Viste da vicino - LA CONDIZIONE FEMMINILE

La condizione femminile é peggiorata - Dovremmo porre maggiore attenzione - Salma Hayek, Frida, alla 59.ma Mostra di Venezia -


La condizione femminile é peggiorata

Secondo le ultimissime indagini di Abacus e di altri degnissimi
Istituti di ricerca, il 65% degli uomini teme le donne perché
sono diventate troppo aggressive.

Il fatto è che si scambia le capacità intellettuali con l’eterna
sottomissione di cui, ancora oggi, si crede sia connotato il
genere femminile.

Però, a leggere i vari resoconti dell’Human Development Report(ONU)
dal 1997 in poi, la condizione femminile anziché migliorare, è
peggiorata di gran lunga in qualsiasi parte del mondo.

Ogni giorno vengono bruciate cinque donne, in onore della
tradizione induista che vuole le vedove vittime senzienti (sic!)
per amore del marito, mentre sono 10.000 mila le ragazze vendute
nel Nepal per “allietare” i compagni e ogni 5 secondi una donna
viene picchiata negli Stati Uniti, contro il 13% di quelle che
subiscono le violenze domestiche in Spagna. E se passiamo alla
politica e al lavoro le cose non cambiano in meglio. Infatti,
solo nove sono i Capi di Stato nel mondo, mentre appena 14 su
cento insegna nelle università italiane ed esiste almeno una
disparità di retribuzione a parità di lavoro (il 27/%).
L’Italia, poi, è il Paese più sessista all’interno del
Parlamento europeo (cfr. La Stampa, 29 novembre 2002).

Secondo il World’s Women 2000, è innegabile che il maschilismo,
sebbene non si possano negare i successi raggiunti dalle donne
nell’universo normativo, invade tuttora ogni ambito della vita
associata.

Industrie, ospedali, giornali, università sono ancora saldamente
nelle mani dei maschi e niente fa prevedere che le cose
cambieranno in meglio in futuro.

Dovremmo porre maggiore attenzione

Noi occidentali, così fiere, così libere, così “o mi accetti
così o niente”, dovremmo porre più attenzione a quanto avviene
attorno a noi.

E neanche consolarci per la bella favola che Platone racconta
nel Simposio e che cioè la donna e l’uomo che prima costituivano
una sfera, pur avendo due schiene, quattro braccia, quattro
gambe.. erano un’unità, spezzatasi per essersi ribellata a Zeus
che la divise inesorabilmente in due (ma questa è una storia che
conosciamo in altre versioni: biblica, islamica…).

La fatica di ieri, di oggi e di domani è: come ricongiungere le
due metà divise e disperate se l’amore non le salda più insieme?

Ecco che il cinema, ogni tanto, offre delle pagine speciali su
donne che, pianissimo, stanno cambiando la storia.

Una di queste, con i suoi limiti e le sue molte trasgressioni, è
stata la pittrice messicana , Frida Kahlo, diventata un cult da
qualche anno, un vero idolo che ha tantissimi siti in Internet,
senza contare che i suoi quadri vanno su a suon di dollari, con
cifre da capogiro.

Alla 59.ma Mostra di Venezia, ne è stata presentata una sua
intrigante ed appassionante storia, interpretata mirabilmente
dalla piccolissima, sensuale, bellissima Salma Hayek, fieramente
messicana come lei e che abbiamo avuto la fortuna di
intervistare.

Salma Hayek, Frida, alla 59.ma Mostra di Venezia

Salma Hayek, Frida, alla 59.ma Mostra di Venezia.

Simpaticissima, minuta, molto carina, proprio una venere
tascabile( poco più di un metro e mezzo), non ha nulla o quasi
della statuaria vampirona che seduce Quentin Tarantino con una
danza di morte in "Dal tramonto all'alba".

Salma Hayek che in Messico ha battuto la popolarità di Veronica
Castro come una diva delle soap operas e a Hollywood tante
attrici più celebri di lei (Jennifer Lopez, per esempio),
nell’accaparrarsi il ruolo della pittrice messicana Frida, è
anche una ragazza spigliata, intelligente, estroversa.

Proprio da amare.

- DOMANDA: lei ha dovuto lottare non poco per avere il copione
di Frida. Come mai tanto interesse per una pittrice che
pochissimi conoscono in Europa?

- RISPOSTA: mi sono innamorata di Frida all'età di 14 anni; la
sua storia mostra i messicani ed il Messico stesso in un modo
diverso ed in un periodo dove era il centro dell'attività
culturale mondiale. Il Messico era parte di qualcosa di più
grande, poiché i fuoriusciti intellettuali arrivavano tutti li.
Il personaggio di Frida, in questo contesto, era libero e viveva
la sua vita intensamente.

- DOMANDA: ci racconta qualcosa di particolare di questa
pittrice?

- RISPOSTA: Frida Kahlo è nata a Coyoacán (Città del Messico),
il 6 luglio 1907 ed è morta il 13 luglio 1954, a 47 anni.

Nata con la rivoluzione, questa straordinaria donna, riflette
l'evento fondamentale del Messico del XX* secolo. Lo riflette
nelle sue immagini di distruzione, sofferenza, mutilazione,
perdita, ma anche nelle immagini di irriverente allegria, che
domina la sua vita sofferta.

Colpita dalla polio a sette anni, non perde mai il coraggio di
vivere e amare. Nel 1925, in un incidente del tram su cui
viaggia, un corrimano la penetra dalla schiena al pube. Il suo
corpo ne esce straziato: fratture alla spina dorsale, alla
clavicola, alle costole, al bacino, alla gamba, un piede
maciullato, una spalla slogata per sempre.

- DOMANDA: infatti, la sua pittura è qualcosa che mette brividi…

-RISPOSTA: Andrè Breton descrisse la sua arte come "Una bomba
coi nastrini", un'arte che si è nutrita del suo dolore, del suo
corpo, che ha saputo convocare un universo intero dai frammenti
di se stessa e dalle tradizioni della sua cultura.

Frida Kahlo traduce il dolore in arte, il proprio dolore e
quello di un secolo altrettanto lacerato dalle sofferenze. Si fa
sistemare uno specchio al di sopra del letto e dipinge se
stessa, così, da sdraiata.

- DOMANDA: Frida era felice o cercava di interpretare una
persona felice?

- RISPOSTA: le persone sempre felici esistono solo nelle fiabe.
Ogni persona ha momenti di felicità ed altri di sconforto. Io ho
cercato di coglierne l'essenza, soprattutto nel suo lato
passionale. Lei considerava Diego Rivera, pittore anche lui, con
cui ebbe un amore assoluto e impossibile, il suo bambino “nato
ogni momento, ogni giorno da me stessa."

"L'elefante e la colomba" (così scherzosamente chiamavano Diego
e Frida) si sposano nel 1929, dieci anni dopo si separano e nel
'41 si riuniscono. Frida è la moglie di un genio, il terzo
occhio che dipinge al centro della sua fronte in un autoritratto
commovente. Nel 1944 il suo declino fisico ha un'accelerazione,
e lei comincia a scrivere un diario, che terrà fino alla morte.
Questo è il suo ultimo scritto: "Grazie ai dottori / Farill -
Glusker - Párres / e al Dr Enrique Palomera / Sanchez Palomera.
/ Grazie alle infermiere / ai portantini e alle / cameriere e
agli inservienti / Grazie al Dr Vargas / a Navarro al Dr Polo/ e
alla mia forza di volontà. / Aspetto felice / la partenza - e
spero / di non tornare mai più. Frida (Cfr. Il diario di Frida
Kahlo, Autoritratto intimo, Leonardo 1995).

- DOMANDA: Frida Kahlo è una pittrice che oggi ha tanti
ammiratori in tutto il mondo. Perché è stato così difficile
produrre questo film?

- RISPOSTA: perché il film che volevo realizzare era la
biografia in costume di una donna pelosa, bisessuale, comunista,
fumatrice, bevitrice e messicana. Le pare che con elementi
simili che avrebbero messo a disagio chiunque, la maggior parte
dei produttori si sarebbero lanciati subito nel fare il film?
Per fortuna, ci siamo rivolti alla Miramax che ha accettato di
dividere con noi i rischi. Personalmente, poi, non amo le
biografie. Così Frida è una pellicola sull’amore e la resistenza
di fronte alle avversità.

- DOMANDA: perché lei nutre questa passione per Frida Kahlo?

- RISPOSTA: il giorno più bello della mia vita è stato quando
sono iniziate le riprese. E' la storia della mia gente: dei
messicani e del Messico così come non sono mai stati
rappresentati prima al cinema. Era questo il motivo principale.
Mostrare quanto mi sentissi orgogliosa del mio popolo. L'epoca
di Frida ha visto il Messico pieno di politici e artisti
fuoriusciti dai loro Paesi. E' stato un momento di transizione
difficile per il mondo e il Messico aveva il suo ruolo da
protagonista come meta di tanti intellettuali. Volevo mostrare
tutto questo al mondo. Frida è sempre stata un'ispirazione ed è
una donna che rimane ancora avanti nel nostro tempo. Era
criticata per tutto, e se ne infischiava. Aveva una personalità
meravigliosa ed indipendente che le faceva affrontare tutto e
tutti con grinta e intelligenza. Credo che Frida rappresenti
molto bene le donne di oggi.

Oddio, sfrontata come lei, non proprio, però siamo sulla buona
(o cattiva?) strada.

In ogni caso, Frida, ha avuto un amore appassionato, sofferto,
completo con il suo “grassone” (il pittore Rivera) che le ha
riempito la vita, seppure dolorosamente.

Non è l’amore che “riempie la vita” come canta anche Gianni
Morandi?
Maria &
Elisa Marotta - Antonio De Falco


GdS 8 II 2003 - www.gazzettadisondrio.it

Maria & Elisa Marotta - Antonio De Falco
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