DOPO LA PROVINCIA LA CAMERA DI COMMERCIO KO. 1) DOPO 210 ANNI LA FINE? 2) LE NORME 3) LA PROPOSTA 2012.VIII.20.26

Che le conseguenze della brutale eliminazione della Provincia di Sondrio, dopo 207 anni di onorato servizio, siano sottovalutate é un fatto. La dimostrazione viene da un ulteriore elemento di valutazione. Con il dibattito che c'é stato e c'é - nostro giornale in primissimo piano per informazioni e idee -, sul problema della eliminazione della Provincia la pubblica opinione, compresi i diretti interessati, ignora che fra le conseguenze ci sarà anche il trasloco della Camera di Commercio, e aziende collegate, nel nuovo capoluogo. Contentino: resteranno qui in sezione staccata uffici, e neanche tutti. Dedichiamo tre articoli a questo boccone amaro: questo relativo alla normativa, uno alla storia che ha un suo peso e uno alla sintesi.

Il CCCVa ha emesso il suo comunicato che pubblichiamo nell'apposito spazio. Qui andiamo più a fondo partendo dalla storia per passare alle leggi e per finire con una nostra proposta, d'intesa con il CCCVa.

1) DOPO 210 ANNI. ARRIVA DA LONTANO, E DA CHIAVENNA, LA CAMERA DI COMMERCIO DI SONDRIO. UNA STORIA CHE RISCHIA DI ESSERE AL CAPOLINEA

L'Editto del 1786

L'editto del 24 luglio 1786, che istituì le camere di commercio, stabilì che quella di Como avesse otto membri. Perché partiamo da lì? Perché lì c'é la nostra origine.

1802: compare Chiavenna

In seguito alla nuova legge del 26 ag. 1802 si stabilì che nel 1803 la camera primaria di Como nominasse i membri della camera sussidiaria di Chiavenna [ In provincia di Sondrio ] e, nel 1804, quelli della camera sussidiaria di Lecco. In proposito ricordiamo "Nella ricorrenza del bicentenario della costituzione della Camera di Commercio, prima con sede a Chiavenna lungo le vie di scambio dello Spluga e del Maloja e in seguito trasferita a Sondrio..." (Da 'La Gazzetta di Sondrio' del 28 aprile 2003, a firma Angelita Pierro)

1811 Chiavenna è Camera di Commercio

Con il Regno d'Italia tali camere sussidiarie furono abolite e nel 1811 [ Decreto 27 giu. 1811 in Bollettino regno d'Italia, 1811, n. 145 ] fu creata la camera di commercio di Chiavenna.

Nel 1862 una legge provvide ad istituire e a disciplinare le Camere di Commercio ed Arti.

Il Bollettino, generalità

Il Bollettino nonn riguardava siolo la Valchiavenna ma tutta la provincia.

Periodicità mensile.

Editore Camera di commercio ed arti di Chiavenna.

Stampatore: Chiavenna, Tipografia del Commercio di Massimo Gaj poi Tipografia di Giovanni Ogna poi Premiata Tip. Ogna di Caligari e Comp.

Pagine da 5 a 20

Formato 17x25 cm poi 18x26 cm poi 19x28 cm..

Il Bollettino, date

Bollettino della Camera di commercio ed arti di Chiavenna

Sottotitolo: §Bollettino della Camera di commercio ed arti della provincia di Sondrio sedente in Chiavenna§.

Bollettino mensile edito in Chiavenna

Durata: Gennaio 1883 (a. XII n. 1*) - maggio 1904 (a. XXXII n. 3*). Sospende le pubblicazioni dal dicembre 1885 al dicembre 1886. E come mai?

Sondrio: che delusione!

Gustoso episodio: 'Dal dicembre 1885 al dicembre 1886 la pubblicazione "degli atti della Camera e delle notizie di interesse per il commercio e per le industrie" viene concessa alla «Provincia di Sondrio» con l'intento di risparmiare e di avere una maggiore diffusione; ma con il gennaio 1887, vista la scarsa rispondenza alle aspettative, la Camera di commercio ed arti di Chiavenna riprende le normali pubblicazioni del «Bollettino'». Per la cronaca Presidente del Consiglio Provinciale era l'avvocato Romualdo BONFADINI diAlbosaggia 16.9.1831 allora 54enne, giornalista, storiografo, deputato al Parlamento, senatore del Regno, commendatore della Corona d'Italia.

Allora Chiavenna era in posizione strategica come indica il Centro Studi Storici Valchiavennaschi che parlando dell'industria dice "si sviluppò quella del cotone, che nel 1829 a Chiavenna aveva 8500 fusi in funzione e quindici anni dopo occupava 230 operai. Compaiono anche i birrifici, favoriti dalla presenza di acqua leggera e dei tipici "crotti" (luoghi naturali dove la temperatura si mantiene pressoché costante durante tutto l'anno); essi raggiungeranno il numero di nove e nel 1911 saranno unificati nel birrificio Spluga, che fu in funzione fino a oltre la metà del '900. Si aggiungano gli ovattifici, per cui, su una popolazione di 2500 persone, 400 erano impiegati nell'industria locale. Favorì il traffico internazionale la prima carrozzabile dello Spluga, voluta nella prima metà dell'800 dai dominanti austriaci, ma l'apertura del traforo del Fréjus nel 1871 e di quelli ferroviari del San Gottardo e del Sempione cominciò a segnare la crisi della valle come zona di transito internazionale". Sondrio non arrivava a 4000 abitanti. Quando venne costituito il Dipartimento dell'Adda con la giurisdizione della Provincia oggi, erano 3515. Aveva il vino. Molto, molto più tardi l'attività tessile. Ecco la ragione dell'origine 'lepontina' della Camera di Commercio - fino al 1927, anno della riforma fascista e quindi del passaggio a Sondrio - che poi nel tempo aggiungerà "dell'industria, dell'agricoltura, dell'artigianato".

Una storia che rischia di finire in fumo con innaturale aggregazione, chiunque sia il colonizzatore.

2) LE NORME. LEGGERLE PER CREDERE

Riportiamo, pari pari, la legge vigente, il "TESTO UNICO" LEGGE 29 dicembre 1993, n. 580, come modificata dal decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 23.

Capo I - Disposizioni generali - Art.1 - (Natura e sede). *Articolo così modificato dall'art. 1, co. 1 del decreto legislativo 15 febbraio 2010, n. 23

1. Le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, di seguito denominate

«camere di commercio», sono enti pubblici dotati di autonomia funzionale che

svolgono, NELL'AMBITO DELLA CIRCOSCRIZIONE TERRITORIALE DI COMPETENZA, sulla base del principio di sussidiarietà di cui all'articolo 118 della Costituzione1, funzioni di interesse generale per il sistema delle imprese, curandone lo sviluppo nell'ambito delle economie locali.

2. Le camere di commercio italiane, le unioni regionali delle camere di commercio,

l'Unione italiana delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, di

seguito denominata «Unioncamere», nonché i loro organismi strumentali

costituiscono il sistema camerale italiano. Fanno parte altresì del sistema camerale

italiano le camere di commercio italiane all'estero e estere in Italia legalmente

riconosciute dallo Stato italiano.

3. LE CAMERE DI COMMERCIO HANNO SEDE IN OGNI CAPOLUOGO DI PROVINCIA E LA LORO CIRCOSCRIZIONE TERRITORIALE COINCIDE, DI REGOLA, CON QUELLA DELLA PROVINCIA o dell'area metropolitana di cui all'articolo 22 del testo unico dell'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 2672.

Seguono altre norme non di nostro interesse.

La legge parla chiaro come parla chiaro una tendenza sempre più marcata verso il dirigismo, in ogni settore, di stampo oligarchico con progressiva perdita di spazi di democrazia, dal livello internazionale fino a quello localissimo. Questo però é tema da riprendere e da sviluppare. L'importante oggi é che ci si renda pienamente conto del futuro che si prospetta per la Valle se non si cambia la situazione attuale: un futuro di colonia

3) LA PROPOSTA

Il CCCVa, d'intesa, ha avanzato quella che ha chiamato 'ipotesi di lavoro': " Il CCCVa formula una ipotesi di lavoro. La Camera di Commercio ha risorse umane per poterlo fare, e fare in due settimane. Che cosa? Una analisi di dettaglio sulle conseguenze, ed in particolare su quelle derivanti dalla perdita del ruolo di capoluogo. Un supporto per i due membri valtellinesi, Sertori e Molteni, nel CAL onde poter giocare al meglio le (tante) pezze giustificative che abbiamo per cercare di prevalere sulle (poche) carte normative che abbiamo."

Già nella nota inviata al Presidente del CAL ci sono elementi utili. Altri in altre note e sempre di natura oggettiva e soprattutto specifica. Le considerazioni generali valgono infatti per tutti. Se la nostra é una sitruazione particolarissima deve essere dimostrata con pezze giustificative probanti.

Alberto Frizziero

Alberto Frizziero
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