LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA SASSELLA A SONDRIO ELEVATA A SANTUARIO DIOCESANO

1. COME SI SVOLGE IL RITO DI ELEVAZIONE A SANTUARIO DIOCESANO

L’elevazione di un santuario diocesano è un atto canonico, che viene esplicitato attraverso un rito (non una cerimonia) liturgico. Il rito del 25 marzo, alle ore 21.00, a Sondrio è stato definito dall’Ufficio liturgico diocesano, in collaborazione con il Comitato che si è costituito per i 500 anni della chiesa della Sassella.

Il rito è presieduto da monsignor Oscar Cantoni, vescovo della diocesi di Como (di cui Valtellina e Valchiavenna sono preziosa espressione e di cui fanno parte fin dalla nascita della diocesi, 1635 anni fa. Quindi è preferibile utilizzare l’espressione vescovo della diocesi di Como, rispetto alla locuzione vescovo di Como e Sondrio).

Il rito comincia all’esterno della chiesa, sotto il porticato che a fine Seicento è stato aggiunto alla chiesa di epoca rinascimentale, di cui lo scorso 2 febbraio sono stati celebrati i cinquecento anni di consacrazione. Monsignor Cantoni invocherà «la presenza materna della Vergine» che «accolse nel cuore e nel grembo il Verbo di Dio, lasciandosi guidare dall’opera dello Spirito Santo», perché «ci insegni ad essere docili alla voce divina e all’azione della misericordia».

Prima che venga data lettura del decreto canonico di erezione del nuovo santuario, firmato dal vescovo Oscar lo scorso venerdì 19 marzo, nella solennità di San Giuseppe, patrono della Chiesa universale, si pregherà affinché la Madonna, invocata come “Porta della Misericordia”, «irrighi come un fiume e risani l’intera terra di Valtellina e tutte le comunità della nostra Diocesi».

Terminata la lettura del decreto canonico viene intonato il canto delle litanie dei santi, operatori di misericordia. A questo punto monsignor Cantoni aprirà la porta della chiesa e i sacerdoti concelebranti e la piccola rappresentanza di fedeli che potranno essere presenti si disporranno processionalmente e la varcheranno per dare inizio alla celebrazione eucaristica.

2. IL DECRETO DI ELEVAZIONE DELLA CHIESA DI SANTA MARIA DELLA SASSELLA A SANTUARIO “PORTA DELLA MISERICORDIA”

OSCAR CANTONI PER GRAZIA DI DIO E DELLA SEDE APOSTOLICA VESCOVO DI COMO
CONSIDERATO che presso Sondrio sorge questo luogo sacro in cui è documentato un culto mariano ininterrotto, risalente all’anno 932 e su cui venne in seguito costruita una piccola chiesa, consacrata cinquecento anni fa;
CONSIDERATO che il “sì” di Maria – Figlia amata e prediletta da Dio Padre, Madre del Figlio e Sposa dello Spirito Santo – ha aperto la porta alla Misericordia che ha attraversato tutta la nostra Diocesi, passando per Gallivaggio (ove Maria si è presentata come Madre della Misericordia) e arrivando a Maccio di Villa Guardia (ove è risuonato il dono del Dio uno e trino, Santissima Trinità Misericordia Infinita);
CONSIDERATO che Maria Santissima apre la porta del Cuore di Dio perché la sua Misericordia, come un fiume scaturito dalla Croce, altare del Figlio, lavabo di misericordia, possa irrigare e purificare ancora la santa Chiesa di Como;
CONSIDERATO che non sono mancati in questi secoli numerosi segni della sollecitudine di Dio, che si china sulle miserie dell’uomo per sanarle e rinnovarne la vita e intere generazioni di fedeli si sono qui consegnate con filiale fiducia all’intercessione della Madonna della Sassella, offrendo testimonianza di fede e, insieme, sperimentando i prodigi della grazia dell’amore di Dio, non solo per la Valtellina ma per l’intera Diocesi;
AI SENSI dei canoni 1205, 1213, 1230 e 1234 del Codice di Diritto Canonico,

CON IL PRESENTE DECRETO ERIGO A SANTUARIO DIOCESANO La chiesa di Santa Maria della Sassella, in Sondrio, disponendo che d’ora innanzi venga chiamata “SANTUARIO DI SANTA MARIA DELLA SASSELLA, PORTA DELLA MISERICORDIA”.

La Beata Vergine Maria rifulge come Luce splendida che la Misericordia manda da sempre tra gli uomini per riportarli a Cristo, suo Figlio, e quindi immetterli nel cuore della misericordia. Offro così alla Chiesa un terzo santuario diocesano volto a richiamare la nostra attenzione, fin dal nome, sul dono della Misericordia di Dio – di cui siamo chiamati a essere testimoni e annunciatori – che deve guidare i nostri passi.
Invito pertanto l’intera Chiesa di Como, da secoli aralda della Divina Misericordia, a guardare con fede e affetto a questo nuovo santuario diocesano. A Maria ci affidiamo affinché la nostra Chiesa, dai monti alla pianura, sia sempre più unita e concorde, salda nelle fede, ardente di speranza e operosa nella carità.
+ Oscar Cantoni, vescovo
Prot. N. 174/21
Como, il 19 marzo 2021, Solennità di san Giuseppe
Sac. Marco Fiorenzo Nogara, cancelliere

3. L’ OMELIA DEL VESCOVO MONSIGNOR OSCAR CANTONI PER IL SANTUARIO DI SANTA MARIA DELLA SASSELLA – PORTA DELLA MISERICORDIA

Santuario della Sassella - Sondrio Dedicazione del Santuario Santa Maria Porta della Misericordia 25 marzo 2021

Il santo popolo di Dio ha un "fiuto speciale" per riconoscere i doni di Dio e li imprime nella memoria collettiva, così da sfidare i secoli mantenendone intatto il ricordo. Questa sera, nell’elevare a santuario la chiesa della Sassella, non facciamo altro che confermare un antico e già riconosciuto luogo di fede e di santità, che ha permesso a tanti cristiani, lungo il tempo, di godere di uno spazio prezioso attraverso cui mantenersi fedele e corrispondere con gratitudine ai benefici ricevuti. Il santuario della Madonna della Sassella è da sempre ritenuto tale dagli umili devoti di Maria, che lo hanno identificato quale presidio prezioso per il loro cammino di fede dentro le circostanze, liete e tristi, che si sono via via succedute lungo i secoli.
È nota la grande devozione alla Madonna che ha felicemente caratterizzato nella storia queste nostre terre.
Lo confermano i numerosi e splendidi santuari mariani, che costellano come sentinelle, a baluardo e presidio della fede, la nostra Valtellina dalla Madonna di Valpozzo a Piantedo, a Morbegno, il santuario dell’Assunta, a Tresivio, con la santa casa di Loreto, salendo a Tirano e a Grosotto, e quindi in Valchiavenna, con l’amato santuario di Gallivaggio, ora in ricostruzione, miracolosamente salvato da una frana, il 29 maggio 2018, per non citare che i più noti.
A questo serve il continuo riferimento a Maria: a rimanere costantemente uniti al suo Figlio Gesù, unico salvatore del mondo; per usufruire della grazia che Maria ci ottiene per vivere secondo il vangelo di Gesù. Da Maria, poi, impariamo la sua piena docilità alla volontà di Dio e a seguire il suo Figlio Gesù, riconosciuto anche nei fratelli più umili e poveri.
Un'altra importante dimensione va però sottolineata questa sera.
La nostra Chiesa locale, collegando insieme il messaggio spirituale di tre santuari mariani, dislocati lungo il nostro territorio diocesano, riconosce un tema ricorrente che conferma ed esalta una verità centrale del cristianesimo.
È la misericordia di Dio che caratterizza il messaggio speciale che la Chiesa di Como ha ricevuto lungo i secoli, fino ad oggi, come prezioso dono, che a nostra volta deve essere ritrasmesso alla Chiesa intera.
La misericordia, che è il cuore di Dio Trinità, collega il santuario di Gallivaggio (Maria, madre della Misericordia) a quello, di più recente costituzione, di Maccio di Villaguardia, in provincia di Como (2010), dedicato alla SS. Trinità misericordia, per riconfermarsi qui, al santuario della Sassella, da ora denominato “Maria, porta della misericordia”.
Qui alla Sassella, Maria attira i suoi figli per aprire loro la porta della Misericordia. Essa diffonde ciò che ha ricevuto da Dio Trinità, essendo la Figlia del Padre, la Madre del Figlio e la Sposa dello Spirito. Essa ci introduce come porta della misericordia nel cuore del Figlio suo. Egli ci spalanca l’eternità, perché ci ha promesso: “Chi entra attraverso di me sarà salvo”.
La misericordia di Dio è stata donata in pienezza a Maria perché innanzitutto fosse in grado di rispondere alle attese di Dio su di lei. Attraverso il suo sì, di cui oggi la Chiesa fa memoria, è diventata Madre di Cristo, e proprio attraverso la sua docile adesione, ha permesso che il Figlio di Dio potesse diventare figlio dell'uomo e condividere in pieno la nostra fragile umanità.
Con il suo sì tutto umano, Gesù, a sua volta, ci ha aperto la strada del cielo.
“Nessuno come Maria ha conosciuto la profondità del mistero di Dio fatto uomo. Tutto nella sua vita è stato plasmato dalla presenza della misericordia fatta carne”, ci insegna papa Francesco nella bolla di inizio dell’anno del Giubileo della Misericordia (2015).
Assunta nella gloria del cielo, Maria continua ora a svolgere il compito materno di confortare e sostenere i suoi figli, permettendo che essi possano attraversare la “Porta della Misericordia” e aprirsi così alla rivelazione dell’amore infinito del Padre e sperimentare che la misericordia del Figlio di Dio non conosce confini e raggiunge tutti, senza escludere nessuno.
Il grande fiume della Misericordia, che è l’acqua battesimale, dono dello Spirito, scorre senza sosta dal cuore della Trinità e continua ad irrigare, purificare e sanare il cuore dei fedeli.
Da questo santuario, Maria attende i suoi figli, discepoli amati di Gesù, per irrorarli di ciò che Essa per prima ha ricevuto e sperimentato.
Maria è porta della misericordia perché attraverso di Lei, possiamo accostarci al Signore Gesù, volto della misericordia del Padre.
Maria, da questo santuario ci offre in abbondanza la misericordia di Dio, per farci attraversare i sentieri aridi della vita, immersi come siamo nella sofferenza e nel dolore, e ricevere una parola di speranza, di consolazione e di vita nuova.
Plasmati dalla Misericordia sapremo anche noi, a nostra volta, rinnovare il nostro “sì, eccomi”, ogni qualvolta il Signore ci chiama.

+ Oscar CANTONI, Vescovo

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