LAMPEDUSA, L'ISOLA DEI SOGNI NON ESCE ANCORA DALL'INCUBO 11 3 30 19

"Diretta" con imprenditori valtellinese di laggiù

di Nello Colombo

Il mondo intero (e gli Italiani) oggi conoscono l'esistenza dell'isola di Lampedusa e tutti sanno dove si trova. Dopo lo scampato pericolo del 1986 quando due missili furono lanciati dalla Libia di Gheddafi sulle estreme propaggini del suolo italico, esplodendo fortunatamente in mare, il destino beffardo si accanisce ancora contro i lampedusani assediati da una miriade di immigrati che fuggono dal Magreb in fiamme, e l'intera isola è ormai al collasso.

A farne le spese la gente comune che non ne può più di una situazione che di giorno in giorno diventa sempre più ingestibile e che allontana potenziali visitatori dalla splendida isola del Mediterraneo che ha conosciuto l'energia elettrica solo nel '50 e il telefono nel '63, diventando negli ultimi tempi una vera perla del turismo italiano e internazionale.

"Vi preghiamo di aiutarci non cambiando destinazione e... aspettare con noi la prossima settimana. Torneremo, sicuramente, ad potervi offrire una Vacanza indimenticabile fra gli aromi del Mediterraneo!", scrivono sulle pagine del web molti albergatori locali che da qualche tempo sono alla fonda. Lampedusa è la meta preferita di tanti turisti valtellinesi che vi trascorrono le vacanze estive o vanno a svernare. Non a caso gli isolani sono molto legati alle popolazioni del Nord, tanto da arrivare ad una delibera comunale che alcuni anni fa voleva il passaggio giurisdizionale dalla provincia di Agrigento a quella di Bergamo perché soltanto un parlamentare venuto dal Nord aveva preso a cuore la soluzione di annosi problemi in cui si dibatte l'isola. Scampati ad incursioni dei pirati, agli intrighi dinastici dei Borboni, a terribili epidemie di peste e colera, all'indifferenza dello Stato italiano per lunghi anni, agli orrori delle due guerre mondiali, gli isolani affrontano oggi la nuova emergenza degli assalti dei disperati dei barconi che fuggono dalla guerra o solo da una vita di stenti. Lampedusa è terra ospitale anche per l'imprenditoria valtellinese che in zona ha sviluppato un servizio alberghiero di prim'ordine, ma che sta vivendo lo scotto di una situazione allo stremo.

"La situazione che si vive sull'isola è quella vista al Tg: un luogo invaso da immigrati, nei bar, nella piazzetta, nelle case dei turisti o nelle barche ormeggiate nel porto. - testimonia il sondriese Paolo Frugoli che con la moglie Paola Rigamonti ha uno splendido yacht con il quale porta in giro tanti vacanzieri - Per strada si comportano bene, anche se ho sentito di un tentato accoltellamento di una dottoressa, forse da parte di un folle. Di sicuro non mi sembrano sbandati dell'ultima ora, vestono bene, con jeans firmati, c'sé stato finanche qualcuno che mi ha proposto di comprare il suo navigatore satellitare. La crisi mi ha messo alle corde e quest'anno si è rivelato fallimentare per il mio lavoro di charter. La uscite in barca per i turisti sono ferme e anche le prenotazioni hanno subito drastiche disdette. Sono scappato via, anche se seguo tramite i miei amici della capitaneria di porto l'evoluzione della situazione dell'isola dove nuovi barconi sono segnalati dai radar".

"Oggi abbiamo visto Berlusconi nell'isola e, al di là di ogni colore politico, mi è sembrata una presenza fondamentale in questo momento per noi valtellinesi di adozione lampedusani perché presenti sul territorio da oltre 10 anni. L'aria che si respira sull'isola in questi giorni è veramente pesante ed è degenerata negli ultimi giorni con l'arrivo massiccio e costante di un flusso di disperati che ormai superano il numero della popolazione indigena. Lampedusa è la prima porta dell'Europa, quindi siamo i primi ad essere "invasi" da tutti questi profughi, e gli isolani, per quanto gente ospitale e solidale, sono messi alle corde. L'economia dell'isola è praticamente bloccata. Le prenotazioni nel nostro albergo, naturalmente, sono ferme, quasi in attesa, anche da parte di habitué che in questo periodo affollano l'hotel, non solo per paura di eventuali disordini, ma perché in alcuni casi non è possibile garantire un efficace controllo sanitario per evitare epidemie causate da convivenze forzate al limite. Io e mio marito Nicola Marveggio viviamo da anni una doppia vita dividendoci tra il profondo Nord ed il profondo Sud apprezzando tutte le straordinarie meraviglie della nostra Italia". E' questa la testimonianza della sondriese Roberta Fava, proprietaria dell'incantevole Calandra Hotel situato nel cuore strategico di Lampedusa, un'isola di sogno in preda ad un terribile incubo da cui si spera possa svegliarsi al più presto.

Nello Colombo

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