“PER IL GRANDE JAZZ” STEVE GROSSMAN QUARTET A SONDRIO

Lunedì 16 aprile 11° concerto della 46a Stagione del Circolo Musicale CID, preceduto dalla presentazione di affermati jazzisti valtellinesi

Undicesimo concerto della 46a Stagione del Circolo Musicale CID, questa volta in collaborazione con il CREDITO VALTELLINESE. All’Auditorium Torelli di Sondrio, lunedì 16 aprile alle 21

“PER IL GRANDE JAZZ”: STEVE GROSSMAN QUARTET con

Steve Grossman sax tenore

Danilo Memoli pianoforte

Stefano Senni contrabbasso

Massimo Chiarella batteria

Come in precedenza per gli altri concerti jazz, inoltre concerto introduttivo dalle 20.30 alle 21 con il

SONDRIO JAZZ QUINTET compsto da:

Chicco Cotelli pianoforte

Tore Locatelli chitarra jazz

Patrizia Pili voce

Valerio Della Fonte contrabbasso

Sandro Passerella batteria


Pre-concerto con i valtellinesi

Per la 46a stagione, il C.I.D. di Sondrio ha pensato di presentare, a latere dei concerti

di jazz in cartellone, i musicisti valtellinesi che si sono fatti onore e sono stimati negli

ambienti musicali jazzistici italiani. In sintesi, nella mezz’ora precedente il concerto (tra le

20,30 e le 21,00), i nostri jazzisti si presenteranno al pubblico proponendo la loro musica

improvvisata.

Il terzo gruppo, a fare da spalla al quartetto di Steve Grossman, sarà quello del Sondrio

Jazz trio con Cotelli, Della Fonte e Passarella. Chicco Cotelli, pianista sondriese, vicepresidente del Circolo Musicale CID per la programmazione jazzistica, Valerio Della Fonte, contrabbassista di Berbenno, compositore e leader di molti gruppi, con una carriera già prestigiosa alle spalle come accompagnatore di grandi solisti italiani e americani, Sandro Passarella, batterista sondriese, insegnante di musica nel capoluogo e amante di tutte le innovazioni ritmiche moderne. Il Sondrio Jazz trio, allo scopo di presentare al meglio il sound jazzistico del quartetto di Grossman, interpreterà alcuni standards americani.


Quartetto di Steve Grossman

Il terzo concerto di jazz della Stagione presenta il quartetto dello straordinario sassofonista americano Steve Grossman accompagnato da un eccellente trio: Danilo Memoli al pianoforte, Stefano Senni al contrabbasso e Massimo Chiarella alla batteria.

I tre accompagnatori-solisti dimostrano di essere davvero un gruppo di grandi jazzisti e non solamente tre musicisti a supporto di Steve Grossman; questo è dovuto al fatto che nel trio nessuno cerca di imporsi come primo attore sugli altri: ognuno da tutto se stesso per tutto il tempo, allo scopo dar vita all’unica cosa che merita il nome di una ritmica: la sintesi a supporto di Steve Grossman.

Steve Grossman

Non ancora ventenne Steve sostituisce Wayne Shorter nel gruppo di Miles Davis e le prime note che registra finiscono su Bitches Brew (mitico disco di Miles Davis). L’esperienza davisiana è breve e pare influire più sugli umori che non sullo stile di Grossman, che diviene uno di quei pochi hard boppers destinati a dare esempio,

piuttosto che a prenderne dagli altri. Negli anni a venire c’è ancora spazio per

una ricca collaborazione con Elvin Jones, col quale registra anche diversi album tra il

1971 e il 1975, ma la carriera del sassofonista newyorchese, classe 1951, continua

prevalentemente a capo dei propri gruppi. Contraltista già dall’età di otto anni, poi sopranista e infine tenorista all’età di sedici anni. Brucianti le tappe della carriera di

Steve Grossman, come poi la sua musica: all’età di diciannove anni emerge come

professionista. Dopo aver inciso con Miles Davis, nel giro di neanche un anno si ritrova

nei credits di Big Fun, Black Beauty, Miles Davis at Fillmore, Live-Evil, A Tribute

to Jack Johnson, e lascia tracce di sé anche per il futuro Get Up with It. Tra i più significativi, il trio senza pianoforte col quale registra i due volumi di Way Out East (Red

Records, 1984), in risposta ideale alla ‘via dell’ovest’ di Sonny Rollins; un altro “pianoless

trio” con le bacchette di Art Taylor (Bounching with Mr. A.T., Dreyfus, 1989); la collaborazione col trio di Cedar Walton per Love Is the Thing (Red Records, 1985), il gentle side di Grossman; il quintetto che lo riunisce a Elvin Jones (Time to Smile, Dreyfus, 1993); il tenor sax context con Johnny Griffin (Dreyfus, 2001). Love Is The Thing, grande registrazione di Steve Grossman con con Cedar Walton (Piano), David Williams (Bass) e Billy Higgins (Drums). Negli ultimi anni, pur esprimendo costantemente la sua personalità musicale, si avvicina rifacendosi sempre più ai mitici Sonny Rollins e Dexter Gordon con uno straordinario linguaggio improvvisativi post-bopper. Steve gode di grande considerazione da parte dei mille musicisti che ha conosciuto, anche di quelli con cui non ha avuto contatti professionali. Si legge che, una volta sia Bob Berg che Michael Brecker (ambedue deceduti recentemente), intervistati su chi fosse, secondo loro, il sassofonista che più contava fra quelli della loro generazione rispondevano senza esitare

“Steve Grossman!”. Dagli anni ‘80, Steve ha girato mezzo mondo, dal Sudamerica - dove ha vissuto per parecchio tempo- al Giappone, soggiornando molto spesso in Europa per poi tornare puntualmente alla sua città natale, dove risiedono gli anziani genitori e i suoi

due fratelli: New York - la culla delle arti del ‘900, la fonte straordinaria di un’energia

creativa unica.

Danilo Memoli

Il pianista Danilo Memoli inizia lo studio del jazz nel 1984. Frequenta poi seminari con Barry Harris, Lee Konitz e Gary Burton. segue i corsi di Siena jazz con Franco D’andrea, e ha modo di suonare (con Paolo Fresu, Bruno Tommaso, Ettore Martin e Andrea Dulbecco) la propria “October Suite” (1989). Dagli anni ‘90 collabora, spesso anche all’estero Madrid, Barcellona, Davos, Parigi, Antibes-Juan Les Pins, New York) con vari musicisti: Bruno Marini, Robert Bonisolo, Mauro Negri, Davide Boato, Roberto Rossi, Maurizio Caldura, Carlo Atti, Piero Odorici, Marco Tamburini, Flavio Boltro, Gianni Cazzola, Nicoletta Manzini, Tony Scott, Steve Sleagle, Bob Sands, Tom Kirkpatrick, Steve Grossman, Eddie Henderson, Jim Snidero, John Mosca, Kurt Weiss, Philip Harper, Will Vinson, Lew Tabackin, Vincent Herring... Oltre a suonare come pianista free-lance e a dirigere un suo trio, lavora stabilmente con Carlo Atti, Kirkpatrick, Weiss, Mosca, Sands

e dal 1998 nel quartetto di Grossman, con il quale ha inciso un cd dal titolo “Jazz” (1999), comprendente anche il trombonista John Mosca, Stefano Senni al contrabbasso e Massimo Chiarella alla batteria. E’ insegnante di pianoforte jazz e musica d’insieme a Vicenza (Scuola Thelonious), Feltre (Circolo Unisono) e Verona (L.A.M.S. ), oltre a prestare la sua opera come assistente traduttore in vari seminari tenuti da musicisti americani fra cui Lee Konitz, Garry Dial, Tom Kirkpatrick, Bill Frisell, Lew Tabackin ed altri. Nel Luglio del 2004 ha inciso un secondo cd a suo nome, intitolato “FELIEC”, nel quale con il suo abituale trio suona molte recenti composizioni originali oltre ad alcuni particolari arrangiamenti di

Caravan, Old Devil Moon e You & The Night & The Music.

Stefano Senni

Nato nel 1972, si è avvicinato allo studio del contrabbasso e della musica jazz nel 1992, dopo qualche periodo dedicato al basso elettrico (strumento che ha poi definitivamente abbandonato), ed ha maturato sin dal principio una grande passione per la tradizione culturale afroamericana. Ha frequentato i Civici corsi di jazz di Milano e si è diplomato sotto la guida di Giorgio Azzolini, oltre a conseguire una laurea in Economia Aziendale. In seguito si è perfezionato privatamente con Rosario Bonaccorso e nel 1995 ha preso parte ad un workshop internazionale tenuto da Ray Brown. Svolge intensa attività concertistica

in Italia e all’estero, in jazz club e numerose rassegne nazionali e internazionali e vanta apparizioni in vari circuiti televisivi e radiofonici (Tv e radio nazionali, Tv Svizzera,

radio Capodistria, Tmc2, ecc.). Le sue collaborazioni comprendono molti nomi fra i più prestigiosi del jazz italiano, oltre ad artisti internazionali come: Tony Scott, Art Farmer, Benny Golson, Cedar Walton, Lee Konitz, Barry Harris, Steve Grossman, Randy Brecker, Jimmy Owens, Bobby Watson, Bob Mover, George Cables, Eliot Zigmund, Renè Utreger, Oscar Klein, Joy Garrison, Michelle Hendricks, Dusko Gojkovic, Franco Ambrosetti, Rachel Gould, Larry Smith, Bob Sands, John Mosca, Kyle Gregory, Robert Bonisolo, Tom Harrell, Carl Fontana, Ronnie Matthews, Eddie Henderson, Chris Speed, Jim Snidero, Jay Rodriguez, Bobby Durham, Ralph Alessi, George Robert, Anthony Coleman, Carl Allen. Per la sua bravura nell’accompagnamento e per la sua arte improvvisativa nei “soli”, è uno dei contrabbassisti più apprezzati del panorama jazzistico italiano e europeo.

Massimo Chiarella

Massimo Chiarella, batterista cinquantenne, vive a Padova. Sostanzialmente autodidatta,

approfondisce la musica e lo strumento attraverso l’ascolto attento dei grandi maestri del jazz. Ha al suo attivo numerose collaborazioni concertistiche e discografiche con musicisti italiani e non: Pietro e Marcello Tonolo, Maurizio Caldura, Massimo Urbani, Roberto Rossi, Carlo Atti, Francesco Bearzatti, Sandro Gibellini, Larry Nocella, Bruno Marini, Marco Tamburini, Paolo Birro, Danilo Memoli, Renato Chicco, Nicoletta Manzini, Piero Odorici, Marc Abrams, Steve Grossman, Cedar Walton, Lew Tabackin, Bibi Rovere... Si e’ esibito in vari festival, anche all’estero (Slovenia, Antibes-Juan lesPins, Lugano, Barcellona,

Parigi etc……). Massimo Chiarella è sempre stato un batterista “bebop” perfetto per i

pianisti e solisti in genere, semplicemente perché ascolta attentamente mentre suona con loro. Questo significa che è sempre attentissimo, “all’erta con le orecchie”, a ciò che il solista suona e che la sua comprensione alle dinamiche del gruppo è totale: suona per il gruppo e non solo per se stesso, come è il caso di molti batteristi. Inoltre è necessario dire che è un profondo conoscitore di tutti i temi jazzistici e degli standards, al punto da sembrare che suoni le melodie, anche le più complesse ritmicamente.

Degno di nota