ESPROPRIATI. QUEL CHE OGGI DECIDE E FA LA PROVINCIA DAL 30 APRILE LO FARA' IL PIRELLONE 11 11 30 31

Il testo, da dilettanti allo sbaraglio, del Decreto Legge é chiaro al riguardo. La manovra dovrebbe far risparmiare ma a Roma han fatto i conti senza l'oste. E l'oste in questo caso é la realtà delle cose: maggiori costi di amministrazione e maggiori

Dal testo del DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011, n. 201 "Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici. (11G0247) (GU n. 284 del 6-12-2011 - Suppl. Ordinario n.251) e precisamente al Capo VI - Concorso alla manovra degli Enti territoriali, art. 23 (titolo " Riduzione dei costi di funzionamento delle Autorita' di Governo, del CNEL, delle Autorita' indipendenti e delle Province") 'comma 14 e successivi, la risposta alle nostre domande

a) Che deve fare la Provincia?

"14. Spettano alla Provincia esclusivamente le funzioni di indirizzo politico e di coordinamento delle attività dei Comuni nelle materie e nei limiti indicati con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze".

b) Il Governo:

"15. Sono organi di governo della Provincia il Consiglio provinciale ed il Presidente della Provincia. Tali organi durano in carica cinque anni".

c) Il nuovo Consiglio Provinciale:

"16. Il Consiglio provinciale è composto da non più di dieci componenti eletti dagli organi elettivi dei Comuni ricadenti nel territorio della Provincia. Le modalità di elezione sono stabilite con legge dello Stato entro il 30 aprile 2012".

d) Il Presidente. Chi lo nomina e come:

"17 Il Presidente della Provincia è eletto dal Consiglio provinciale tra i suoi componenti".

e) Ma quello che oggi fa la Provincia chi lo farà?

"18. Fatte salve le funzioni di cui al comma 14, lo Stato e le Regioni, con propria legge, secondo le rispettive competenze, provvedono a trasferire ai Comuni, entro il 30 aprile 2012, le funzioni conferite dalla normativa vigente alle Province, salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, le stesse siano acquisite dalle Regioni, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. In caso di mancato trasferimento delle funzioni da parte delle Regioni entro il 30 aprile 2012, si provvede in via sostitutiva, ai sensi dell'articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131,

con legge dello Stato".

f) Ma ad aprile cosa succederà?

"19 Lo Stato e le Regioni, secondo le rispettive competenze, provvedono altresì al trasferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali per l'esercizio delle funzioni trasferite, assicurando nell'ambito delle medesime risorse il necessario supporto di segreteria per l'operatività degli organi della Provincia".

g) Durata degli attuali amministratori:

"20. Con legge dello Stato è stabilito il termine decorso il quale gli organi in carica delle Province decadono".

a) L'espressione ' le funzioni di indirizzo politico e di coordinamento delle attività dei Comuni' é il vuoto eretto a sistema". Chissà se ci sarà qualcuno in grado di spiegare una nullità giuridico-istituzionale.

b) Viene meno la Giunta. Resta il Presidente e un Consiglio che, vedi sopra, potrà sbizzarrirsi a dare, a chi e come é da vedere, l'indirizzo politico (!) e coordinare, ma che cosa?

c) Quelli che volevano e vogliono la soppressione delle Province a tutti i costi si sono accorti che di mezzo c'è la Costituzione ad impedirlo, almeno fino a quando non la si cambia. L'art. 118, primi due commi, recita: 'Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.

I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze'. E allora si sono inventati vari marchingegni fra cui quello di abolire l'investitura popolare con una consultazione elettorale. Il Decreto Legge spoglia le Province togliendo le funzioni ma si sono dimenticati che per togliere 'le funzioni amministrative PROPRIE' occorre cambiare la Costituzione.

In ogni caso dalla elezione diretta si passa ad una di secondo grado. Un solo esempio al riguardo per il quale occorre risalire verso la fine degli anni settanta. Allora la Regione aveva istituito i Comitati Sanitari di Zona. L'elezione del Consiglio avvenne ad opera dei consiglieri comunali della zona interessata. Ovviamente uno di Sondrio ed uno di Spriana non potevano contare ugualmente. Ciascun consigliere pertanto ebbe ad esprimere un numero di voti pari al numero di abitanti del Comune diviso il numero di consiglieri. Quello di Sondrio valeva circa 22.000 diviso 40, cioè circa 550, quello di Spriana 150 diviso 15 ovvero dieci. Non ci sono altri esempi disponibili.

d) Se c'é una formula che in Italia ha dimostrato di funzionare in modo eccellente é quella della elezione diretta dei Sindaci e dei Presidenti di Provincia. Si fa come il gambero.

e) Vediamo a parte il problematica

f) Chi ha scritto queste norme può avere l'attenuante di averle dovute scrivere in fretta e di non conoscere la materia. I tempi richiesti anni. Il contenzioso possibile. L'aumento dei costi - altro che riduzione! - vertiginosamente scontato.

g) Nella ipotesi di una scelta, quella che la demagogia richiede, di tempi brevi l'unica misura concretamente possibile é quella del Commissario, magari anche nella persona dei Presidenti oggi in carica. Ma a questo punto toccasse a noi la risposta sarebbe un 'no grazie' perché chi crea future, grevi, grane trovi direttamente il modo di grattarsele.

Le funzioni

Abbiamo avuto modo, tempo fa, di illustrare come e qualmente si configurerebbe il nuovo volto della nostra provincia - p minuscola - dopo la soppressione della Provincia - p maiuscola -. E' vero che i fautori della soppressione una volta scoperto cosa diceva la Costituzione, evidentemente ignorata, hanno dovuto rinviare la questione alla doppia lettura in Parlamento della modifica dell'art. 118, ma con l'esproprio di funzioni e la riduzione ai minimi termini ne hanno solo prolungato l'agonia.

Vediamo dunque chi dovrebbe occuparsi di quello che la Provincia oggi fa.

Ai Comuni !?!?!

Stato e Regioni - dice il Decreto, "con propria legge, secondo le rispettive competenze, provvedono a trasferire ai Comuni, entro il 30 aprile 2012, le funzioni conferite dalla normativa vigente alle Province".

Vediamo le Province Lombarde trasferire funzioni a 1546 Comuni.

Vediamo la nostra Provincia trasferire funzioni a 78 Comuni. Magari al Comune di Pedesina (34 abitanti) ai 29 che ne hanno meno di 1000 (che in Lombardia sono 327).

Cosa é trasferibile ai Comuni n Valtellina

Quali funzioni possono essere trasferite? Le Scuole, soprattutto al Comune di Sondrio e poi ai Comuni capoluoghi di mandamento. Sistema Bibliotecario e Sistema Museale al Comune di Sondrio. Abbiamo finito.

E il resto?

Il resto, in base a quanto recita il Decreto per quello che non é trasferibile ai Comuni ("... salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, le stesse siano acquisite dalle Regioni, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza"). Giù tutto a Milano. Si dice che però restano uffici, personale e tutto il resto e quindi le cose andranno avanti come prima. Ne riparleremo. Si é fatto tanto, tutti d'accordo su questo, per avere qui la sfera decisionale per i nostri problemi e dal 30 aprile - dice il Decreto senza che chi lo ha scritto sappia di che si tratta salvo che non pensasse, per avere il giusto lasso di tempo, quello che occorre, al 30 aprile sì, ma, andando bene, del 2015.

Razionalità e non presunzione

Se si usasse un minimo di razionalità senza il presuntuoso pontificare si dovrebbe fare, in 2/3 settimane al massimo una triplice ricognizione da parte delle commissioni parlamentari competenti. In una provincia delle più piccole, in una media e in una delle maggiori. La simulazione dovrebbe riguardare quali possibilità reali vi siano di trasferimento delle funzioni, modalità e maggiorazione dei costi attuali e poi turare le somme.

Sulla necessità di mantenere l'esistenza di quelle minori non vi sarebbero dubbi. Qualcosa da vedere nelle medie. Soppressione immediata di quelle maggiori visto che la Legge e la stessa Costituzione prevedono le 'Città metropolitane', quelle sì che consentirebbero risparmi sostanziosi.

E se é razionale perché non si fa?

Per una ragione molto semplice: contro la demagogia ragion non vale.

E l'acqua?

Se no avanti le cose siamo fregati. Prospettiva inaccettabile.

E allora?

Non bisogna stare con le mani in mano. Appuntamento a dopo la conversione in legge del decreto.

Alberto Frizziero

Alberto Frizziero
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