ESSERE POVERO, OGGI

Il 17 ottobre è stata celebrata la giornata mondiale per la lotta contro la povertà

Il 17 ottobre è stata celebrata la giornata mondiale per la lotta contro la povertà, che, insieme alla giornata contro la fame (il 16 ottobre) rappresenta uno degli appuntamenti della Campagna del Millennio, la manifestazione promossa dall´Onu che mira ad eliminare entro il 2015 la povertà estrema nel mondo( altrimenti come ci potremmo continuare a sedere attorno alle nostre tavole imbandite di ogni ben di Dio ed ingoiare anche un solo boccone, senza avere davanti agli occhi i tantissimi innocenti affamati che ancora popolano il nostro pianeta?).

La Campagna del Millennio, ha impegnato in prima persona 189 leader mondiali, proponendosi il raggiungimento di 8 obiettivi primari utili a ridurre le disuguaglianze fra Paesi del nord e Paesi del sud del mondo, dedicando al progetto lo 0,7% del Pil mondiale. Nel mondo, ricordiamoci, ci sono più di un miliardo di persone che ancora vivono con meno di un dollaro al giorno, mentre secondo l'Unicef circa 29mila bambini sotto i cinque anni muoiono ogni giorno (21 ogni ora) per cause legate alla fame e alla malnutrizione( Come facciamo a sopportare una cosa del genere e poi parliamo male di Erode: e noi cosa siamo?).

Contrariamente a quanto si pensa, il problema della denutrizione non riguarda solo i paesi in via di sviluppo: la FAO denuncia infatti che dei circa 850 milioni di persone, che nel mondo soffrono la fame, circa 4 milioni vivono negli opulenti Stati Uniti.

Fra le iniziative legate alla Campagna del Millennio, c’é la manifestazione internazionale Stand Up, presente in ogni continente, che organizza concerti, dibattiti e forum nelle piazze, nelle scuole, negli stadi e altri luoghi sportivi, oltre che in luoghi di lavoro, teatri e cinema.

Un po’ di storia

Risale al 1987 la celebrazione della prima giornata del rifiuto della miseria. A promuoverla il 17 ottobre di quell anno fu padre Joseph Wresinski (1917 - 1988) a Parigi. Padre Wresinski fu il fondatore del Movimento Atd Quarto Mondo, con l'inaugurazione sul sagrato delle Libertà e dei Diritti dell'Uomo al Trocadero di una lapide in onore delle vittime della miseria. Queste le parole di padre Wresinski scolpite: "Laddove gli uomini sono condannati a vivere nella miserie, i diritti dell'uomo sono violati. Unirsi e farli rispettare è un dovere sacro". 25 copie della pietra commemorativa in onore delle vittime dell'estrema povertà, sono state deposte in luoghi simbolici, in 10 paesi attraverso i 4 continenti. Il 21 maggio 1993, una di queste pietre è stata deposta ai piedi della scalinata del Consiglio d'Europa a Strasburgo, in occasione dell'incontro europeo "Ponti tra le frontiere dell'esclusione" che aveva riunito 400 giovani, provenienti da 18 paesi.

E' dal 1992 che la Giornata è riconosciuta dalle Nazioni Unite. Nel 2000, in occasione del Giubileo una lapide riproducente l'originale è stata inaugurata sul sagrato della basilica di San Giovanni in Laterano. Accanto alle parole di padre Joseph Wresinski è incisa l'esortazione pronunciata da papa Giovanni Paolo II: "Mai più discriminazioni, esclusioni, oppressioni, disprezzo dei poveri e degli ultimi".

Il Consiglio d'Europa per combattere la povertà è diretta a rafforzare la coesione sociale in Europa e prevenire e combattere l'esclusione sociale, dispone di strumenti giuridici quali: la Convenzione europea dei Diritti dell'Uomo, che stabilisce i diritti e le libertà fondamentali e la Carta Sociale europea che stabilisce i diritti sociali, ivi compreso il diritto alla protezione contro la povertà e il diritto all'alloggio.

Che cosa significa povertà?

“Sappiatelo, sovrani e vassalli, eminenze e mendicanti,

nessuno avrà diritto al superfluo,

finché uno solo mancherà del necessario."( Salvador Diaz Miròn).

La povertà è fame. La povertà è vivere senza un tetto. La povertà è essere ammalati e non riuscire a farsi visitare da un medico.

La povertà è non potere andare a scuola e non sapere leggere. La povertà è non avere un lavoro, è timore del futuro, è vivere giorno per giorno.

La povertà è perdere un figlio per una malattia causata dall'inquinamento dell'acqua.

La povertà è non avere potere e non essere rappresentati adeguatamente; la povertà è mancanza di libertà.

La povertà assume volti diversi, volti che cambiano nei luoghi e nel tempo, ed è stata descritta in molti modi (basta leggere alcuni dei nostri classici, tra cui i Promessi sposi di Manzoni o I Malavoglia di Verga….).

La povertà è una situazione da cui la gente vuole evadere.

La povertà, quindi, richiede azioni sia da parte dei poveri che dei benestanti, e richiede di cambiare il mondo per fare sì che molte più persone possano avere un buon livello di nutrizione, un alloggio adeguato, accesso all'educazione e alla salute, protezione dalla violenza, e voce in ciò che succede nella loro comunità.

Le dimensioni della povertà

Per capire come si può ridurre la povertà, per capire ciò che contribuisce o meno ad alleviarla e per capire come cambia nel tempo, bisogna definire, misurare, studiare ed anche vivere la povertà.

Dato che la povertà ha tante dimensioni, deve essere osservata mediante una serie di indicatori; indicatori dei livelli di reddito e di consumo, indicatori sociali ed anche indicatori della vulnerabilità e del livello di accesso alla società e alla vita politica( attualmente, per esempio, molte famiglia che vivevano decorosamente in Italia per l’aumento incredibile di tutti i beni di prima necessità, sono considerate “povere”).

Fino ad ora la maggior parte degli studi è stata condotta utilizzando misure di povertà basate sui consumi o sui redditi. Ma alcuni studi sono stati condotti anche su altre dimensioni della povertà; esempi sono il Rapporto sullo sviluppo umano delle Nazioni Unite (UNDP) e il Rapporto sullo sviluppo mondiale 2000/01 (WDR) sui temi di povertà e sviluppo della Banca Mondiale( ma questi dati sono ormai vecchi, ce ne sono di più terribilmente aggiornati che gelano il sangue nelle vene. Ovviamente, di chi ancora ce l’ha).

Ma cosa è la povertà?

Nel mondo, l'estrema povertà confina con l'abbondanza. Dei 6 e più miliardi di abitanti del pianeta, 2,8 miliardi hanno meno di 3 euro al giorno per sopravvivere, e 1,2 miliardi meno di 2 euro al giorno. Ma la povertà non è solo mancanza di soldi.

Povertà è l'umiliazione, la sensazione di essere dipendenti da altri, di essere obbligati ad accettare offese, disprezzo, e trovare indifferenza quando si cerca aiuto.

La povertà è un'inaccettabile privazione del benessere cui ha diritto un essere umano.

Ma cosa è privazione, e cosa è inaccettabile?

Gli uomini non hanno tutti la stessa visione del concetto di povertà, né valutano egualmente le sue cause.

Per noi, l'esperienza della povertà non comprende solamente basse retribuzioni e consumi ridotti al minimo, ma anche difficoltà d'accesso ad un adeguato livello di educazione, di risorse sanitarie e d'alimentazione.

Supera gli aspetti monetari per includere il pericolo e la vulnerabilità, l'impotenza rispetto all'incertezza quotidiana, l'incapacità a far udire la propria voce.

L'esperienza della povertà non è solo mancanza di benessere materiale, ma anche negazione dell'opportunità di vivere una vita tollerabile.

La vita può essere accorciata. Può essere resa difficile, dolorosa, o casuale; privata di dignità, fiducia.

La povertà limita la vita.

La visione del filosofo ed economista Amartya Sen sarebbe forse condivisa dai poveri stessi.

Sen considera l'esperienza della povertà nel suo contesto sociale, e vede la povertà in termini di impossibilità a svolgere alcune fondamentali attività dell'uomo: "la povertà deve essere intesa come la privazione delle capacità fondamentali dell'uomo"(Il grande economista l’abbiamo incontrato più volte alla Giorgio Cini di Venezia ed è stato sempre amabilissimo con noi).

L'idea di fondo del suo human poverty approach al concetto di povertà è che la povertà dovrebbe includere sia ciò che potremmo o non potremmo fare (capabilities), sia ciò che ci è effettivamente concesso di fare (functions).

Quest'idea ha svolto un ruolo fondamentale nell'allargamento della lotta alla povertà che, non più legata alla sola dimensione del reddito, viene ad includere il diritto ad una vita lunga, creativa, tutelata da malattie e violenze - e il diritto ad un buon tenore di vita, alla dignità, all'autostima e al rispetto altrui.

Se il benessere permette di contrastare un futuro di incertezza e di vulnerabilità, l'incapacità a decidere la propria vita diviene un aspetto del concetto di povertà.

È per questo che anche la vulnerabilità, l'incapacità a far udire la propria voce e l'impotenza politica sono dimensioni della povertà.

Perciò anche l'arbitrio, la sottomissione e l'insicurezza sono divenute dimensioni della povertà, al pari di un reddito insufficiente.

È necessario un più ampio approccio al concetto di povertà, non più limitato alla constatazione di bassi redditi, che è il criterio comune col quale si misurava la povertà................

LA GEOGRAFIA DELLA POVERTÀ

1. Circa 24.000 persone muoiono ogni giorno per fame o cause ad essa correlate. I dati sono migliorati rispetto alle 35.000 persone di dieci anni fa o le 41.000 di venti anni fa. Tre quarti dei decessi interessano bambini al di sotto dei cinque anni d'età.

2. Oggi, il 10% dei bambini che vivono in paesi in via di sviluppo muoiono prima di aver compiuto cinque anni. Anche in questo caso, il dato è migliorato rispetto al 28% di cinquanta anni fa.

3. Carestia e guerre causano solo il 10% dei decessi per fame, benché queste siano le cause di cui si sente più spesso parlare. La maggior parte dei decessi per fame sono causati da malnutrizione cronica. I nuclei familiari semplicemente non riescono ad ottenere cibo sufficiente. Questo a sua volta è dovuto all'estrema povertà.

4. Oltre alla morte, la malnutrizione cronica causa indebolimento della vista, uno stato permanente di affaticamento che causa una bassa capacità di concentrarsi e lavorare, una crescita stentata ed un'estrema suscettibilità alle malattie. Le persone estremamente malnutrite non riescono a mantenere neanche le funzioni vitali basilari.

5. Si calcola che circa 800 milioni di persone nel mondo soffrano per fame e malnutrizione, circa 100 volte il numero di persone che effettivamente ne muoiono ogni anno.

6. Spesso, le popolazioni più povere necessitano di minime risorse per riuscire a coltivare sufficienti prodotti commestibili e diventare autosufficienti. Queste risorse possono essere: semi di buona qualità, attrezzi agricoli appropriati e l'accesso all'acqua( e come la mettiamo che l’acqua si vuole far pagare???). Minimi miglioramenti delle tecniche agricole e dei sistemi di conservazione dei cibi apportano ulteriore aiuto.

7. Numerosi esperti in questo campo, sono convinti che il modo migliore per alleviare la fame nel mondo sia l'istruzione. Le persone istruite riescono più facilmente ad uscire dal ciclo di povertà che causa la fame(Cfr: Il Progetto contro la Fame nel Mondo, Nazioni Unite; CARE; Istituto per la promozione dello sviluppo e dell'alimentazione; Programma mondiale per il cibo delle Nazioni Unite (WFP); Organizzazione delle Nazione Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO); Oxfam; Fondo per l'infanzia delle Nazioni Unite (UNICEF) .

Ovviamente, tutte le più alte autorità lanciano continuamente dei messaggi per sensibilizzare i ricchi epuloni senza alcun risultato. Però se la Bibbia ha un qualche valore e se c’è gente abbastanza da credere ai suoi messaggi, vogliamo ricordare la fine del Ricco Epulone: quando egli morì fu gettato nel fuoco ardente. Alzando gli occhi vide il povero Lazzaro che lui aveva deriso e a cui non aveva mai dato neanche le briciole del suo ricco banchetto che allestiva giornalmente per saziare la sua voluttà e quella dei suoi amici. Lo vide beato nel seno di Abramo e supplicandolo di alleviargli almeno la sete con qualche goccia d’acqua si sentì rispondere molto crudelmente da una Voce: - Carissimo, hai mai ascoltato i lamenti del povero Lazzaro? Ora chi vuoi che ascolti i tuoi? Anche se tu ci supplichi di inviare qualcuno dei nostri per avvisare i tuoi simili di cambiare strada, ricordati che hanno i profeti e tanta buona gente che potrebbero indirizzarli. Se non ascoltano loro, figuriamoci uno che viene dall’altro mondo”(Bé la parabola l’ho resa con parole più semplici…).

Però vogliamo riportare le parole di un insigne poeta libanese: Kahlil Gibran - Del comprare e del vendere:

E un mercante disse: Parlaci del comprare e del Vendere.

Ed egli rispose e disse:

La terra vi offre i suoi frutti, e voi non patirete indigenza se solo saprete come riempirvene le mani.

E’ scambiandovi i doni della terra che troverete abbondanza e sarete soddisfatti.

Ma se lo scambio non sarà con amore ed equanime giustizia,

non condurrà che alcuni all’ingordigia ed altri alla fame.

Quando voi, lavoratori del mare e dei campi e delle vigne incontrate sulla piazza del mercato i tessitori,

i vasai e i venditori di spezie,

invocate allora che lo spirito supremo della terra intervenga tra voi a santificare bilance e calcolo,

di modo che pesi e valori si corrispondano.

E non lasciate che chi ha mani sterili partecipi alle vostre transazioni, perché costoro

venderebbero le loro chiacchiere per la vostra fatica.

Dovreste dire a tali uomini:

"Venite con noi nei campi, o recatevi con i nostri fratelli al mare a gettare la vostra rete:

Poiché la terra e il mare saranno generosi come con noi".

E se colà verranno i danzatori e i cantanti e i suonatori di flauto, ebbene. Comprate pure i loro doni.

Poiché anch’essi sono raccoglitori di frutti e d’incenso, e ciò che essi vi recano,

benché fatto di sogni, è di ornamento e alimento alla vostra anima.

E prima di lasciare la piazza del mercato, badate a che nessuno vada via a mani vuote.

Poiché lo spirito supremo della terra non dormirà in pace nel vento finché i bisogni dell’ultimo tra voi,

non siano soddisfatti.

Cosa dite, mandiamo questo pezzo ai nostri molto altruisti politici che pensanoad ingrossare solamente le loro bisacce?

Notizie tecniche

Per altre informazioni si possono consultare:

Oppure: pagina http://www.edscuola.com/archivio/interlinea/poverta.htm

ATD Quarto mondo - Giornata del 17 ottobre

Coesione sociale - Sito internet del Consiglio d'Europa

Maria de Falco Marotta & Team

Maria de Falco Marotta & Team
Editoriali