Berlusconi: "politici ladri". Polemiche furibonde ma nessuno ha capito perché l'ha fatto

di a.f.


Le dichiarazioni dell'on. Berlusconi ad Atene


Ad Atene per una riunione del Partito Popolare Europeo, a
sorpresa l'on. Berlusconi se la prende con quei politici che,
dice, non hanno mai fatto niente nella vita e che hanno casa in
città, al mare e ai monti, e persino la barca». Dove hanno preso
i soldi necessari? "Li hanno rubati agli italiani".

I Telegiornali non parlano d'altro, le reazioni sono ampie e
vistose. Fassino alla Camera prende atto che in questa
definizione ci sono in tanti fra cui il Vicepresidente del
Consiglio Fini e il Presidente della Camera Casini che nella
loro vita si sono appunto dedicati solo alla politica. Nella
maggioranza reagisce duramente Follini, mentre gli altri cercano
chi di cavarsela alla meno peggio e chi cercando di minimizzare
la questione.

Risultato comunque é uno solo: il tema del giorno é questo. Se
non ci fosse stato questo di cosa si sarebbe parlato? Vediamolo.


La ratio e cui prodest

A fronte di un evento inconsueto é buona abitudine, almeno per
quanto ci riguarda, cercare di andare oltre le apparenze e
vederne la ratio ponendoci la domanda sul "cui prodest", "a chi
giova".

E' quello che abbiamo fatto dopo aver sentito direttamente in TV
il Presidente del Consiglio, fra l'altro, cosa di non poco conto
ai fini delle valutazioni, all'estero, ad Atene. Ebbene, per la
ratio nessuna delle motivazioni supposte da parte degli
osservatori politici e non stava e sta in piedi. A titolo di
esempio chi ha pensato alle elezioni europee ed amministrative
non ha tenuto e non tiene conto che il voto non é la settimana
prossima ma fra quasi quattro mesi e pure lontana é la
presentazione delle liste. Tanto meno il Decreto Gasparri sulle
TV di fatto in porto. Cui prodest? A cosa avrebbero giovato
dichiarazioni che rappresentavano benzina su un fuoco che semmai
ha bisogno di estinguenti?

Risiedevano altrove motivazione e interesse di tali
dichiarazioni fra l'altro, per chi l'ha seguite e analizzate
direttamente e ripetutamente, per nulla improvvisate ma pensate,
calcolate persino nei toni e nelle pause del discorso. Ma per
cosa?

Dovevano fare colpo, come hanno fatto.


Nella logica del "chiodo schiaccia chiodo" occorreva un
diversivo


C'é un sistema vecchio come il mondo quando c'é una seria
difficoltà: secondo la logica del "chiodo scaccia chiodo" va
creato un diversivo, naturalmente forte per calamitare
l'attenzione altrimenti attratta, anche in parte, dalle citate
difficoltà.

Se non ci fosse stata la dichiarazione dei "politici ladri" le
prime pagine dei giornali sarebbero andate, ahimé, a nozze con
la vera notizia del giorno, l'esclusione dell'Italia non solo
dal vertice di Berlino ma anche dalle decisioni assunte, roba da
"padroni del vapore" veri e propri. In sostanza una
retrocessione dell'Italia in serie B, magari in compagnia di
Spagna e Polonia, Olanda e Belgio, comunque fuori dal direttorio
a tre.

Non solo, ma l'on. Berlusconi ha sicuramente valutato la portata
dell'articolo di fondo non di uno dei tanti giornali bensì del
quotidiano della Confindustria.


Il triumvirato anglo-franco-tedesco

Giovedì mattina infatti l'articolo di fondo del quotidiano della
Confindustria e forse il più accreditato giornale italiano
all'estero oltre che il più autorevole in Italia, "Il Sole - 24
Ore", é stato lapidariamente eloquente:
"Piaccia o non piaccia, a Berlino il triumvirato
anglo-franco-tedesco si é ufficialmente auto-promosso governo
della nuove Europa allargata".


Comincia così Adriana Cerretelli, precisando che, salvo
improbabili autogol, la situazione é destinata a durare nel
tempo.

Le citazioni nell'articolo sono significative:
- Schroder: "Quello che é positivo per i nostri Paesi é
positivo per l'Europa";

- Blair: "Rappresentiamo metà della popolazione europea e molto
di più della metà della sua ricchezza";

- Chirac: "Non capisco cosa ci si possa rimproverare".


E l'articolista così commenta: "Tre frasette, il requiescat in
pace per l'Europa comunitaria. La fine di un'epoca".
Aggiungiamo: e l'Italia in serie B.


Gli altri: buon viso a cattivo gioco

Il premier belga, Guy Verhofstadt, quello olandese, Jan Peter
Balkenende, quello polacco Alexander Kwasniewski, nelle loro
dichiarazioni dopo il vertice di Berlino hanno fatto di
necessità virtù piegandosi alla logica della real-politik
dimenticando l'irritazione precedente. Aggiungiamo che Aznar é
fuori in quanto alle prossime elezioni spagnole non si
presenterà ed é in pool-position per succedere a Prodi. Il
quadro é completo, il disastro totale e non solo di Berlusconi
ma purtroppo del nostro Paese.

Berlusconi isolato
Commento scontati del Presidente del Consiglio: «Un
errore di chi ha organizzato il summit», e criticata la proposta
del vertice di varare un nuovo Vicepresidente della Commissione
europea con delega piena per l'economia, sulla quale non c'é
affatto accordo (ma, ahimè, ci sarà). E così per l'altra
dichiarazione che se «da incontri del genere, usciranno con
proposte o decisioni per l’Europa a 25, la nostra risposta sarà
no» (e anche qui, ahimè, gli altri Paesi si adegueranno. Perché
seguire il Paese più debole, da solo, voltando le spalle a
quelli forti, che sono insieme?


Sono passati i tempi in cui... (1)

Sono passati i tempi in cui l'Italia, si dica quel che si vuole,
era in grado di dire autorevolmente la sua. Ricordiamo, per fare
un solo esempio, il momento più acuto della crisi
Occidente-Mondo arabo. Tutti i canali chiusi, Andreotti - allora
Presidente del Consiglio e pur essendo Gianni De Michelis
Ministro degli Esteri - se ne uscì in una dichiarazione che fece
subito il giro del mondo perché significava riapertura dei
colloqui. "Ho parlato stamane tre quarti d'ora con  Assad"
- oltranzista leader siriano, ndr - e convenuto che si tratta di
affrontare i problemi". E così l'Italia assumeva nei delicati
rapporti con gli arabi il ruolo di capofila... Altri tempi.


Sono passati i tempi in cui... (2) -


Sono passati i tempi in cui l'allora Ministro degli Esteri
Forlani, dopo alcuni giorni passati a sciare in Valmalenco,
andava in Commissione Esteri a Montecitorio e, pur in un momento
di tensione politica elevata specie tra DC e PCI, ne usciva con
il voto unanime sulla linea che il nostro Paese, nel nostro
generale interesse, avrebbe quindi dovuto portare avanti. Altri
tempi.


Il declino non é di oggi

Il declino non é di oggi. Ricordiamo Ministro degli esteri Dini
alcune cose, fra cui la scelta della Norvegia al posto nostro
nel Consiglio di Sicurezza o la bocciatura dell'on. Bonino per
l'Alto Commissariato ONU dei rifugiati.

Secondo le migliori tradizioni é facile dimenticare il detto "Historia
magistra vitae". Ma anche un po' la letteratura, visto e
considerato che abbiamo l'impressione di trovarci nella stessa
situazione dei polli del Manzoni, intenti a bettegare tra di
loro mentre incombe il girarrosto.

Ci riferiamo al rapporto Berlusconi-Prodi che a nostro avviso
avrebbe dovuto vedere anteposto l'interesse dell'Italia ai
problemi nazionali di bottega politica, utilizzando al meglio,
come non é stato, la duplice Presidenza italiana.

Solo che il problema oggi é serio. Non si tratta delle sorti
future dell'attuale premier o dei destini di Casa delle Libertà
o di Ulivo, più o meno largo, ma delle sorti del Paese.

Almeno sulla politica estera sarebbe indispensabile litigare di
meno e cercare di costruire di più, ciascuno rinunciando a
qualcosa in nome e per conto dell'interesse del Paese che non ha
colori politici.

Non che una maggiore coesione politica interna possa fare
scomparire problemi e difficoltà, ma quantomeno eviterebbe di
aggiungere a problemi e difficoltà naturali quelle e quelli
artificiali.
a.f.


E il P.S. su "Democristiani ladri"

Quanto al merito delle dichiarazioni del Presidente del
Consiglio due note:

1) Metodo. Chi scrive ritiene che qualsiasi n. 1, dal
Presidente della Repubblica, a quello del Consiglio fino via via
al Sindaco o al Presidente di un'Associazione ha il dovere della
funzione e quindi il dovere dello stile. E' pur vero che lo
stile non lo si acquista o non lo si impara ma o lo si possiede
o non lo si ha, ma quantomeno si dovrebbe fare il possibile per
non uscire di strada, quali che siano le circostanze.

2) Contenuti ("ladri"). Ci siamo già pronunciati, con un
articolo di 16 mesi fa che ha fatto il giro dell'Italia. Al
Presidente del Consiglio lo faremo avere, anche in sue mani per
essere certi che lo veda (ma potrebbe essergliene utile la
lettura). Ad altri lettori consigliamo di andare all'indirizzo
Internet sotto riportato a leggerselo, o, per chi non usa
Internet, farselo stampare dall'amico che naviga.
"DEMOCRISTIANI LADRI... - E non solo ladri ma ladri
interessati personalmente", una "confessione" del 18 ottobre
2002 diffusa in tutta Italia con interessanti riscontri e
leggibile all'indirizzo:
 http://www.gazzettadisondrio.it/npco19.html



GdS 20 II 2004 - www.gazzettadisondrio.it

a.f.
Politica