FAEDO, OLIMPIADI 2026, L'INCONTRO

Nella foto, da sinistra: i relatori Pierluigi Negri, Franco Angelini, Simona Pedrazzi, Michele Diasio, il presidente di PoliFaedo Stefano Papa e la moderatrice Cristina Speziale.

La PoliFaedo, piccola realtà associativa, ha dimostrato di saper pensare in grande ed ha organizzato venerdì 30 luglio un interessante convegno dal titolo “Olimpiadi 2026: aspetti turistici, organizzativi e infrastrutturali” in occasione dello Sport Week 2021 che vedrà la bella struttura polifunzionale teatro di tornei di bocce, beach volley e calcio a 5.

Ad introdurre la serata, il giovane presidente della PoliFaedo Stefano Papa: “Abbiamo organizzato lo Sport Week per valorizzare la nostra struttura che è un importante centro di aggregazione. La decisione di proporre un convegno sulle Olimpiadi nasce invece dalla consapevolezza che l’evento è talmente importante e di portata storica che non si può non palarne, ma soprattutto credo che la gente voglia sapere cosa porteranno nel concreto le Olimpiadi in Valtellina”. “Nell’arco della propria vita – continua Papa – una persona può vedere una ventina di Olimpiadi, in Italia ne abbiamo 3 negli ultimi 70 anni (Cortina 1956, Torino 2006, Milano-Cortina 2026), di cui la prossima sarà proprio qui a casa nostra. Quando ci capita un’altra volta?”.
E proprio da questo spunto è partito l’intervento di Pierluigi Negri, uno dei massimi esperti in tema di promozione turistica nella nostra provincia e non solo:”Noi siamo una valle olimpica, questa è la consapevolezza che ci deve spronare a lavorare insieme, abbandonando i campanilismi, per sfruttare questa opportunità incredibile. Avremo gli occhi del mondo puntati addosso, 100.000 presenze solo tra atleti, allenatori, giornalisti e addetti ai lavori, dobbiamo organizzare i servizi e sfruttare al meglio questo evento. Il 2026 è vicino e c’è ancora molta strada da fare”.
Sulla via da seguire nell’organizzazione delle Olimpiadi ha portato un interessante contributo Giada Congiu che ha parlato di sostenibilità dei grandi eventi sportivi. “La sostenibilità è fare le cose meglio pensando al domani: riducendo l’impatto ecologico, migliorando la qualità della vita delle persone, dimostrando efficienza economica”. Diversi purtroppo gli esempi negativi: lo stadio di Atene delle Olimpiadi del 2004 ormai fatiscente, le Olimpiadi del 2014 in Russia che sono state definite un “disastro ecologico e umanitario” a causa della deforestazione illegale del Parco nazionale di Sochi e 2000 famiglie sfrattate, le Olimpiadi del 2016 in Brasile che hanno inquinato le acque di Guanabara Bay. Ci sono però anche esempi virtuosi, come le Olimpiadi di Londra del 2012, organizzate sulla base del principio “circolarità e legacy”,  che hanno lasciato in eredità un’area verde che ora è un parco a disposizione di tutti, 5 strutture permanenti convertite in uffici e zone residenziali, la riqualificazione di 2,5 km2 di terreno contaminato. Anche gli organizzatori delle Olimpiadi di Milano-Cortina, e con loro ovviamente tutti gli enti coinvolti, dovranno quindi interrogarsi su come organizzare un evento sostenibile.

La seconda parte del convegno è stata dedicata a scoprire nel concreto a tre livelli – regionale, provinciale, comunale – come verrà sfruttato il volano delle Olimpiadi.
“La sfida di questo evento – ha spiegato il consigliere, valtellinese, di Regione Lombardia Simona Pedrazzi – è di restare se stessi cercando di migliorare, senza dimenticare la nostra entità montana. Dal punto di vista delle infrastrutture, investimenti sono già stati programmati per realizzare la tangenzialina di Tirano, sistemare il nodo alla Sassella e al termine della tangenziale di Sondrio, eliminare i passaggi a livello, ma bisogna migliorare la viabilità anche prima di Sondrio e in Valchiavenna. L’impegno di Regione Lombardia è per tutto il territorio, per la rigenerazione urbana dei piccoli borghi, per la proposta di un nuovo tipo di turismo, con lo scopo di migliorare il benessere delle persone, sostenere il comparto agro-alimentare e la nostra agricoltura che è definita “eroica”, incentivare le micro-imprese e potenziarci con la tecnologia”. “Nessun territorio deve sentirsi isolato – ha continuato Pedrazzi – e quindi abbiamo pensato ai Patti territoriali per i comprensori sciistici che non saranno toccati dalle Olimpiadi. Fondamentali saranno anche i progetti con il connubio pubblico/privato”.
La parola è poi passata al consigliere della Provincia di Sondrio – con delega a sport e turismo – Franco Angelini:”Le Olimpiadi sono una catapulta che ci porterà in poco tempo molto in avanti, ma dobbiamo essere bravi a scendere nella stazione giusta, dobbiamo capire dove va il territorio e dobbiamo pianificare e programmare tutto molto bene. Le Olimpiadi saranno una grande opportunità per il nostro territorio, ma dobbiamo guardare oltre: che cosa vogliamo? Che turismo vogliamo? Dobbiamo alzare la qualità dei servizi base, dobbiamo migliorare la qualità della vita del nostro territorio”.
A chiudere, l’esempio virtuoso del Comune di Sondrio, città capoluogo, con il progetto Sondrio Arena presentato dall’assessore allo sport Michele Diasio:”Dobbiamo vedere le Olimpiadi come  acceleratore nella risoluzione dei problemi che abbiamo sul territorio, un territorio che deve essere unito. Il progetto di Sondrio Arena c’era già, ma l’assegnazione delle Olimpiadi ci ha permesso di dargli concretezza e di ampliare l’orizzonte, pensando così a una struttura non solo per il ghiaccio, ma multifunzione, che ovviamente non sarà solo di valenza comunale, ma provinciale e magari, se saremo bravi e fortunati, riusciremo ad ospitare gli allenamenti di qualche squadra nazionale. Sondrio vuole proporsi come una città nuova con vocazione turistica, ma vogliamo crescere insieme agli altri”.
Un convegno decisamente interessante, che ha dimostrato la comunione d’intenti degli enti pubblici e la passione e lungimiranza con cui a vari livelli si sta sfruttando il volano delle Olimpiadi 2026.

 

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