(C) DRASTICA FINANZIARIA: IN AGONIA MOLTE COMUNITA’ MONTANE, NON LE NOSTRE CINQUE MA 154 CONSIGLIERI IN MENO? (DA 231 A 177)

Dalla Finanziaria - Numero consiglieri e assessori - Uno per Comune, e le minoranze? - Bastava poco - I principi da applicare - Alternativa - Meglio muoversi

Dalla Finanziaria

L’avvenuta pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Legge Finanziaria 2008 (Legge 24 Dicembre 2007, n. 244), con entrata in vigore il 1 gennaio 2008, ha avviato il conteggio a rovescio per la fine di molte Comunità Montane. Non seguono questa sorte le cinque CC.MM. della provincia di Sondrio che però vedrebbero, se la Regione applicherà rigidamente i criteri fissati, un notevole dimagrimento in fatto di consiglieri. 154 in meno in quanto passerebbero dagli attuali 231 a 77, uno per Comune (confermata la norma che esclude i capoluoghi di provincia, e quindi Sondrio, dalle Comunità Montane).

Numero consiglieri e assessori

In base alle norme generali si produrrebbe questa situazione:

Consiglieri:

C.M. Alta Valle da 18 a 6

C.M. Tirano da 36 a 12

C.M. sondrio da 63 a 21

C.M. Morbegno da 75 a 25

C.M. Valchiavenna da 39 a 13

Assessori, oltre al Presidente. Al massimo dovrebbero essere:

C.M. Alta Valle 1 (ridicolo. Un assessore in tutto!)

C.M. Tirano 3

C.M. Sondrio 6

C.M. Morbegno 7

C.M. Valchiavenna 3

Evidentemente la Regione dovrà apportare delle varianti rispetto alla indicazione generale.

Uno per Comune, e le minoranze?

Rappresentanti in assemblea: non più come ora tre di cui uno della minoranza ma uno solo come indica la lettera d) del 20° comma dell’art. 2 della Finanziaria:

“d) nelle rimanenti comunità montane, gli organi consiliari sono composti in modo da garantire la presenza delle minoranze, fermo restando che ciascun comune non può indicare più di un membro. A tal fine la base elettiva è costituita dall'assemblea di tutti i consiglieri dei comuni, che elegge i componenti dell'organo consiliare con voto limitato. Gli organi esecutivi sono composti al massimo da un terzo dei componenti l'organo consiliare”.

Bastava poco

Se chi prepara questi testi fosse più avveduto, o meglio più documentato, non avrebbe predisposto una norma così palesemente generica e tale da procurare contenzioso. Bastava, se ci fosse stata la competenza del caso e non solo a livello tecnico, aggiungere “con voto ponderale e non per testa” dopo “elegge”. Quello che a metà degli anni settanta è stato fatto per i Comitati Sanitari di Zona.

Ci spieghiamo. Sarebbe un assurdo che un consigliere comunale di Pedesina con i suoi 32 abitanti pesi quanto il collega di Morbegno con i suoi 11.642. Questi rappresenta 582,1 cittadini, quello ne rappresenta, con i decimali, 2,67.

Ci pensi la Regione!

I principi da applicare

In base al 17° comma dell’art. 2 della Finanziaria le Regioni debbono rivedere la situazione delle Comunità Montane per ottenere una forte riduzione di spesa.

Princìpi fondamentali sono:

a) riduzione del numero complessivo delle comunità montane, sulla base di indicatori fisico-geografici, demografici e socio-economici e in particolare: della dimensione territoriale, della dimensione demografica, dell'indice di vecchiaia, del reddito medio pro capite, dell'acclività dei terreni, dell'altimetria del territorio comunale con riferimento all'arco alpino e alla dorsale appenninica, del livello dei servizi, della distanza dal capoluogo di provincia e delle attività produttive extra-agricole;

b) riduzione del numero dei componenti degli organi rappresentativi delle comunità montane;

c) riduzione delle indennità spettanti ai componenti degli organi delle comunità montane, in deroga a quanto previsto dall'articolo 82 del citato testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni.

Alternativa

Se entro il 1 luglio le Regioni non hanno provveduto:

a) cessano di appartenere alle comunità montane i comuni capoluogo di provincia (per Sondrio è già così), i comuni costieri e quelli con popolazione superiore a 20.000 abitanti;

b) sono soppresse le comunità montane nelle quali più della metà dei comuni non sono situati per almeno l'80 per cento della loro superficie al disopra di 500 metri di altitudine sopra il livello del mare ovvero non sono comuni situati per almeno il 50 per cento della loro superficie al di sopra di 500 metri di altitudine sul livello del mare e nei quali il dislivello tra la quota altimetrica inferiore e la superiore non è minore di 500 metri; nelle regioni alpine il limite minimo di altitudine e il dislivello della quota altimetrica, di cui al periodo precedente, sono di 600 metri (non esistono problemi di questo genere in provincia come per il punto successivo;

c) sono altresì soppresse le comunità montane che, anche in conseguenza di quanto disposto nella lettera a), risultano costituite da meno di cinque comuni, fatti salvi i casi in cui per la conformazione e le caratteristiche del territorio non sia possibile procedere alla costituzione delle stesse con almeno cinque comuni, fermi restando gli obiettivi di risparmio;

d) nelle rimanenti comunità montane, gli organi consiliari sono composti in modo da garantire la presenza delle minoranze, fermo restando che ciascun comune non può indicare più di un membro. A tal fine la base elettiva è costituita dall'assemblea di tutti i consiglieri dei comuni, che elegge i componenti dell'organo consiliare con voto limitato. Gli organi esecutivi sono composti al massimo da un terzo dei componenti l'organo consiliare.

21. L'effettivo conseguimento delle riduzioni di spesa di cui al comma 17 è accertato, entro il 31 luglio 2008, sulla base delle leggi regionali promulgate e delle relative relazioni tecnico-finanziarie, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, sentite le singole regioni interessate. Gli effetti di cui al comma 20 si producono dalla data di pubblicazione del predetto decreto.

Meglio muoversi

Queste norme in buona sostanza dovranno essere anche di riferimento per le Regioni che legifereranno entro i termini previsti. A Milano la provincia non è rappresentata, (salvo che non vada in porto la questione Bordoni). Se è vero che le caratteristiche del nostro territorio ci riparano da sorprese potrebbe essercene anche una interna, ossia il tentativo di aggregare le attuali Comunità Montane dell’Alta Valle e di Tirano.

Non sarebbe inopportuno che le CC.MM. della provincia si facessero sentire in quel di Milano. Naturalmente con proposte adeguate e senza aspettare la zona Cesarini che è assai vicina..

x Comitato Cittadini Consumatori: Alberto Frizziero

Comitato Cittadini Consumatori
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