GIORGIO NAPOLITANO NUOVO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA (PRESIDENTE DI TUTTI “SENNO’ NON AVREI ACCETTATO”) – I CONSENSI DALL’UNIONE, GLI APPLAUSI ANCHE DA LARGA PARTE DELLA CDL – IL VERO NODO SUL TAVOLO DEL NUOVO INQUILINO DEL QUIRINALE LA SITUA

UNDICESIMO CAPO DELLO STATO

Giorgio Napoletano, senatore a vita, è stato eletto con 543 voti al quarto scrutinio oggi, 10 maggio 2006, Presidente della Repubblica, dopo Ciampi, Scalfaro, Cossiga, Pertini, Leone, Saragat, Segni, Gronchi, Einaudi, De Nicola.

«Giorgio Napolitano è un grande signore, un militante comunista che fu un serio liberal riformista, un politico che diede prova di grande senso dello Stato sia da presidente della Camera dei Deputati che da ministro dell'Interno» ha detto di lui l'ex presidente Francesco Cossiga definendolo « un degno candidato alla presidenza della Repubblica».

LE COINCIDENZE

Il Presidente della Repubblica nasce a Napoli il 29 giugno 1925.

Le coincidenze.

- Nasce il giorno in cui Roma festeggia i Santi Pietro e Paolo, suoi Patroni primari. Nasce dopo che 12 giorni dopo la decisione dei gruppi di opposizione al fascismo di non tornare alla Camera.

- Nasce otto giorni dopo l’ultimo Congresso del Partito Nazionale Fascista nel quale, in particolare, Mussolini sostiene che tutte le Istituzioni dello Stato devono diventare fasciste.

- Nasce mentre Il Partito Popolare, le cui possibilità di autonoma azione politica sono sempre più ridotte, cerca di dare ancora una dimostrazione della propria vitalità con il suo quinto e ultimo congresso, che si tiene a Roma proprio dal 28 al 30 con un saluto di Sturzo dall’esilio. Congresso in cui viene riaffermata l'antitesi dottrinale tra il Partito Popolare e il fascismo e si precisano ancora una volta le aspirazioni e i postulati del popolarismo, che saranno ripresi da De Gasperi eletto segretario del nuovo partito, la DC il 30 luglio del 1944.

- Sempre a proposito di coincidenze la sua elezione avviene il 10 maggio, lo stesso giorno in cui nel 1933 si manifesta la follia nazista antisemita con il primo rogo dei libri scritti da ebrei ed oppositori del nazismo all’ università di Berlino.

LA SUA VITA

Nel 1942, a soli diciassette anni, fonda un gruppo antifascista e comunista partigiano.

Nel 1945 aderisce al Partito Comunista Italiano, diventando segretario federale a Napoli e Caserta.

Nel 1947 si laurea in giurisprudenza all'Università di Napoli, con una tesi di economia politica: «Il mancato sviluppo industriale del Mezzogiorno dopo l'unità e la legge speciale per Napoli del 1904».

Nel 1953 (e poi per nove legislature sempre rieletto, nella circoscrizione di Napoli), deputato.

Nel 1956 membro del Comitato Centrale del PCI e responsabile della commissione meridionale.

Nel X congresso del PCI viene eletto nella direzione nazionale del partito e, dal 1976 al 1979, responsabile della politica economica.

Nel 1986 e fino al 1989 responsabile della commissione per la politica estera e le relazioni internazionali.

Nel 1989 “ministro degli esteri” nel governo-ombra del PCI, fino al congresso di Rimini, quando fu tra i favorevoli alla nascita del Partito Democratico della Sinistra. Capogruppo del PCI più volte alla Camera dei Deputati.

Nel 1989 e sino al 1992 parlamentare europeo.

Nel 1992 Presidente della Camera.

Nel 1996 Ministro dell'Interno del governo Prodi.

Nel 1999 e sino al 2004 europarlamentare e Presidente della Commissione Affari Costituzionali.

Il 23 settembre 2005 è nominato, con Sergio Pininfarina, senatore a vita dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, nomina convalidata il 23 novembre dello stesso anno.

UN'AUTOBIOGRAFIA POLITICA

Napolitano Giorgio

Dal P[artito] c[omunista] i[taliano] al socialismo europeo.

Un'autobiografia politica. Roma-Bari, 2005.

Part. polit. Italia PCI 126.

Il percorso di un protagonista: Giorgio Napoletano racconta in forma autobiografica l’impegno democratico del Partito comunista italiano, le sue battaglie per la trasformazione della società italiana e il conseguimento di fondamentali conquiste sociali e civili. Ne emerge al

contempo un quadro severo delle contraddizioni di fondo del Pci, riconducibili alla sua matrice rivoluzionaria e al legame ideologico e politico con l’Unione Sovietica, che finirono per provocarne il declino. Tra i momenti di maggiore interesse, spiccano il dibattito sul primo centrosinistra, l’aspro confronto del 1965-66 nel gruppo dirigente del Partito, il dissenso dall’Urss per la repressione in Cecoslovacchia, la strategia del compromesso storico e la scelta della politica di

solidarietà democratica, il successivo arroccamento e isolamento del Pci, lo strappo con Mosca. In un’analisi senza reticenze, scorrono in queste pagine le tensioni della politica italiana, i drammi della sinistra divisa, il travagliato approdo degli eredi del Pci al socialismo europeo. Su tutto si stagliano la vicenda intellettuale e politica di una figura di grande spicco, il suo sincero riformismo sostenuto tra molte difficoltà all’interno del Pci, le sue prove di uomo delle istituzioni.

Nella Biblioteca Giovanni Spadolini altri suoi libri

- Napolitano Giorgio

Dove va la Repubblica: 1992-94, una transizione incompiuta. Milano,

1994. Governo Italia 20.

- Napolitano Giorgio

Europa e America dopo l'89: il crollo del comunismo, i problemi della sinistra. Roma-Bari, 1992.

Geopolitica relaz. internaz. 101


Seguirà il commento.

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