CONFINDUSTRIA SONDRIO 'IRROMPE' IN CAMPAGNA ELETTORALE: "SERVE UNO SPIRITO NUOVO, PIÙ PASSIONE CIVILE E ANCHE MAGGIORE COMPETENZA". PREFAZIONE NOSTRA

Una nota degli industriali valtellinesi, diffusa poco fa, ci induce ad usare il verbo "irrompere", beninteso considerando più che positiva "l'irruzione" nel certame politico. Politico, non partitico, quello che, ripetiamo, é lievito di crescita. Solo mettendo sul piatto le idee, tante idee, le più articolate, purché ovviamente non propongano l'invenzione dell'ombrello o dell'acqua calda, si vivifica il confronto, si innova, si riduce il margine d'errore. E se al politico, che sia in SPE o di complemento, spetta nelle Istituzioni la sintesi compete a tutti i soggetti che operano in una comunità sempre più interdipendente portare la loro acqua al mulino. Bene che lo facciano, come in questa occasione, gli industriali. Bene che si muovano su questa linea gli artigiani, vorremmo che si associassero l'UCT, la Coldiretti e magari gli stessi sindacati, ma soprattutto la grande assente sullo scenario politico nazionale ma anche provinciale, la politica.

Un tempo il partito di maggioranza assoluta, la DC, che controllava tutti gli Enti e gran parte dei Comuni aveva una sua legittimazione democratica esterna nel voto ma anche interna per i suoi oltre 6000 iscritti di 106 sezioni in 78 Comuni e un'attività continua di formazione oltre a impegnativi processi e decisionali e di loro verifica. Non era solo prerogativa della DC perché anche il principale oppositore, il PSI, era radicato nel territorio. Certo, i tempi sono cambiati ma da una situazione di quel tipo ad una di quasi totale assenza non solo di vitalità ma addirittura di vita politica, patologia largamente diffusa, ce ne passa.

Occorre però distinguere le situazioni perché obiettivamente in provincia, pur con tutti i problemi che sappiamo, lo spirito valtellinese si dimostra un bel vaccino se non per evitare quantomeno per ridurre le infezioni al sistema economico complessivo. Se la politica é in ombra Provincia, i principali Comuni, la Camera di Commercio, gli altri Enti hanno dimostrato di saper bene operare anche per la giusta scelta di un coinvolgimento costante delle forse economiche e sociali.

Concordiamo - per averlo sempre scritto ma soprattutto praticato - sull'esigenza di una strategia. E qui torniamo a bomba. La strategia é il prodotto della politica, meglio, della nobiltà della politica che, certo, é anche potere, non solo potere, soprattutto quel servizio che, recita una scritta in un palazzo del potere di Sondrio, liberamente traducendo, la "mercede" risiede nel fatto stesso di poter esercitare la virtù. Scritta a cui fa pendant l'altra: "nella concordia anche le piccole cose crescono, nella discordia vanno a rotoli anche le più grandi". La storia valtellinese non registra grandi discordie, sui problemi che contano. Vale la pena ricordarlo.

Alberto Frizziero

La nota di Confindustria

14 gennaio 2013 - Una politica nuova, realmente a servizio del Paese e del territorio. È la richiesta di Confindustria Sondrio alle liste e ai singoli candidati in occasione dell'importante tornata elettorale che condurrà al rinnovo del Parlamento nazionale, del Consiglio regionale lombardo e di alcuni municipi tra cui il Comune di Sondrio.

"L'Italia è in difficoltà e anche la Valtellina sta faticando. La politica deve tornare alle origini, al ruolo di servizio dello Stato che le è proprio e che è sancito nell'art. 54 della Costituzione. Queste elezioni sono una grande opportunità: le forze politiche dimostrino di sapersi rinnovare, promuovendo le riforme che servono a modernizzare il Paese" - dichiara il Presidente Paolo Mainetti.

"Come tutti i cittadini, anche noi imprenditori siamo stanchi delle promesse mancate, di una politica lontana dalla gente ma attenta ai propri privilegi. Con tante aziende che faticano a restare sui mercati, la pressione fiscale che continua ad aumentare, la disoccupazione che cresce e i consumi che crollano, è necessaria una svolta decisa. Anche in provincia di Sondrio la politica deve cambiare: serve uno spirito nuovo, più passione civile e anche maggiore competenza" - prosegue Mainetti.

Gli Industriali hanno condensato le priorità per il territorio in una sorta di manifesto per i candidati alle elezioni, non esaustivo ma già ricco di stimoli importanti. Bisogna prima di tutto valorizzare quello che abbiamo di buono: le aziende eccellenti che ottengono tuttora buoni risultati, i gruppi multinazionali che continuano ad investire in provincia, un territorio montano di pregio assoluto, prodotti agroalimentari di grande qualità, il distretto creditizio. Ma anche la forte coesione sociale che ci ha sempre caratterizzati e che non è mai venuta meno in questi anni difficili: un patrimonio prezioso che non va disperso.

Contemporaneamente, bisogna lavorare per rimuovere gli ostacoli che frenano la nostra competitività.

Cosa serve

- Serve un assetto istituzionale più snello, con municipi più grandi e un ente sovraordinato (la Provincia) con funzioni di regia e coordinamento.

- Servono infrastrutture migliori, con scadenze certe per la tangenziale di Morbegno, lo stanziamento dei fondi per quella di Tirano e almeno un progetto per ridurre i tempi di percorrenza ferroviari da e per Milano.

- Serve una gestione del territorio più ragionata, con più programmazione degli insediamenti, più coordinamento fra enti locali, una razionalizzazione delle aree produttive e un focus sulla riqualificazione del costruito anche attraverso meccanismi premianti inseriti nei regolamenti edilizi dei comuni.

- Servono una strategia e un piano condiviso di marketing territoriale per comunicare all'esterno i punti di forza della Valtellina verso imprese, lavoratori e turisti.

- Serve investire sui servizi alle imprese, da un lato migliorando la rete dei centri per l'impiego e il coordinamento delle agenzie che si occupano di politiche attive, e dall'altro valorizzando il ruolo di Politec come hub dei servizi all'innovazione in collegamento con le università e i centri di ricerca.

Serve riscoprire la cultura del lavoro, un nostro patrimonio storico che si sta disperdendo; e intensificare gli investimenti sul capitale umano insistendo sul valore dell'istruzione tecnica e sulle possibilità di impiego nelle aziende locali.

"Non vogliamo un libro dei sogni. A chi si candiderà nelle prossime competizioni elettorali chiediamo impegni precisi per il territorio e le sue imprese. Non è nostra intenzione rassegnarci al declino, ma la politica deve aiutarci a risalire la china" - conclude Mainetti.

Fulvia Canovi

Fulvia Canovi - prefazione Alberto Frizziero
Speciali