I 90 ANNI DELLA SEZIONE VALTELLINESE A.N.A. DI SONDRIO - PILLOLE DI STORIA (dal sito dell'ANA - Sondrio)

Quando, nel 1922, l'Associazione Nazionale Alpini, da poco costituita, ascoltava i primi vagiti della Sezione Valtellinese di Sondrio già si celebravano i cinquant'anni della formazione delle Truppe Alpine. La Sezione Valtellinese è tra le prime ad aderire e dopo febbrili riunioni preparatorie ufficializza la fondazione con il raduno del 17 aprile 1922. Il clima di quell'intensa giornata è documentato dall'ampia cronaca riportata dal settimanale La Valtellina unitamente ad alcune fotografie che testimoniano il partecipato evento.

Alla fondazione il Presidente Sezionale fu il Prof. Giorgio Brunetti, già noto per essere tra i 246 soci fondatori dell'A.N.A.; per potersi fregiare della

ambita qualifica, ognuno di loro aveva versato 30 lire. L'entusiasmo iniziale si attenuava in breve tempo tanto che nel 1927, ad una verifica, alcune Sezioni furono temporaneamente sciolte per inattività o per non aver versato le quote del bollino. In tale occasione venne pure sciolta la Sezione Valtellinese, che aveva la propria sede in Sondrio, ma in compenso ne sorgeva un'altra a Sondalo per il territorio dell'Alta Valtellina. Il regime fascista, il nuovo corso dato dal Presidente Nazionale Angelo Manaresi trova in Arnaldo Sertoli, già Onorevole, un dinamico interlocutore che rinserra le file degli associati ricomponendo la Sezione; ad aprile 1932 una delegazione Valtellinese è presente alla 13° Adunata Nazionale a

Napoli, qualche mese dopo Sondrio accoglie un massiccio Raduno provinciale che registra la presenza del Presidente Nazionale.

Si formano i primi Gruppi con alterni momenti di slancio o di rapido oblio, prima nei capoluoghi mandamentali poi in alcuni paesi; i problemi economici, le difficoltà di collegamento, la scarsa diffusione delle notizie limitano l'attività e l'estendersi dell'Associazione.

A Schilpario nel 1930 la Valtellina vince il campionato A.N.A. di sci e si ripete nel'31 ad Asiago e nel '34 a Limone,in provincia di Cuneo; il momento magico degli sciatori valtellinesi continua nel 1936; alle olimpiadi invernali di Garmisch la squadra alpina guidata dal Cap.no Enrico Silvestri e composta da Luigi Perenni, Sisto Scilligo e Stefano Sertorelli, fratello del leggendario "Cinto"vince l'oro olimpico. I bormini dominano anche i campionati A.N.A. a Barzio; si ripetono l'anno successivo sulle nevi di casa a Madesimo. Alla presidenza Sezionale viene nominato Mario

Pizzala, un pluridecorato del primo conflitto mondiale; l'attività associativa si arresta per l'irrompere nella storia del secondo conflitto. Si ripetono tragici scenari di sangue e di morte; Fronte Occidentale, Albania, Grecia, Russia, lager tedeschi e russi. Ancora una volta il tributo pagato è altissimo; 1253 valtellinesi trovano la morte nelle lande russe, molti gli eroismi, tante le testimonianze che ancor oggi rivivono tra i protagonisti

nelle nostre file.Il 1946 vede la rinascita dell'Associazione: ne è presidente Ivanoe Bonomi e con lui si riorganizzano le Sezioni, ritorna la pubblicazione de "L'Alpino"; il tesseramento del 1947 conta 13.478 iscritti.

C'è una gran voglia di dimenticare gli orrori della guerra e ritrovare lo slancio per una rinascita morale, sociale ed economica. Alcuni protagonisti della grande guerra e molti reduci del secondo conflitto, affratellati da quella dolorosa esperienza riannodano pazientemente i fili spezzati del cammino associativo e finalmente la Sezione Valtellinese risorge. E' Giulio Faggi, classe 1886, alpino volontario allo Stelvio a tessere i primi incontri, ad animarne il risveglio. Si attiva un paziente lavoro diplomatico che porta in pochi mesi alla riformazione dei gruppi di Morbegno, Bormio, Tresivio, Ponte Valtellina; Chiavenna forma Sottosezione ed intende mantenere un filo diretto con la Sede Nazionale.

L'entusiasmo della penna nera porta alla costituzione di un Coro ed una Fanfara Alpina. Quasi con un senso di rimozione dei patimenti, delle umiliazioni e delle privazioni subite nelle tragiche tappe che hanno segnato oltre cinque anni di conflitti, gli Alpini con grande slancio e sacrifici personali organizzano concerti e raduni, si buttano in scarpinate e gite, si stringono uniti nelle cerimonie commemorative promovendo comitati per realizzare monumenti e tempietti per ricordare i commilitoni scomparsi e per sciogliere i voti pronunciati nei giorni delle sofferenze più acute e tragiche. Anche il coinvolgimento del capoluogo è ampio; si bussa a commercianti ed industriali, si fa leva su impiegati e professionisti nel comune denominatore della penna per dar vita ad una frenetica voglia di normalità, di serenità. La ricostruzione sociale ed economica passa anche attraverso i momenti conviviali, si diffonde anche con i concerti del Coro e della Fanfara Alpina; qualche fiasco di troppo riduce la melodia ma aumenta la simpatia anche dei più virtuosi.

L'impegnativo ruolo di riordinare le file, nelle vesti di Presidente Sezionale, come abbiamo visto nelle note de L'Alpino, passa rapidamente da Giulio

Faggi a Fulvio Pedrazzini che in breve affida l'incarico a Gino Azzola che regge la Sezione fino al 1965. La passione e l'entusiasmo del Presidente contagia l'ambiente e si traduce con la fondazione di nuovi ed importanti Gruppi e con la formazione della Fanfara Alpina e del Coro Alpino di Sondrio; spicca il lavoro organizzativo del Segretario Benvenuto Menegon, meticoloso e infaticabile collaboratore del Presidente; nei tradizionali incontri conviviali, nei Raduni o nelle rituali commemorazioni brilla la collaudata oratoria dell'avv. Pedrazzini, carismatico capitano protagonista nei due conflitti mondiali, una Medaglia d'Argento e due di Bronzo V.M. Va sottolineata la rassicurante e luminosa presenza nelle file alpine della Sezione del Ministro valtellinese Ezio Vanoni. L'illustre esponente politico morbegnasco che ha un ruolo preminente nella delicata fase del dopoguerra italiano ha radicati legami con gli alpini; ne è S. Ten. al 5° Reggimento, Btg. Tirano negli anni 1925-1927. Benché stretto dai molteplici impegni governativi non dimentica il cappello alpino; nel 1952 è nominato Presidente Onorario della Sezione Valtellinese, Vicepresidente Athos Valsecchi, altro esponente di spicco della politica nazionale. Nel febbraio del 1956 scompaiono due luminose figure alpine care non solo ai valtellinesi; il 16 l'improvvisa morte del Ministro Ezio Vanoni in Parlamento lascia sgomenta la valle ed un doloroso lutto nella Sezione che perde il suo Presidente Onorario. Il 28 si spegne Don Carlo Gnocchi, il Cappellano della Tridentina, l'esile figura di S. Colombano al Lambro che ha giganteggiato in carità ed amore al prossimo seminando esempi ed opere che ancor oggi producono frutti di rara bellezza; veri e propri miracoli di umanità che lo sospingono nella eletta schiera dei Santi.

L'A.N.A. valica i centomila soci; anche in Sezione si incrementano gli associati che dai 377 alla ricostituzione superano ora il migliaio. Nell'assemblea del 1965 il Magg. Celso dell'Orsina, già Comandante della Scuola Paracadutisti di Tarquinia, poi a Brunico, viene eletto Presidente della Sezione per un triennio che si rivela cruciale; nel 1967 alcuni esponenti nell'intento di aumentare adesioni e rivitalizzare i Gruppi danno vita alla Sezione Valtellinese di Tirano. L'esordio della Sezione di Tirano, che ha eletto primo Presidente Gianluigi Bonisolo, è di grande effetto; organizza il 17 settembre 1967 il primo Raduno del 5° Alpini e del Batt. Tirano davanti alla gloriosa caserma Torelli che poco dopo è cancellata da un incalzante sviluppo urbano. Nel 1968 il Magg. Arnaldo Negri, viene eletto Presidente e forse anche per ribadire la vitalità della Sezione di Sondrio mobilita Consiglio e Gruppi per ospitare il 15 settembre 1968 il Raduno del 5° con un ricco programma di cori, cerimonie, discorsi ed anche un gradevole libretto che raccoglie alcune testimonianze dei protagonisti dei tragici conflitti.

Nel 1972, centenario della fondazione delle Truppe Alpine, Arnaldo Negri e Bruno Melazzini unitamente agli amici malenchi ed una pattuglia di

Alpini di leva giungono in vetta al Bernina avvolti dalla tormenta ma festeggiano poi il secolo delle penne nere alla Marco e Rosa. Il 10 settembre

1972 una cerimonia allo Stelvio unisce e concilia alpini ed avversari austriaci giunti in gran numero per posare una croce sullo Scorluzzo, tenacemente conteso e difeso nel primo conflitto mondiale. Promotore dell'iniziativa l'ultimo comandante austriaco di quel nido d'aquile, il Cap.no Toni Stremitzer di Lienz aveva trovato nel nostro Presidente Arnaldo Negri ed in Aurelio Trevisan, vicepresidente A.N.A. Merano, interlocutori aperti ed operativi; non così nelle istituzioni che desertarono la cerimonia e non autorizzarono la posa del simbolo di pace con strascico di infuocate corrispondenze e polemici risvolti in cronaca. Mortificati dalla burocrazia italiana i Reduci austriaci riportano oltralpe la Croce con incisa Sempre

pro pace; torneranno nel 1989 a posizionare allo Scorluzzo, in incognito, una croce di betulla ed una corona d'alloro assolvendo così l'impegno

di onorare tutti i Caduti.

All'assemblea del 1973 viene nominato Presidente Sezionale Domenico Carini, figura di primo piano dell'imprenditoria sondrasca, già a capo di numerosi sodalizi quali la C.R.I., il Nastro Azzurro, l'UNUCI, i Reduci d'Africa, nonché importanti incarichi di vertice.Nel suo studio aziendale si trasferisce, per così dire, la segreteria dell'A.N.A.; lì si decide, si organizza, di dà impulso all'attività delle penne nere della Sezione. Arnaldo Negri e Arturo Tidori sensibilizzano e scaldano la diffusione associativa promovendo la formazione di nuovi Gruppi che puntualmente il Presidente Carini ufficializza con apposite feste e documenta con precise cronache sui settimanali locali preoccupandosi anche di archiviarne i pezzi. Il pluridecorato d'Africa e Albania muore il 16 marzo 1976.

Gino Azzola, di nuovo Presidente Sezionale, di nuovo chiamato a spendersi per l'A.N.A. Esprime ammirevole coerenza ed una rara continuità; Presidente alla ricostruzione dal 1952 al 1965, poi riconfermato dal 1976 al 1990, e da allora stimato Presidente Onorario fino alla sua scomparsa.

Nel terremoto del Friuli, maggio '76 l'opera degli alpini suscita l'ammirazione di tutto il che suggella una delle più belle esperienze nella storia sezionale e di tutti gli alpini.

Nel 1980 si corona l'impresa del Rifugio Tridentina al Passo della Forcola, mt. 2315; per qualche anno viene affidata la conduzione ad alcuni alpini

successivamente avvicendati da una famiglia livignasca che, avviandovi una attività commerciale, consente una migliore remuneratività alla Sezione

ancora alle prese con debiti e spese per completamenti e manutenzioni sempre necessarie a quella quota. La forza della Sezione è cresciuta anche

numericamente, i soci sono oltre cinquemila e si avverte l'esigenza di creare un legame informativo più stretto, più diretto; prende forma la voglia di

fare un proprio bollettino emulando altre Sezioni nasce Valtellina Alpina.

"Lo giuro!" il grido che si leva alto dal prato della Castellina il 4 aprile 1987 fa scorrere un brivido sulla schiena; giurano gli 800 Alpini del 2° scaglione '87 della Brigata Orobica. Anche a Sondrio, benché avversata da una giornataccia d'intensa pioggia, la cerimonia vive quei memorabili momenti: la marzialità e la compostezza sul campo, la trepidazione e la commozione dei familiari sugli spalti, la presenza delle Autorità

e dei vertici militari alpini, la gioia liberatoria al "rompete le righe". Tra i ricordi di naja rimangono sicuramente vivi quelli legati al L'imponente schieramento per il Giuramento alla Castellina luogo ed ai momenti del Giuramento; Sondrio e la Valtellina lo saranno anche per gli 800 della gloriosa Brigata Orobica cui sarà intitolata una via del capoluogo.n sottile segno del destino lega temi e protagonisti di quell'intensa settimana alpina (pioggia, protezione civile, alpini, A.N.A.) a quanto succede dopo qualche mese allorché, nel luglio'87, la Valtellina è flagellata da incessanti piogge che, associate ad elevate temperature, fanno detonare frane, alluvioni e dissesti di portata storica e dolorosi lutti. Scatta l'emergenza e con essa si torna a parlare di Alpini. I giorni funesti del luglio '87, aldilà di tante altre considerazioni, hanno segnato un altro momento significativo della solidarietà alpina. La mobilitazione degli interventi ha visto subito anche gli alpini all'opera; molti i volontari che accorsi da ogni provincia hanno portato nei giorni successivi ai drammatici eventi il loro generoso contributo animati da nobili sentimenti ed operose mani.

Con una cerimonia contenuta e discreta il 2 aprile 1988 il Vicepresidente Nazionale Gandini consegna il frutto di una sottoscrizione alpina: 176 milioni che beneficiano 55 alpini della Sez. Valtellinese, 12 della Sez. Tirano, 8 della Sez. Valcamonica, 3 della Sez. Bergamo. Nelle due zone d'intervento ecco il contributo delle Sezioni A.N.A. Giornate lavorative:

Sondrio, 5970 - Tirano, 2.650 - Asti, 76 - Bassano, 214 - Bergamo, 582 - Biella, 433 - Brescia, 148 Como, 241 - Conegliano, 80 - Cremona, 8 - Genova, 57 - Intra, 19 - Lecco, 39 - Milano, 144 - Modena, 82 - Monza, 14 - Padova, 54 - Reggio Emilia, 50 - Salò, 67 - Pordenone, 24 Torino, 139

Trento, 182 - Treviso, 53 - Trieste, 144 - Udine, 438 - Valdagno, 65 - Valdobbiadene, 103 - Susa, 53 - Verona, 488 - Cuneo, 30 - Cadore, 28 - Ancona, 21 - La Spezia, 15 - Imperia, 43 - Vicenza, 15 - Mondovì, 40 Casale Monferrato, 37 - Palmanova, 25 - Cividale, 48 - Ivrea, 3 -

Volontari non alpini, 717. Giornate lavorative in Valtellina: 13.728+594 in Val Brembana Totale giornate: 14.332 Totale ore lavorate:114.576

Emergenza

I PRESIDENTI DELL'ANA, SEZIONE DI SONDRIO 2012.X.10.10

1. Giorgio Brunetti alla Fondazione 1922

2. Diego Scarì

3. Arnaldo Sertoli

4. Mario Pizzala

5. Giulio Faggi

6. Fulvio Pedrazzini alla Ricostituzione 1951

7. Gino Azzola dal 1952 al 1965

8. Celso Dell'Orsina dal 1965 al 1968

9. Arnaldo Negri dal 1968 al 1973

10. Domenico Carini dal 1973 al 1976

11. Gino Azzola dal 1976 al 1990

12. Angelo Bonomi dal 1990 al 1993

13. Piero Camanni dal 1993 al 1998

14. Ettore Leali dal 1998 al 2011

15. Alberto Del Martino dal 2011

Anno di fondazione: 1922

Forza al 2011: 5.748 soci, 4.860 Alpini e 882 Aggregati appartenenti a 59 Gruppi.

Consiglio Direttivo:

Presidente Onorario Piero Camanni,

Presidente Alberto Del Martino,

Vicepresidente Vicario Luigi Colturi,

Vicepresidenti di Zona, Luigi Colturi, Gianfranco Pini, Gianfranco Giambelli, Adriano Martinucci Consiglieri Dario Bormolini, Felice Cantoni, Mariano Cassina, Paolo Folini, Ettore Leali, Livio Mariana, Ruggero Moretti, Ivan Pizzini, Agostino Penone, Michele Rossi, Pietro Schenatti, Clemente Silvestri, Gualtiero Speziali, Umberto Stellino, Carlo R. Valena, Alberto Vido, Narciso Zini,

Segretario Luciano Viaggi,

Tesoriere Luigi Piatti

Nuclei di Protezione Civile ANA: Volontari PC al 2011 579 appartenenti a 21 Nuclei coordinati da Marco Bricalli. Nel 2011 sono stati impegnati complessivamente 1.012 Volontari per 13.575 ore lavorate. Dati "Libro Verde 2011": Ore lavorate 39.895, Somma erogata in beneficenza E 193.305

Sport a livello nazionale: 3° nel "Trofeo Presidente Nazionale"

3° nel "Trofeo Gen. Scaramuzza De Marco" su 53 Sezioni

Commissione Giovani: curata da Ivan Pizzini dal 2011 sta concretizzando iniziative a livello informatico, sportivo ed aggregativo.

Stampa e Web: Dal 1985 la Sezione è dotata di un trimestrale,

Valtellina Alpina, 6.800 copie, curato da Marino Amonini. Da gennaio 2010 la Sezione è dotata del sito web www.alpinisondrio.it curato da Clemente

Silvestri. 5 Gruppi hanno proprio sito e 11 Gruppi

Speciali