Centro commerciale di Castione a confronto con la città di Sondrio

Là il Centro commerciale, agglomerato senza anima e in difetto di calore umano, meta di una folla indifferenziata, senza identità, uniti dall'essere tutti lì, semplicemente come consumatori.

Qua tutti gli elementi costitutivi dell'essere città, con il suo patrimonio di storia, di crescita nel tempo. Abissale inoltre la differenza. Là si consuma, freddamente, al più attenti ai numeri, quelli delle persone attira-chientela.

un vagare tra le corsie, dove ci sono, o tra i reparti. Venisse anche un terremoto – facciamo gli scongiuri – tanto prese soprattutto le donne da non accorgersene neanche. Si voleva comprare una merce eustorgica. Al termine del vagabondaggio ci si accorge che quella merce non c'è nel carrello ma in compesso la calamita in esposizione ha funzionato anche per prodotti che in realtà non servono.

Qua si vive. Si esce di casa e subito si ha la sensazione d'essere comunità. Qualcuno lo si conosce, altri no ma magari di vista sì. Si esce, si incontra, ci si ritrova, si va magari al solito caffè per un aperitivo o anche per commentare insieme vuoi temi politici, vuoi quelli calcistici. Le vetrine invogliano. Qualcuna ha profuso ingenti risorse per attrezzarle, in piccolo da agglomerato. Altre sono compagne di vita. Pensiamo al Motta, per fare un esempio, dove si trova di tutto (persino, nei giorni scorsi, una stadera!) e che solo il guardarlo, esposizione compresa passando, dà una sensazione di serenità. Pensiamo ai prestinai che per fortuna costituiscono una alternativa al pane industriale. A quelli della pasta fresca. Ai Giugni che controcorrente hanno aperto un secondo negozio nella zona ad est. Pensiamo a chi anche del commercio fa parte del nostro vivere quotidiano. Feriti per le troppe vetrine spente ma ancora in vita, ma ancora alternativa seria, e per molti aspetti preferibile, al tripudio consumista cui risulta strutturalmente sconosciuto il calore umano.

nell'agglomerato senza anima non c'è storia, non c'è identità, non c'è niente. Consumo e basta.

Qua contano anche le targhe, testimonianza di identità e di storia, quelle delle vie cittadine ma anche quelle dei "negozi storici"
 

L'idea. Pensi il Comune di Castione a dare il nome alle vie dell'agglomerato senza anima che comincia, alla tedesca, dove finisce il Comune di Sondrio e se ne va fino là dove c'era una grappa al caffè speciale, dove c'è ancora la Cacciatora. Alcune idee.
   La strada parallela alla 38, importante, merita un “Corso del guadagno
   le altre principali arterie  “Viale del fatturato” e, coerentemente, “Viale degli investimenti fissi” e forse anche “Viale del ricarico”.
   Per gli spazi aperti ci sono “Piazzale del bilancio” e “Largo dell'utile netto”.
   Non dimentichiamo i due livelli per i quali si propongono la “Scalinata dei dividendi” e ”La scalinata delle sofferenze”.

Ci sarebbe poi la necessità di un identificativo per ogni edificio destinato a questa o quella attività. Problema risolvibile per tutti usando il termine “Via” seguito da una moneta. Esempio “Via €uro”, Via dollaro e così via usando di Rupia, Tallero, Fiorino, Peso, Corona e così via sino a copertura delle esigenze.

(coninueremo)
 

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