MOLA: Mostre: 1) Spoerri – 2) Braendli – 3) Sophia Schama. E poi i successi della cristallografia

Daniel Spoerri

Alla Fondazione Mudima: Daniel Spoerri “Il Bistrot Di Santa Marta”. Personaggio singolare ed estremamente straordinario Daniel Spoerri che già nel lontano 1970 organizzò, a Milano, L’Ultima Cena in occasione del decimo anniversario del Nouveau Réalisme, con cibi ispirati alle opere dei Nouveaux Réalistes e una grande tiara papale di pan di zucchero in onore di Pierre Restany, critico e “capo” del “gruppo”. Poi cinque anni più tardi “ristorante” aperto da Spoerri in città, quando dal 19 maggio al 5 giugno 1975, egli trasformò la Galleria Multhipla in Restaurant Spoerri, creando 12 cene astro-gastronomiche dedicate ai segni dello zodiaco. Adesso Daniel Spoerri ritorna a Milano con la trasformazione  di una parte della Fondazione Mudima nel Bistrot di Santa Marta, un vero e proprio bistrot dove verrà allestita una mostra con un ciclo di opere create volutamente per questa occasione e dove saranno allestite alcune cene a tema ed è evidente. la supervisione di Daniel Spoerri. Perché Santa Marta?  Perché è dedicato alla santa patrona delle casalinghe, delle cuoche, delle domestiche, degli osti, degli albergatori e dei ristoratori. Questo progetto  di Daniel Spoerri continua una sua attività ed un suo fertile pensiero,  già famoso nei suoi quadri trappola (tableaux-piège) o nei lavori che  “mettono in esposizione”  insiemi di oggetti ripartiti per tipologie, per forme, per funzioni o anche per  caso. Ma per Spoerri è assai importante mettere in evidenza l’importanza del pasto come alto momento di comunicatività. Sono  21 le tavole presentate con montaggi di utensili di cucina, tutti oggetti ritrovati da Daniel Spoerri  attraverso un diuturno lavoro nei mercatini delle pulci di tutta Europa e conservati e attaccati in una raccolta ideale. Tutto questo per il nouveau rèalisme è il segno di un ricercare dal sapore archeologico attraverso l’attività del lavoro in cucina e del conseguente pasto. Segno sicuro e più di molto altro dell’attività dell’uomo in ogni tempo e spazio. E’ in preparazione un ricco catalogo pubblicato da Mudima su questa intelligente e artistica attività di Spoerri
CARLO MOLA

Sino al 9 Febbraio 2014 Scheda della mostra
Titolo          Il Bistrot di Santa Marta  Sede Fondazione Mudima | Via Tadino 26, Milano Orario lunedì – venerdì 11.00 - 13.00/15.00 - 19.30 Ingresso Liberooncomitanza della prestigiosa Fondazione Mudima Grazie Carlo
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Oscar Andrea Oscar Braendli 
Davide  Di Maggio nella presentazione della mostra, nel bel catalogo edito dalla fondazione stessa, pone Braendli  tra le personalità più alte dell’arte. Un artista che scelse di isolarsi (meglio come scrive Di Maggio, rintanarsi)  e studiare da solo  Egli ha investigato in se stesso, tirando fuori la sua essenza, trasferendola in ogni  disegno, in questi piccolissimi  dipinti ma tutti grandi nelle intuizioni  come gli scritti  ed i ricchi  diari. Andrea Oscar Braendli, detto Oscarino, originario di Männedorf, nasce a Milano il 15 gennaio 1950 da una famiglia  svizzera borghese  di buona cultura, amante delle arti figurative  (il nonno  O. E. Braendli  fondò nel 1908 la Braendli & C.,  ditta che produce rivestimenti murali).  Dopo aver studiato germanistica a Zurigo lascia la germanistica e si innamora  della biologia Ma, ben presto, lascia anche questa facoltà pur non abbandonando l’amore per la biologia. A Zurigo, lontano da casa, precipita nelle pericolose crisi di alcolismo e depressione, crisi che lo accompagneranno per tutta la vita, alternate a momenti di grandissima attività pittorica.  Muore a Bombinasco, TI  il 9 agosto 2009.  Un fatto importante anche per la Fondazione Mudima che Braendli Non ha mai esposto in spazi pubblici Ora sappiamo che  sono conservate circa 2.500 opere di piccole e piccolissime dimensioni. Ma come si diceva i precedenti studi non sono abbandonati completamente e ne riconosceremo folte testimonianze nei suoi disegni. Poi la qualità più alta e l’estrema raffinatezza delle sue opere. Ma la raffinatezza forse è una parola troppo ambigua. E’ una raffinatezza profonda nata non solo dal grande gusto ma da una disposizione dell’animo per sopraelevarla a una disposizione del cuore ad accogliere il mondo: ma non con gli altri. In suprema assoluta solitudine. Allora i riferimenti. E’ evidente che si ricorre a Proust ed alla “Recherche”. Ma è poi giusto? Non so.  Forse invece Leopardi  per il canto alto ed anche per il tuffo non solo nel cuore ma anche nel cervello.  Tanti altri nomi di scienziati ed artisti sono citati nella bella introduzione al catalogo di Gianluca Ranzi . A noi per ora bastano due nomi: Mirò e Walt Whitman.
Forse abbiamo un debito anche con il grande botanico Robert Brown per capire Braendli  e ringraziamo per quello che ci ha donato. Abbiamo avuto il piacere di conoscere durante la mostra la sorella dell’artista. Ci ha aiutato a comprenderlo ed amarlo ancora di più. Grazie anche a Lei.
CARLO MOLA

La Fondazione Mudima è lieta di ospitare la prima mostra personale di Andrea Oscar Braendli,  10 gennaio – 9 febbraio 2014
Il libro dedicato all’artista, è delle edizioni Mudima con testi di Sergio Dangelo, Gianluca Ranzi e Davide Di Maggio.
Scheda della mostra
Artista                           Andrea Oscar Braendli
Titolo                            un osservatore del mondo
Sede                     Fondazione Mudima | Via Tadino 26, Milano
Date                     10 gennaio  –  9 febbraio 2014
Orario                          lunedì – venerdì 11.00 - 13.00/15.00 - 19.30
Ingresso               libero

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Sophia Schama
Lo studio d’arte Cannaviello di Via Stoppani a Milano, in uno di quei quartieri che da via Tadino si allargano sino a Via Stoppani e dintorni e che è uno dei luoghi privilegiati delle Gallerie d’Arte,  presenta la personale CURRIED GRASS dell’artista Sophia Schama. L'artista, tedesca d’adozione,  è tornata qui a presentarsi, nelle sale della galleria, dopo otto lunghi anni di assenza e dopo aver riscosso molto successo. In mostra sono presenti tele di vario formato. Sophia Schama  è artista bulgara d’origine, nata a Sophia nel 1966, ma ormai, da parecchi anni,  vive e lavora a Berlino. Il suo lavoro, le sue opere sono singolarmente legate ad un personalissimo universo pittorico e ad una particolare ricerca. Schama cerca attentamente, con occhio indagatore, nella natura e prende a credito dalla natura magici insegnamenti e ce li restituisce. Poi scruta la tecnologia  che compete a forgiare il linguaggio della sua arte, rappresentata da componenti tubiformi che si intrecciano in un modo affascinante e misterioso quasi  una denso groviglio vegetale. L’artista continua a sperimentare. Il suo e un continuo “gioco” con il mistero della natura e dell’uomo che la contempla. E’ un gioco in parte astratto. Attenti però alla parola gioco. Non prendiamolo troppo alla leggera. E sì un gioco ma affascinante oltre l’illusione ed è anche il voler perdersi nel groviglio. Piuttosto un movimento che diventa anche un’illusione di un perduto paradiso in parte ritrovato. Dal 9 gennaio al 15 febbraio 2014 in occasione della mostra a Milano l’artista presenta una selezione di lavori prodotti fra il 2011 e il 2013. Per la personale italiana la giovane artista nata in Bulgaria, come abbiamo detto, ma istruitasi a Dresda presenta le sue "Grass Paintings", una serie di tele tratteggiante piante ed intrecci di folti giardini. Ma poi nella sua opera in generale vi è la presenza non solo del mondo vegetale ma anche di quello animale. Ecco che compaiono squali feroci ma quasi  signorili e poi  scimmie con atteggiamenti umani. Saranno presenti in mostra diciotto opere scelte, di cui buona parte realizzate appositamente per l'occasione.
CARLO MOLA

Studio d'Arte Cannaviello, via Stoppani, 15 20129 Milano. Sino al 15 febbraio. Ingresso libero.

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Cristallografia: un secolo di successi
Nel Palazzo dell’Unesco a Parigi sono iniziate le manifestazioni per l’anno internazionale della cristallografia, proclamato dall’Onu. E sono cento anni dal premio Nobel per la scoperta della diffrazione dei raggi X con l'uso dei cristalli. Le tecniche cristallografiche ispirano anche Natta, unico Nobel per la chimica italiano. In Italia per commemorare l’avvenimento, il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) sostiene, con l’Associazione italiana di cristallografa (Aic) cui partecipano anche parecchie università italiane e altre associazioni scientifiche (Società italiana di luce di sincrotrone e Società italiana di mineralogia e petrografia), una insieme di progetti di delucidazione che rendono note le simmetrie cristalline vigenti nel creato - grani di sale, fiocchi di neve, gemme, e ricreate nelle più progredite tecnologie di nano materiali, tablet, cellulari, e farmaci. La cristallografia è una scienza che ha rivelato la struttura tridimensionale delle molecole, una svolta per molte branche dalla biologia molecolare, alla chimica, dalle scienze farmaceutiche alla mineralogia e alla fisica.
Diamo notizia di alcune manifestazioni: l’esposizione itinerante 'Cristalli! Uno sguardo sul mondo della cristallografia' a Padova fino al 28 febbraio. E, poi, tutta una serie di curiosità e idee per un turismo cristallografico in Italia sono ben tredici i luoghi storici ed artistici che hanno meraviglie cristallografiche. Ne citiamo uno a Milano: Basilica Di Sant'Ambrogio, Altare di Vuolvino. “Negli ultimi decenni la cristallografia ha vissuto una rapida evoluzione, pur mantenendo la sua iniziale vocazione di indagare la struttura della materia e ha ispirato ben 28 premi Nobel, tra cui Natta”, spiega Michele Saviano, direttore dell’Istituto di cristallografia del Cnr (Ic-Cnr) e presidente Aic. “Le tecniche basate sulla diffrazione dei raggi X si sono sviluppate al punto di consentire lo studio di sistemi cristallini sempre più complessi per fornire una visione più completa della struttura della materia e hanno permesso l’analisi della struttura delle macromolecole biologiche per la progettazione di farmaci, la definizione delle correlazioni tra struttura e proprietà per lo sviluppo di materiali all’avanguardia per l’elettronica, la optolelettronica, il magnetismo, lo studio e la datazione di manufatti di rilevanza archeologica o l’analisi di rocce lunari e meteoriti”. Si deve inoltre ricordare Giulio Natta che fondò gran parte dei suoi studi sul polipropilene utilizzando tecniche cristallografiche. “Ricerche che permisero di produrre materiali plastici con forme e proprietà nuove, portando l’Italia e la sua industria chimica, come è noto, fino ai vertici mondiali. Tutti i Paesi, compresi gli Stati Uniti, guardavano all’Italia per le sue tecnologie avanzate, e la cristallografia contribuì non poco al boom economico italiano degli anni '60. Ancora di più oggi, le ricadute socio-economiche di questa scienza potrebbero dare un  contributo importante alla ripresa della difficile realtà del Paese”, conclude Saviano.
CARLO MOLA
 

Carlo Mola
Cultura e spettacoli