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INTERRATE QUELL'ELETTRODOTTO!
di Alberto Frizziero
La Magistratura ordina: interrate (e sovralzate) - Ordinanza e non sentenza - Interesse della provincia - Primo consiglio ai Valtellinesi -  Secondo consiglio ai Valtellinesi -  Terzo punto: via la selva di elettrodotti!

 


Nel riportare un articolo richiesto dal settimanale "La Provincia di Sondrio" integriamo - in corsivo - con approfondimenti che ragioni di spazio hanno impedito di fare per il settimanale (NdD).

LA MAGISTRATURA ORDINA: INTERRATE (E SOVRALZATE)
Ha fatto sensazione la notizia proveniente dal Tribunale di Como relativa sia all’elettrodotto a 220 kV Cislago-Sondrio un tratto del quale, compreso tra i tralicci 293 e 296 dovrà essere interrato, che a quello a 132 kV, un tratto del quale, tra i tralicci 14 e 18 dovrà essere innalzato di 10 metri, a singola terna.
TERNA spa e GRTN spa (le due nuove società ex ENEL) dovranno provvedere entro 15 mesi. Cosa non da poco visto che l’ordinanza stessa prevede per i due interventi una spesa rispettivamente di 4368 e di 625 milioni di lire.

ORDINANZA E NON SENTENZA
Innanzitutto una precisazione per correttezza di informazione: non si tratta di una sentenza, come tutti hanno ritenuto, ma di un’ordinanza, peraltro corposa e documentata, che assegna altresì il termine di 30 giorni per l’inizio della causa di merito per le domande risarcitorie e, in via subordinata, di indennizzo.
Erano state richieste dai ricorrenti in base all'articolo 844 del Codice Civile che regola le "immissioni". Si tratta, liberamente traducendo tale articolo, di inconvenienti e molestie che provengono da un terreno confinante eccedendo "la normale tollerabilità". Viene anche precisato che "l'autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà. Può tener conto della priorità di un determinato uso".
Una decisione quindi di tipo cautelare, che poi potrà avere o meno conferma dal giudizio di merito, promosso da persone residenti in abitazioni prossime agli elettrodotti.

INTERESSE DELLA PROVINCIA
Evidente l’interesse in una provincia come la nostra percorsa da una selva di elettrodotti e con moltissimi casi di abitazioni o unità produttive site in prossimità delle linee ad alta tensione se non addirittura sotto di esse anche se purtroppo nessuno ha provveduto ad un censimento come invece sarebbe necessario anche in funzione dei Decreti attuativi della legge 22.2.2001, n. 36 che prima o poi dovranno pur essere emanati.
Si tratta di Decreti per i quali il Governo avrebbe dovuto provvedere entro sessanta giorni ma il 9 maggio dello scorso anno il Consiglio dei Ministri non riuscì ad approvare il testo predisposto dal Ministro Bordon per l’opposizione del collega della Sanità Veronesi. Cambiato il Governo il Ministro Matteoli ha nominato nuove commissioni e si è riservato di decidere.
Non si tratta di storia o di cronaca. C’è invece un legame importante con l’ordinanza venuta da Como nella quale si assume come limite di “normale tollerabilità”, così come indica il citato art. 844 del Codice Civile, invocato per la questione, 0,3 microTesla (l’unità di misura dell’induzione magnetica, quella che viene chiamata in causa per possibili danni all’organismo umano).
Bene, nel testo Bordon il valore di attenzione 0,2, la controproposta Veronesi era 0,5, quasi il doppio del valore preso a base nell’ordinanza citata.
Il valore preso a base dell'ordinanza di 0,3 microTesla, sulla base della valutazione cautelare per possibili rischi, risulta pertanto pi§ù retrittivo di quello a suo tempo caldeggiato dal Ministro della Sanità.

PRIMO CONSIGLIO AI VALTELLINESI
- Di qui il primo consiglio ai convalligiani che si trovassero in contiguità ad elettrodotti. Un conto sono le situazioni tipo Montagna con valori rilevati tra 2 e 3 microTesla, un altro conto, a nostro avviso, situazioni analoghe a quella comasca per le quali è prudente attendere i Decreti attuativi sui quali l’ordinanza in argomento eserciterà sicuramente un’azione acceleratrice, vista l’entità dei costi in gioco, come sopra indicati.
Resta, ahimè, l’esigenza di un censimento e di alcune azioni conseguenti, come da mesi sosteniamo…
Abbiamo ripetutamente sottolineato su questo giornale le conseguenze della fissazione dei valori-limite. Fissare ad esempio 0,2 microtesla, proposta Ministro Bordon, significa per elettrodotti come quello chiamato in causa nell'unico incontro pubblico sinora svolto, in Comune di Montagna, avere una fascia di rispetto di novanta metri per parte, fascia che, anche se edificabile in Piano Regolatore, diverrebbe inedificabile.

SECONDO CONSIGLIO AI VALTELLINESI
- Un secondo consiglio riguarda le proprietà fondiarie contigue agli elettrodotti oggi edificabili.
Fosse passato il testo Bordon l’edificabilità sarebbe perduta per tutta la fascia di rispetto che, come detto prima,  avrebbe potuto raggiungere i 90 metri per parte.
Gli interessati dovrebbero preoccuparsene, e qualche Ente preoccuparsi di tali, legittime, preoccupazioni.

TERZO PUNTO: VIA LA SELVA DI ELETTRODOTTI!
- Il terzo punto riguarda infine la “razionalizzazione” degli elettrodotti, in altri termini l’eliminazione della selva esistente.
In seguito all’iniziativa promossa da chi scrive, allora alla guida del BIM, nel giugno del 1992 il Consiglio di Amministrazione dell’ENEL aveva adottato una corposissima delibera, la n. 16887, nella quale si impegnava la struttura a proseguire il lavoro. Ricordo che era previsto lo smantellamento di 1201,5 Km di linee, di cui 893,5 a 220 kV e 308 a 132 kV e la costruzione di nuove per 346,2 Km.
Si fosse andati avanti in provincia su questa strada – evidentemente quasi nessuno ha la padronanza di questa materia - tanti problemi di oggi non ci sarebbero.
In questi anni ho continuato a porre il problema che però è rimasto lettera morta. Per la verità con un'eccezione. La Comunità Montana di Valchiavenna, grazie all'assessore Marco Sartori (si vede che con l'esperienza di manager c'é una marcia in più...) ha fatto un progetto di razionalizzazioone degli elettrodotti. Di difficile attuazione, dati i costi ipotizzati, ma intanto là non si é rimasti con le mani in mano!
Chissà che oggi non ci si accorga – anche il mondo imprenditoriale! – che il momento potrebbe essere propizio e si vada dunque a verificare se quello che allora era possibile lo è ancora oggi.
Alberto Frizziero


Gds - 28.3.2002

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