STUDI DI SETTORE : 260 MILA IMPRESE ARTIGIANE LOMBARDE MINACCIATE DA PROVVEDIMENTI “DA RIVEDERE”

“Cna Lombardia considera le ultime disposizioni dell’Agenzia delle Entrate un primo segnale di apertura e di distensione - afferma Fausto Cacciatori, presidente di Cna Lombardia.

“Purtroppo - ha continuato Cacciatori - la pratica attuazione e applicazione di quella che sembrava essere un’idea perfetta si è rivelata molto distante dal risultato che si riteneva di poter conseguire; il Governo ha però dimostrato di aver compreso che la protesta di artigiani, commercianti e in generale di tutto il mondo della piccola impresa è fondata e basata su serie preoccupazioni. Ma non è ancora abbastanza”.

“E’ indispensabile che ci sia una definitiva presa d’atto politica che induca il Governo a decidere la moratoria dell’applicazione degli indicatori al periodo di imposta 2006 e la revisione degli Studi per una loro maggiore equità e selettività.

A livello regionale – sottolinea il presidente di Cna Lombardia - l’impatto di questi nuovi indici di normalità economica è davvero pesante; le imprese artigiane operanti sul territorio sono 260.000, con l’applicazione di indici non condivisi e considerati non equi e selettivi si rischia una non congruità dei due terzi delle imprese. La nostra regione soffre seriamente il problema; non a caso la conferenza stampa promossa dalle cinque associazioni nazionali dell’artigianato e del commercio (CNA, Confartigianato, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti) è stata organizzata a Milano”.

“Cna ritiene di aver agito nell’interesse degli associati sottoscrivendo il protocollo di intesa del dicembre 2006 e trattandone l’attuazione; in un sistema democratico non esistono altre forme per raggiungere un accordo.

L’associazione non intende svendere gli interessi delle imprese che rappresenta e continuerà a far valere le loro ragioni nelle sedi deputate, cercando di far capire a un Governo forte con i deboli e debole con i forti che questo Paese ha costruito le sue fortune e il suo sviluppo su un tessuto economico costituito da piccole e piccolissime aziende e che togliere loro spazi vitali di lavoro e di crescita significa mortificare ulteriormente quella volontà di intraprendere che negli anni più difficili è stato l’elemento decisivo per resistere e andare avanti creando nuova ricchezza e occupazione vera.

Per dare concretezza a tutto ciò – conclude Cacciatori - il 2 luglio prossimo, è stata convocata a Monza un’assemblea straordinaria di CNA Lombardia dal tema "Ridurre l'imposizione fiscale e tagliare la spesa pubblica: due priorità per il Paese, per lo sviluppo, per le imprese".

Elisa Nata

Elisa Nata
Economia