L'incongruenza dei cattolici

Caro Direttore, da
cattolico non comprendo i cattolici. I reiterati appelli
del Santo Padre e dell'intera galassia cattolica, per
far inserire nella futura Carta Costituzionale Europea i
riferimenti alle radici giudaico cristiane, suonano
alquanto singolari e parziali. Dal momento in cui le
dirigenze cattoliche italiane, sia religiose che
politiche, hanno bellamente accettato senza alcuna
remora il principio della laicità dello stato, sancita
nella stessa costituzione italiana e da due concordati,
non capisco l'accanimento per un diversa impostazione
della futura costituzione europea. Un granello di
coerenza intellettuale, vorrebbe che prima di rendere
lindi i panni europei, si pulissero i panni sporchi in
casa propria, qualora la compatibilità tra laicità e
cristianità risultasse “rivedibile”. Che significa
allora questa levata di scudi contro la laicità europea?
Si è mai sentita una sola voce cattolica metterla in
discussione nel nostro paese? Giustificherei meglio i
due pesi e le due misure, se prima di gridare al
tradimento delle radici cristiane in Europa, si osasse
infrangerla in Italia, dichiarandone espressamente
l'incompatibilità con i valori cristiani. Ma è chiaro
che nessun cattolico rischierebbe le forche caudine
delle formazioni laiciste. Mi sorge il sospetto che per
attenuare malcelate frustrazioni di coscienza e
ripensamenti tardivi (sono infatti molti i cattolici che
vivono nel dubbio che la laicità sia cosa buona), il
cattolicesimo italiano stia tentando di rifarsi una
verginità fuori dal proprio talamo nazionale. Un
atteggiamento che mi ricorda chi fa molto volontariato
fuori casa, ma se ne infischia di chi vive accanto.

Gianni Toffali



Gianni.Toffali@inwind.it


GdS - 28 IX 2003 -
www.gazzettadisondrio.it

Gianni Toffali
Fatti dello Spirito