"Golosità" lombarde (e valtellinesi) in vetrina da Harrods

Lombardia e Valtellina nei più grandi magazzini di Londra

Grana padano, salame di Varzi, bresaola, provolone, gorgonzola,
pinot nero dell'Oltrepò, salame d'oca, sforzato, taleggio,
lugana, bollicine di Franciacorta. Una formazione ben assortita
e di assoluta eccellenza. Una squadra che, insieme a molti altri
prodotti tipici lombardi, sarà di scena a Londra non nei mitici
stadi di Higbury o Stanford Bridge, ma ai grandi magazzini
Harrods, storici crocevia del turismo internazionale.


"Decine di vetrine dedicate all'eno-grastronomia e più in
generale al made in Lombardia proprio nel cuore di Londra - ha
detto Viviana Beccalossi, vicepresidente della Regione e
assessore all'Agricoltura, nel presentare l'iniziativa -. Gli
Harrods, dal 27 settembre al 9 ottobre, indosseranno i colori
della Lombardia per promuovere gusti e sapori di casa nostra. Si
calcola che nelle due settimane della manifestazione circa
500.000 clienti provenienti da tutto il mondo avranno un accesso
privilegiato ai nostri prodotti. Esporre ad Harrods significa,
per le imprese lombarde, avere l'opportunità di diventare
realmente un fornitore stabile del Regno Unito, essendo ospiti
dell'emblema dall'eccellenza nel commercio in Gran Bretagna,
punto di riferimento di visitatori di altissimo livello, di cui
il 47% è straniero".


Nell'ambito delle due settimane di esposizione, martedì 5
ottobre é stato celebrato il "Customer Evening", evento
organizzato da Harrods con una serata tutta dedicata ai prodotti
e all'assaggio di ricette della tradizione lombarda. Va infine
ricordato, sempre il 5 ottobre, a cura di Regione e Province di
Brescia e Sondrio, il pranzo di presentazione delle nostre
produzioni rivolto alla stampa e agli ospiti istituzionali
britannici.
L.N.
Rilevava l'assessore provinciale
all'agricoltura Severino De Stefani una curiosità: appena pronti
gli sciatt un autotorevole ospite inglese si metteva a
squarciagola a chiamare i suoi connazionali di venire subito!
Cos'era successo? Niente. Solo che lui li aveva mangiati in
Valtellina e, così stupendi, non si doveva perdere nessuna
sfumatura per cui bisognava mangiarli bei caldi...

Chissè se a Buckingham Palace sanno cosa sono...? (NdD)


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L.N.
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