Prefetture: Quaranta interpella, Governo (Bubbico) risponde

L'altroieri l'on. QUARANTA Stefano di SEL, nilamese eletto nella circoscrizione X (LIGURIA) , Lista di elezione SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA' sulla questione Prefetture ecc. ha presentato una interpellanza svolta martedì 29 settembre, seduta n. 492.

Pubblichiamo tutto data l'attualità:

  I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno, per sapere – premesso che:
da notizie stampa si apprende di uno schema di decreto del Presidente della Repubblica recante «Regolamento di organizzazione del Ministero dell'interno»;
tale provvedimento, deciso nell'ambito dei decreti attuativi di prossima emanazione relativi alla riforma della pubblica amministrazione, prevede la soppressione di ben 23 prefetture, con contestuale accorpamento – in dettaglio – di quella di Teramo all'Aquila, di Chieti a Pescara, di Vibo Valentia a Catanzaro, di Benevento ad Avellino, di Piacenza a Parma, di Pordenone ad Udine, di Rieti a Viterbo, di Savona a Imperia, di Sondrio a Bergamo, di Cremona a Mantova, di Lodi a Pavia, di Lecco a Como, di Fermo ad Ascoli Piceno, di Isernia a Campobasso, di Asti ad Alessandria, di Verbano Cusio Ossola a Novara, di Biella a Vercelli, di Oristano a Nuoro, di Enna a Caltanissetta, di Massa Carrara a Lucca, di Prato a Pistoia, di Rovigo a Padova e di Belluno a Treviso;
in particolare, dunque, si passerebbe dalle attuali 103 prefetture presenti sul territorio a sole 80 unità;
i tagli, peraltro, riguarderebbero anche le questure ed i comandi dei vigili del fuoco delle sedi interessate;
tale proposta di riduzione non può che destare perplessità, traducendosi, evidentemente, in un significativo ridimensionamento dei presidi di legalità e sicurezza presenti sul territorio e in gravi disservizi per i cittadini;
peraltro, nello schema di decreto è assente del tutto la disciplina dei lavoratori delle prefetture;
la riorganizzazione degli uffici territoriali, in tal modo prevista – e in un momento tanto delicato, ad esempio per quanto attiene anche l'emergenza migranti – non può che essere sbagliata e intempestiva, facendo registrare un notevole e drammatico arretramento dello Stato rispetto alle esigenze dei territori;
è evidente che un'eventuale riorganizzazione delle prefetture non possa che avvenire tenendo conto dei flussi migratori e dei tassi di criminalità e che misure quali quelle previste dallo schema di decreto in questione rappresentino esclusivamente tagli insensati che non garantiranno affatto adeguate risposte alle esigenze dei territori –:
se, alla luce di quanto esposto in premessa, il Governo non ritenga opportuno rivedere al più presto i contenuti dello schema di decreto del Presidente della Repubblica recante «Regolamento di organizzazione del Ministero dell'interno», eliminando la parte relativa alla riduzione del numero delle prefetture, o quantomeno non intenda rinviare il provvedimento dopo un confronto con le realtà territoriali.
(2-01091) «Quaranta, Costantino, Ricciatti, Scotto, Zaratti».

(Iniziative in relazione alla riorganizzazione delle prefetture prevista da un recente schema di regolamento del Presidente della Repubblica – n. 2-01091) 

  PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza Quaranta ed altri n. 2-01091, concernente iniziative in relazione alla riorganizzazione delle prefetture prevista da un recente schema di regolamento del Presidente della Repubblica (Vedi l'allegato A – Interpellanza e interrogazioni).
  L'onorevole Zaratti ha facoltà di illustrare l'interpellanza, di cui è cofirmatario, per quindici minuti.

  FILIBERTO ZARATTI. Grazie, signor Presidente. Signor rappresentante del Governo, abbiamo appreso da notizie di stampa che sarebbe pronto e sarà presto approvato un decreto del Presidente della Repubblica recante il regolamento di organizzazione del Ministero dell'interno. Tale provvedimento sembrerebbe che preveda la soppressione di ben ventitré prefetture; contestualmente prevederebbe anche la soppressione di molte questure e di comandi dei vigili del fuoco.
  Molte sono le province interessate a tale riduzione. Alcune sono molto delicate, anche perché in quelle zone ci sono problemi di protezione civile, ci sono problemi di infiltrazione di organizzazioni mafiose e in molti territori ci sono problemi legati ai flussi migratori e ai tassi di criminalità.
  Ora, in una situazione come quella che sta vivendo il nostro Paese, in cui si chiede maggiore legalità, maggiore sicurezza e maggiori capacità di intervento di protezione civile, è abbastanza significativo e, per certi versi, bizzarro che il Governo, invece, decida una riduzione così drastica, ignorando sostanzialmente i problemi dei cittadini, sia quelli legati alle gravi problematiche di cui abbiamo parlato, sia i problemi di ordinaria amministrazione che riguardano il nostro territorio.
  Io vorrei far presente che anche questo accorpamento delle prefetture non può avvenire per un mero calcolo matematico, nel senso che si accorpano le province non conoscendo il territorio, perché faccio l'esempio della provincia di Rieti e dello spostamento della prefettura di Rieti a Viterbo: si tratta di due piccole province della regione Lazio, ma chi conosce il territorio sa che sono due parti del territorio completamente diverse, oltretutto distanti decine e decine di chilometri, più di 100 chilometri. È lo stesso discorso che riguarda l'accorpamento di Cremona a Mantova. Anche in questo caso, ci troviamo di fronte a province molto ampie, a territori che già adesso hanno una carenza sostanziale di personale per quanto riguarda la vigilanza e la copertura del territorio; figuriamoci quando saranno soppresse le prefetture e anche le questure e il comando dei vigili del fuoco.
  Ora, io penso che bisogna avere un'idea del governo del territorio e della pubblica amministrazione e mi pare che il suo Governo, signor rappresentante del Governo, non abbia questa visione, perché non si può contemporaneamente sostenere la nuova legge sulla protezione civile, che questo ramo del Parlamento ha recentemente approvato e che prevede il rafforzamento dell'intervento di protezione civile, e, contemporaneamente, smobilitare i livelli di vigilanza che i vigili del fuoco hanno sul territorio. Non si può continuare a dire che questo Paese vuole avere una gestione intelligente e moderna del problema della immigrazione e smobilitare gli uffici che sono presenti all'interno delle prefetture per quanto riguarda l'immigrazione.
  Non si può venire in quest'Aula a dire che si è contro la mafia, contro le organizzazioni criminali nel territorio e poi eliminare la prefettura di Benevento. Io
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penso che sia sbagliato. Non si può eliminare la prefettura di Cremona, quando noi sappiamo che, proprio in quel territorio, c’è un'alta vigilanza, in questo momento, per infiltrazioni di tipo mafioso e camorristico di organizzazioni criminali che provengono da una zona, purtroppo, in questo momento attenzionata come quella dell'Emilia-Romagna.
  Allora, io penso che tutte queste ragioni dovrebbero portare il Governo a una riflessione più ampia. Non si può tagliare con l'accetta e non si possono sempre fare gli stessi errori. Vi concediamo la possibilità di fare nuovi errori, ma fare sempre gli stessi, no ! Già avete fatto un pasticcio enorme con le province. Vogliamo continuare su questa strada ? Vogliamo continuare il pasticcio anche sulle prefetture, anche sulle questure, anche sui comandi dei vigili del fuoco ? Io penso che dovreste prendere una strada diversa.
  Oltretutto, rimane completamente in una situazione di incertezza la disciplina dei lavoratori delle prefetture: saranno spostati ? Saranno trasferiti ? A volte il disagio di questi lavoratori sarà forte, perché dovranno affrontare un trasferimento di centinaia di chilometri dalla propria sede a una nuova sede.
  Detto questo, io penso che il Governo dovrebbe forse cercare di riflettere un pochino di più e, quanto meno, cominciare una discussione con gli enti territoriali e con i territori su quelle che sono le necessità specifiche. Non si può tagliare con l'accetta, non si possono semplicemente accorpare piccole province, senza tenere conto della morfologia e delle caratteristiche sociali, politiche e delle organizzazioni criminali di quel territorio. È una cosa sbagliata !
  È per questo che noi chiediamo al Governo un ripensamento. Chiediamo di sospendere l'approvazione di questo decreto, di fare un confronto serrato e serio con tutti gli organismi territoriali interessati per cercare di arrivare a una soluzione che non penalizzi così tanto i nostri territori e che non lasci una parte significativa del territorio nazionale senza alcuna vigilanza dal punto di vista della legalità.
  Sappiamo quanto abbiamo bisogno di legalità in questo Paese, quanto abbiamo bisogno di certezza, quanto abbiamo bisogno di un intervento serio, quanto abbiamo bisogno di protezione civile, quanto abbiamo bisogno, cioè, di un'organizzazione moderna dello Stato, che sia più vicino ai cittadini e che si basi sul principio di vicinanza con gli enti locali.
  Io penso che sia un grave errore quello che si sta commettendo e speriamo fortemente che il Governo possa ripensarci e iniziare questa discussione con gli enti territoriali interessati.

  PRESIDENTE. Il Viceministro dell'interno, Filippo Bubbico, ha facoltà di rispondere.

  FILIPPO BUBBICO, Viceministro dell'interno. Grazie, signor Presidente. Voglio subito dire che il provvedimento di cui stiamo discutendo non costituisce attuazione della legge delega di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, approvata dal Parlamento prima della pausa estiva, ma rappresenta lo sviluppo del complessivo processo di spending review, che ha avuto avvio con l'articolo 2 del decreto-legge n. 95 del 2012 e ha trovato completamento con l'articolo 21-bis del decreto-legge n. 90 del 2014.
  L'intervento dà luogo a una coerente ridefinizione delle strutture centrali e periferiche del Ministero dell'interno, che, unitamente al processo di indispensabile riordino e rideterminazione delle competenze dei propri uffici, consentirà di sviluppare, ancor più, le capacità di governo del territorio e di amministrazione generale da sempre rimesse al Ministero dell'interno in materia di politiche della sicurezza, della difesa e della protezione civile, oltre che di garanzia delle libertà civili e del regolare funzionamento dei meccanismi elettorali, di sostegno e di supporto alle autonomie territoriali. L'intento è di rafforzare l'unitarietà di queste azioni.
  Per quanto riguarda la nuova organizzazione dell'amministrazione periferica del Ministero, va rilevato come essa continui ad essere imperniata sulle prefetture, sulle questure e sulle strutture periferiche del Corpo nazionale dei vigili del fuoco. Tuttavia, l'ambito territoriale di esercizio delle funzioni di tali uffici non è più necessariamente ancorato al solo livello provinciale, ma IN ALCUNI CASI ASSUME UNA DIMENSIONE PIÙ AMPIA, CHE RISULTA COMUNQUE IN GRADO DI GARANTIRE UN EFFICIENTAMENTO COMPLESSIVO DELL'ATTIVITÀ DELL'AMMINISTRAZIONE E DI GENERARE, CONSEGUENTEMENTE, EFFETTI POSITIVI SULLA SPESA PUBBLICA, SENZA ALCUN PREGIUDIZIO PER LA QUALITÀ DEI SERVIZI RESI ALLA CITTADINANZA (il maiuscolo lo abbiamo messo noi per sottolineare a cosa sia costretto un viceministro per giustificare un orripilante provvedimento !|!! - ndr)
  Il nuovo disegno organizzativo individua 23 nuovi e più ampi ambiti territoriali, con contestuale accorpamento di altrettante prefetture, questure e uffici periferici del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, con ciò conservando il modello di unitarietà territoriale delle autorità di pubblica sicurezza e delle forze di polizia di cui alla legge n. 121 del 1981. I nuovi ambiti territoriali sono stati individuati sulla base di un'analisi ponderata di 21 indicatori oggettivi capaci di misurare le attività attinenti alle missioni istituzionali del Ministero e alla specificità dei singoli territori.
  Si fa riferimento ai parametri demografici, all'incidenza della criminalità organizzata, all'andamento della delittuosità, all'esposizione a fenomeni di calamità naturali e/o di criticità sociali, all'incidenza del fenomeno migratorio e al funzionamento degli enti locali. Quanto alle ricadute negative paventate dagli onorevoli interpellanti sui servizi resi ai cittadini dalle questure e dai comandi dei vigili del fuoco, posso assicurare che non vi sarà alcun arretramento dei presidi di legalità e sicurezza, in quanto non sono previste riduzioni dei dispositivi operativi di polizia e di soccorso pubblico.
  In sostanza, la capacità di risposta dello Stato sul territorio rimarrà inalterata, mentre a mutare sarà l'organizzazione di vertice, mediante l'attestazione dei livelli di responsabilità sulle questure e sui comandi provinciali accorpanti. Per quanto riguarda l'asserita assenza di disposizioni inerenti alla disciplina dei lavoratori delle prefetture, rilevo che lo schema di provvedimento si fa carico di rideterminare le dotazioni organiche del personale dirigenziale e non dirigenziale del Ministero dell'interno, demandando a un successivo decreto del Ministro l'individuazione degli uffici di livello dirigenziale non generale nell'ambito degli uffici centrali e periferici, la definizione dei relativi compiti, nonché la distribuzione dei predetti uffici e delle relative risorse.
  Vi è anche una disposizione transitoria in base alla quale le strutture interessate dalla ridefinizione degli ambiti territoriali non cessano di esercitare le loro funzioni immediatamente, ma secondo un piano graduale definito con decreto del Ministro dell'interno e comunque non oltre il 31 dicembre 2016. Inoltre, è previsto che, per non oltre un anno dalla data di cessazione della effettiva operatività degli uffici interessati dal citato processo, possano essere mantenuti sportelli per lo svolgimento di specifici servizi.
  Segnalo, comunque, che i temi riguardanti il personale saranno oggetto di discussione con le organizzazioni sindacali nell'ambito delle procedure di consultazione avviate proprio in questi giorni. Ricordo, infine, che la procedura di approvazione dello schema del provvedimento in questione prevede l'acquisizione del parere delle Commissioni parlamentari competenti in materia, che potranno, quindi, fornire il loro prezioso contributo di analisi e di proposte emendative al testo, segnalando la nostra massima attenzione nel riesaminare le questioni che eventualmente fossero poste.

  PRESIDENTE. L'onorevole Zaratti ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta all'interpellanza Quaranta ed altri n. 2-01091, di cui è cofirmatario.

  FILIBERTO ZARATTI. Grazie, signor Presidente. Signor Viceministro, no, non siamo soddisfatti della risposta perché la risposta è incentrata su affermazioni – mi scuserà il Viceministro – prive di qualunque fondamento. Si dice: «la nuova organizzazione consentirà comunque l'espletamento dei servizi necessari»; si dice: «non ci saranno disagi»; si dice: «tutto funzionerà a meraviglia». Ora, che questo possa avvenire, può darsi pure che sia nelle possibilità, ma certamente ci saremmo aspettati una risposta più documentata e con maggiori dati oggettivi. Queste sono speranze che gli estensori del provvedimento, evidentemente, cercano di comunicare. Così non è, perché le lacune sono evidenti, e d'altro canto, se si pensa che, come c’è stato detto, per un anno saranno tenuti aperti sportelli per specifici servizi, quindi si cerca di mantenere una certa transizione tra un modello e l'altro, è evidente che questa necessità di transizione si basa sul fatto che effettivamente i disagi saranno presenti per i cittadini. Oltretutto, io penso che sia da sottolineare che è sbagliata proprio la logica del provvedimento, che non tiene conto delle necessità attuali del Paese. Di che cosa ha bisogno il Paese ? Di maggiore legalità, di maggiore controllo del territorio, di maggiore protezione civile, ha bisogno di tutte queste questioni che sono fondamentali per la crescita del Paese. Ora, è del tutto evidente che per centrare questi obiettivi non ci si può basare sulla spending review, non si può dire è necessario che noi risparmiamo una «x percentuale» sulle spese del Ministero dell'interno, per quanto riguarda le strutture periferiche, quindi tagliamo ventitré prefetture, ventitré comandi, cerchiamo di farlo alla meno peggio in modo tale che non ci siano troppo danni. Sarebbe necessario il contrario, egregio signor Viceministro. Sarebbero necessari maggiori investimenti. Ma voi pensate davvero che si possano combattere i poteri criminali, si possa combattere la mafia con il fatto che riduciamo le prefetture, le questure ? I corpi di polizia non hanno neanche più soldi per pagarsi la benzina. Ma ci rendiamo conto che la mafia non è più quella di una volta, quindi con la coppola e la doppietta sulle spalle, ma sono poteri forti, poteri organizzati dal punto vista anche tecnologico e finanziario e che per contrastare tali fenomeni servono risorse, più strutture, più controllo del territorio ? È dire una cosa strana dire che, purtroppo, per i cambiamenti climatici, eventi calamitosi sono sempre più frequenti nel nostro territorio e addirittura zone che non sono mai state interessate da eventi di questo tipo sono state colpite e, purtroppo, saranno colpite nel prossimo periodo, che quindi è necessaria una maggiore rete di protezione dei nostri territori, una maggiore capacità dello Stato di intervenire e che credo che il sistema migliore sia quello forse legato al Corpo dei vigili del fuoco che ha dato ampie garanzie di professionalità, di intervento limitatamente, anche in questo caso, ai mezzi a disposizione ? Oppure voi pensate che tutta questa partita della protezione civile la possiamo lasciare bellamente nelle mani delle associazioni dei volontari i quali sono encomiabili, straordinari ? Forse c’è necessità di un intervento certo da parte dello Stato. Voi pensate di poterlo fare riducendo ancora di più le scarse risorse che ci sono sul territorio ? Pensate che è sufficiente appellarsi alla spending review per giustificare tutto ? Io penso che un Governo serio dovrebbe, anche nelle limitatezza delle risorse, scegliere dove investire e bisogna investire nella legalità, nella difesa della legalità, bisogna investire nella sicurezza del territorio, bisogna investire nel dare maggiori servizi ai cittadini. Ma voi pensate che un cittadino di Rieti debba andare a Viterbo per qualunque necessità abbia in relazione agli sportelli e ai servizi che devono rendere le prefetture ai cittadini ?
  Io penso che, francamente, state piano piano trasformando questo Paese non in un Paese più moderno, come spesso ci viene detto dalla televisione, dalle pagine dei giornali e, qualche volta, non troppo spesso in verità, dai banchi del Governo di quest'Aula, non in un Paese in grado di competere, non in un Paese che crea il presupposto per una sua crescita positiva, ma, in verità, è proprio il contrario. State trasformando piano piano questo Paese in un Paese che è in declino, un Paese che ha
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sempre minore capacità di reazione, un Paese che non ha capacità di investimento in quei settori fondamentali che possono assicurare riqualificazione del territorio, riqualificazione del lavoro e rilancio di una crescita positiva della nostra economia.
  Per questo sono insoddisfatto della risposta che ci ha dato il Viceministro, il quale, peraltro, ringrazio per la competenza e per la puntualità sempre dimostrate. Ma siamo insoddisfatti e pensiamo che, per l'ennesima volta, non soltanto si sta perdendo un'occasione, quella di una riforma che in qualche modo avvicini le istituzioni ai cittadini e che le renda più funzionali alle necessità dei territori, ma addirittura stiamo peggiorando un quadro che è già complicato. Stiamo riducendo risorse a un settore che ha già risorse limitate. Non diamo la possibilità ai nostri bravi operatori che lavorano nelle prefetture, nelle questure, nei comandi dei vigili del fuoco di dare le risposte necessarie ai cittadini e di avere i necessari mezzi per contrastare il malaffare, per contrastare i rischi del territorio, per contrastare le illegalità diffuse nel territorio.
  Io spero che ci possa essere un ripensamento. Comunque, nell'ambito della discussione nelle Commissioni parlamentari, noi avremo modo di rafforzare questa nostra posizione, con la speranza che i provvedimenti possano essere migliorati.

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