di tutti i colori, come facilmente possiamo guardare alla TV e dai Media in generale. Bisogna aggiungere che nel corso degli anni sono stati compiuti molti studi sull’omogenitorialità.  Su 77 studi, 73 hanno concluso che i figli di coppie omosessuali non si sviluppano in maniera diversa dai bambini cresciuti in famiglie eterosessuali. Nel presentare il proprio resoconto sulle ricerche la New Yorker Columbia University scrive che «nel loro insieme» queste ricerche formano «un consenso accademico schiacciante sul fatto che avere un genitore gay o una genitrice lesbica non danneggi i bambini». Lo credo anch’io, ma che cosa poi i bambini si sentiranno dire dai loro compagni, visto che- purtroppo- il bullismo nel nostro Paese è aumentato a vista d’occhio?
 

Maria de falco Marotta & team
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