RECENSIONI CINEMA TERMINATOR 3

di Mirko Spelta

L’intelligente ed intricata
sceneggiatura di Jeff Mann riesce in un’impresa che ha
dell’eccezionale, ovvero ridare vita ed interesse alla
complicatissima vicenda di John Connor e del suo pupazzo
futuribile, con il volto del probabile prossimo presidente dello
stato della California, ancora insieme per scongiurare l’arrivo
del giorno del giudizio, la fine del mondo, in questo episodio a
causa della ribellione delle macchine all’uomo.


Il terzo capitolo della serie, è tutto sommato, all’altezza dei
due precedenti, è ben farcito da inseguimenti e scene di azione
non esageratamente computerizzate, il che rende il lavoro più
“carnoso”, e questo è senz’altro un pregio in un periodo in cui
ragioni di budget e marketing esasperano il ruolo dei pixel
nella cinematografia d’azione (vedi il recente “The Hulk”); è
magari un po’ meno originale e scoppiettante rispetto al
passato, ma del resto far mantenere l’interesse nel pubblico, al
terzo appuntamento, era davvero difficile.


Buona l’interpretazione di Nick Stahl nel ruolo di John Connor,
meno brillante Kristanna Loken , nel ruolo del terminator
distruttore, poco credibile nei panni di una macchina mortale,
molto meno incisiva del proprio omologo Robert Patrick nel
precedente episodio, e che ricorda più che altro qualche
copertina di “Vogue”.


Ma nel complesso il film “tiene”, la macchina da presa è usata
con sufficiente sapienza dal regista Jonathan Mostow, e, per la
gioia degli amanti della serie, le pallottole non mancano di
certo.

Mirko Spelta


               

Per comunicazioni all'autore della recensione:

               
ginodilegno@inwind.it



GdS 18 IX 2003 
www.gazzettadisondrio.it

Mirko Spelta
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