RELAZIONE SULLE PRONUNCE DELLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO

Il Presidente del Consiglio ha trasmesso alle Camere la prima Relazione annuale sulle pronunce della Corte europea dei diritti dell’uomo. Il documento realizza, insieme alle comunicazioni periodiche inviate al Parlamento, uno degli adempimenti che il Governo è chiamato a svolgere ai sensi della legge 9 gennaio 2006, n. 12, al fine di favorire la promozione di una piena ed attiva politica di consolidamento dei valori primari ed irrinunciabili inerenti alla persona umana, riconosciuti dalla

Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Dalla Relazione risulta che, al 1° maggio 2007, i ricorsi pendenti davanti alla Corte europea per i diritti dell'uomo siano complessivamente 95.750. Il numero delle pratiche pendenti che interessano l’Italia è di circa 3.500, pari al 3.7% del totale. Pendenze e percentuali più elevate si registrano a carico di altri sette Stati (in ordine decrescente): Russia, Romania, Turchia, Ucraina, Polonia, Francia, Germania. Pendenze uguali o inferiori riguardano, invece (sempre in ordine decrescente): Repubblica Ceca, Slovenia, Regno Unito, Bulgaria, ed, a seguire, tutti gli altri trentacinque Stati.

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