“PATRIA NON HANNO CHE IL CIELO” - 23° CONVEGNO ANIOC

Una sfolgorante giornata dell’autunno valtellinese avvolto nei mille colori della tavolozza del “Grande Pittore” ha accolto il 23esimo convegno annuale dell’ANIOC, la folta delegazione provinciale di Sondrio dell’Associazione nazionale degli Insigniti Onorificenze Cavalleresche, che si è ritrovata nell’antica capitale della Val di Teglio.  Prima tappa al “Mulino Menaglio” incastonato in un bosco di castagni e roveri secolari in un tuffo nel passato tra macinatura e battitura del grano saraceno, l’oro brunito dell’eccellenza gastronomica valtellinese.  Momento poi di raccoglimento e preghiera nel gioiello romanico della chiesa di San Pietro per la Santa Messa allietata dalla musica e canto di Marzia e Cristina, concelebrata da Mons. Andrea Caelli, don Flavio Crosta e don Valerio Modenesi. Una storia lunga e travagliata, quella dell’antica pieve di “San Pietro” adagiata sul fronte laterale dell’antico monastero delle Umiliate, puntando verso il solstizio d’inverno che un tempo annunciava la Nascita del Bambinello. Quasi una fiaba snocciolata per sommi capi dallo storico Gianluigi Garbellini che ha raccontato con pathos crescente la scoperta, una bigia sera invernale, alla luce tremebonda di una candela, della prima figura annegata nell’intonaco e nell’incuria dell’uomo: quel Giovanni prediletto del “Maestro”. Ancora più sconvolgenti tutti gli altri apostoli che confabulavano amenamente a due a due mentre nell’arcata superiore si aggiravano circospette e attente le vergini sagge in attesa del loro “Padrone”. Ma la sorpresa più allucinante furono quegli occhi indagatori, quasi dardeggianti, di un Cristo Pantocratore dalle gote rubiconde che col suo soffio divino giudicava il grano dal loglio nell’ultimo giorno. Altra storia, quella del Palazzo Reghenzani-Piatti”, evocata dal sindaco tellino e presidente illuminato della Provincia, Elio Moretti, innanzi ad una folta platea sciorinata al sole nel giardino antistante. Una storia che parte quasi da una divertente boutade narrata con grande ironia dallo stesso Moretti chiamato il giorno prima in tutta fretta a firmare una strana ordinanza per l’arrivo a Teglio di ben 80…cavalli! I cavalieri dell’Anioc! Per quanto riguarda Palazzo Reghenzani, “Il palazzo della Regina”, reclamato nientemeno che dalla Corona inglese, l’arcano più fitto si dipana con la scoperta di un antico manoscritto a firma di un alto funzionario britannico che pretendeva la confisca dei beni patrimoniali di detta Lucia Reghenzani di Teglio, morta a Londra in estrema indigenza, come risarcimento di uno squallido sussidio dei suoi ultimi anni vissuti nella City. Fortunatamente la conservata cittadinanza italiana di Lucia che da ragazzina si era messa a servizio come istitutrice a Como della prole di una facoltosa famiglia inglese, per essere poi trapiantata a Londra e finire i suoi ultimi giorni nella miseria più nera, è servita a conservare l’antica abitazione gentilizia ora acquisita dal comune di Teglio che ne ha fatto una splendida dimora della Cultura. Lauto incontro conviviale infine presso il ristorante “Combolo” alla presenza di numerose autorità accolte dall’infaticabile e onnipresente presidente Anioc, Elvira Valenti Tralli che ha ricordato il “ruolo insostituibile degli Insigniti per il progresso e il benessere dell’intera società, riscoprendo il senso più vero e più bello di un’unione che non si ferma agli onori, ma offre concretamente nuove prospettive nella conferma delle virtù civili ancorate agli ideali di giustizia, di libertà, di progresso sociale e morale”. Toccante la lettera dell’ex prefetto Giuseppe Mario Scalia bloccato nella capitale per lo sciopero nazionale: “Rivolgo un particolare ringraziamento al delegato regionale dell’Anioc, il Grande Ufficiale Giovanni Piazza, la cui stima è profonda e sincera, e al delegato provinciale l’Ufficiale Elvira Valenti Tralli, mi correggo, alla carissima Amica Donna Elvira, una Donna con la D maiuscola, una Donna coraggiosa, combattiva che riesce a vivere la sua vita con pienezza, dedicando tutte le sue forze ai deboli, alle persone maltrattate, sa lottare, non ha paura di niente e di nessuno: è una forza della natura”. Scalia si rivolge poi agli Insigniti: “Il Vostro impegno che ha un valore inestimabile continuerà con il cuore, forti e orgogliosi giustamente di un riconoscimento che porrete a favore del prossimo che incontrerete nel vostro cammino, un cammino, oserei dire, di amore, di bene, di bontà, e, nell’elargire questi gesti, anche piccoli, donerete gioia, sarete di esempio, darete testimonianza raccontando anche i vostri sacrifici, le incomprensioni, i dolori vissuti, il tutto finalizzato al bene comune e alla tranquillità dei cuori”.
A fare da cassa di risonanza il Delegato regionale Grande Ufficiale Giovanni Piazza, umile e prezioso dispensatore nel mondo della sua infinita e preziosa rete relazionale, che ha ricordato l’esempio del suo maestro, il Cardinal Martini, invitando tutti gli Insigniti a “vivere pienamente con la propria testimonianza di vita tutti quei valori imprescindibili che non derivano da un semplice distintivo che rischierebbe di diventare un mero segno di vanità”.  Momento poi ufficiale della consegna degli attestati di merito per i protagonisti che si sono distinti sulla scena dell’impegno civile nel nostro territorio. Una vera festa dello spirito e della piena condivisione di un impegno che rende tutti degni Cavalieri del regno terreno che aspira al cielo nella solenne investitura morale del Sovrano Supremo che veglia sulle sorti del mondo.
Nello Colombo