LA CONGIUNTURA IN LOMBARDIA

NEL PRIMO TRIMESTRE 2007 PROSEGUE LA CRESCITA DEI LIVELLI PRODUTTIVI RISPETTO ALL’ANNO PRECEDENTE (+3,7%). ANCHE IL CONFRONTO CON IL 4° TRIMESTRE 2006, DEPURATO DAGLI EFFETTI STAGIONALI, REGISTRA UN INCREMENTO DELLO 0,4%. LE ASPETTATIVE DEGLI IMPRENDI

L’analisi congiunturale del primo trimestre 2007 sull’industria e l’artigianato manifatturiero di Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia, Confindustria Lombardia e con la collaborazione delle Associazioni regionali dell’Artigianato (Confartigianato Lombardia, CNA Lombardia, Casartigiani Lombardia, CLAAI Lombardia) è stata effettuata attraverso 1.635 interviste ad aziende industriali e 1.294 ad aziende dell’artigianato manifatturiero.

Il primo trimestre 2007 registra un aumento della produzione industriale del 3,7% rispetto al primo trimestre 2006 (dato corretto a parità di giorni lavorativi ) e un incremento dello 0,4% rispetto al quarto trimestre 2006 (dato destagionalizzato ).

Le aziende artigiane manifatturiere confermano la svolta positiva: +1,3% su base annua e +0,3% rispetto al trimestre precedente (dato destagionalizzato).

L’indice della produzione industriale del primo trimestre 2007 si colloca a quota 106,4 (indice destagionalizzato, base anno 2000=100) segnando così un nuovo punto di massimo per gli anni 2000. La variazione congiunturale destagionalizzata (+0,4% sul trimestre precedente) è ancora positiva anche se non a livello dell’eccezionale +1,7% dello scorso trimestre. La variazione tendenziale raggiungendo il +3,7% si colloca appena al di sotto del risultato conseguito a fine 2006 (+4,2).

Per le aziende artigiane, penalizzate dal lungo periodo di decremento produttivo fra il 2002 e il 2006, il valore dell’indice è ancora lontano da quota 100, posizionandosi a 93,2 (dato destagionalizzato) e recuperando rispetto allo scorso trimestre (+0,3%).

L’analisi per destinazione economica dei beni mostra un positivo recupero di tutti i comparti, guidati dai beni intermedi (+4,4%); seguono i beni di investimento (+4,1%) e i beni di consumo finali (+2,3%).

La disaggregazione per settori d’attività segnala risultati positivi praticamente per tutti i settori industriali rispetto allo stesso trimestre del 2006, con punte di rilievo per siderurgia (+7,3%), chimica (+5%), gomma-plastica (+4,8%) e meccanica (+4,6%). A brevissima distanza seguono i mezzi di trasporto con il +3,6%. Unico settore leggermente negativo è l’abbigliamento che perde lo 0,2% su base annua.

I risultati si confermano ancora strettamente correlati alla dimensione d’impresa: +3,2% le piccole (da 10 a 49 addetti), +3,9% le medie (da 50 a 199) e +4,0% le grandi.

Il dato medio generale continua a nascondere andamenti differenziati fra le imprese, ma ancora polarizzati sulle dinamiche positive: nell’industria, a fronte del 26% di imprese con variazioni minime che oscillano attorno allo zero, il 43% ha registrato variazioni tendenziali superiori al +5% e una quota sensibilmente inferiore (il 16%) ha registrato valori oltre il -5%. Rimane quindi un differenziale nettamente positivo tra le imprese in forte crescita e quelle in forte calo.

Anche nell’artigianato si notano andamenti differenti tra le aziende, con una riduzione delle stazionarie e delle negative in favore delle positive rispetto allo scorso trimestre. A fronte del 36% di aziende stazionarie, il 32% registra variazioni tendenziali molto positive e il 21% ancora molto negative.

Altre variabili dell’andamento congiunturale:

• Il fatturato dell’industria registra ancora una crescita su base annua (+1,3%) associata, in questo primo trimestre, ad una lievissima flessione rispetto al trimestre precedente (-0,06%). Fra i settori, è ancora particolarmente positivo il fatturato dei mezzi di trasporto (+10,1%) e minerali non metalliferi (+5,0%). Negativi tutto il comparto moda (pelli-calzature: -2,6%; abbigliamento: -1,3%; tessile: -0,4%), il legno-mobilio (-1,7%), la siderurgia (-1,3%) e la carta-editoria (-0,8%). Fra le aziende artigiane, risultati positivi per la siderurgia (+9,1%), minerali non metalliferi (+7,2%) e meccanica (+4,4%) e negativi per abbigliamento e alimentari (-1,7%) e tessile (-1,7%).

• Il tasso d’utilizzo degli impianti per l’industria rimane oltre il 78% e si attesta al 71,3% per l’artigianato. Fra i settori si distinguono per tassi di utilizzo elevati: mezzi di trasporto (84,0%), siderurgia (81,8) carta-editoria (80,2%) e siderurgia (80,1%). Nell’artigianato le manifatturiere varie e la siderurgia raggiungono il miglior risultato (75,0%). Secondo la destinazione economica dei beni le aziende industriali raggiungono il massimo nei beni di investimento (81,1%), mentre nell’artigianato nei beni intermedi (72,1%).

• Gli ordinativi acquisiti nel trimestre si mantengono su variazioni decisamente positive: per l’industria, quelli tendenziali crescono del 10,4% sull’estero e del 6,1% sull’interno, portando i giorni di produzione assicurata a fine trimestre a quota 62,8. Secondo la destinazione economica dei beni, le aziende produttrici di beni di investimento e di consumo raggiungono i risultati migliori sull’estero (rispettivamente +17,3% e +14,2%). Gli ordini delle aziende artigiane sono in accelerazione sia nella componente interna (+6,6%) che nella componente estera (+10,4%).

• L’occupazione all’interno del trimestre cresce per l’industria con un saldo tra tasso d’ingresso e d’uscita intorno al +0,7%. Il dato depurato della componente stagionale viene ridimensionato al +0,2%. Anche per l’artigianato si registra un saldo positivo (+0,4%) anch’esso influenzato da effetti stagionali (-0,1% il dato congiunturale destagionalizzato).

• Il livello delle scorte dei prodotti finiti è ritenuto adeguato dal 79,1% delle imprese industriali (una quota che supera il 32% non tiene comunque scorte); fra le restanti, le valutazioni di scarsità superano quelle di esuberanza (con un saldo del -0,3%). Le aziende artigiane che tengono scorte di prodotti finiti manifestano più forti segnali di scarsità (-17,6% il saldo), proiettando sul secondo trimestre incrementi produttivi per la ricostituzione delle scorte (va comunque notato che il 55,5% delle aziende artigiane dichiara di non tenere scorte).

• Le scorte di materie prime sono adeguate per il 79,1% delle imprese industriali, con una prevalenza di segnali di esuberanza (+2,0% il saldo). Gli artigiani segnalano scorte adeguate nel 63,1% dei casi, con una maggior prevalenza, fra le restanti, dei giudizi di scarsità (-4,7% il saldo).

• I prezzi medi delle materie prime vedono accelerare nuovamente i ritmi di crescita raggiungendo il +2,5% (variazione destagionalizzata rispetto al trimestre precedente), per le aziende industriali. Anche le aziende artigiane rilevano incrementi sensibili (+3,9%). La tensione inflazionistica delle materie prime comincia a trasferirsi, anche se ancora parzialmente, sui prezzi dei prodotti finiti in crescita dell’1,2% sia per l’industria che per l’artigianato.

Le aspettative sulla produzione degli imprenditori industriali per il secondo trimestre 2007 sono positive, anche se in lieve flessione rispetto al trimestre precedente, con un saldo tra ottimisti e pessimisti del 26,2% (dato destagionalizzato). Anche le aspettative su domanda estera, domanda interna e occupazione registrano saldi positivi più contenuti rispetto al trimestre precedente. Rimane sempre elevata la quota di imprenditori che non prevedono variazioni nei livelli occupazionali (77,9%). Nel caso dell’artigianato l’ottimismo è più contenuto (+9,7% il saldo per la produzione, +8,2% la domanda interna e +11,1% per la domanda estera). La quota di imprenditori artigiani che prevede stazionarietà è del 47,8% per la produzione, del 54,6% per la domanda interna e del 62,5% per quella estera. L’87,9% non prevede variazioni dei livelli occupazionali.

L’andamento della produzione e le aspettative degli imprenditori confermano per l’industria manifatturiera lombarda prospettive a breve di incremento, anche se con intensità più contenuta rispetto allo scorso trimestre. L’incremento dei livelli produttivi acquisiti, sia su base annua sia congiunturali, è in accordo con un andamento soddisfacente degli ordini e livelli bassi delle scorte di prodotti finiti. Il modello di previsione, in particolare, conferma per il secondo trimestre 2007 variazioni della produzione industriale positive comprese tra +0,7% e +1,7% per il dato congiunturale, e più elevate per il dato tendenziale (tra il +2,5 e il +4,5%); il tutto evidentemente al netto di andamenti ad oggi imprevedibili di alcune variabili esogene determinanti sullo scenario internazionale.

Claudia Trillo

Economia