RIFIUTI: CI PREFIGGIAMO DI ESSERE I PEGGIORI

Il convegno di Roma - Oltre il 36% in Lombardia, 30 in provincia - In tre anni il triplo - In un anno quasi 30 milioni di tonnellate di rifiuti! - L raccolta differenziata conviene - Noi, i peggiori




IL CONVEGNO DI ROMA

LEGAMBIENTE e OSSERVATORIO NAZIONALE SUI RIFIUTI hanno
presentato lo scorso 5 febbraio
al Convegno "Raccolta differenziata:
obiettivo 35%", svoltosi a Roma il 5 febbraio scorso, a
cui hanno partecipato Ermete Realacci,
presidente nazionale di Legambiente, Altero Matteoli, Ministro
dell'Ambiente, Gianni Squitieri, Presidente Osservatorio
Nazionale dei rifiuti, Forte Clò, Vicepresidente dell'UPI, Guido
Berro, Presidente di Federambiente, Corrado Scapino, Vice
Presidente Fise Assomabiente, Carlo Noto La Diega, Presidente
Cic, Piero Capodieci, Predidente Conai, Lucia Venturi,
Responsabile Ufficio Scientifico Legambiente, Duccio Bianchi,
Istituto Ambiente Italia. . i dati relativi alla raccolta
differenziata in Italia nel 2001. Pesa la situazione al Sud ove,
nonostante il commissariamento, la situazione é ancora quasi
all'anno zero.


OLTRE IL 36% IN LOMBARDIA, 30 IN
PROVINCIA


Nel Nord del Paese la percentuale di raccolta differenziata
(carta, plastica, vetro, umido ecc.) ha raggiunto il 27% con un
trend costantemente positivo.

Ci interessa ovviamente la Lombardia dove si é arrivati al 36,7%,
già, in anticipo, sopra il valore-limite fossato dalla legge
Ronchi per il prossimo anno, mentre in provincia di
Sondrio, ove i dati non sono ancora stati comunicati, la
percentuale dovrebbe essere intorno al 30%.

Riprendo in proposito un passo di un articolo già pubblicato
sulla "Gazzetta":

"Risparmio con l’aumento della raccolta differenziata

Oggi in provincia la raccolta differenziata è intorno al 30%.
Salite le 63516 tonnellate di rifiuti del 1998 a 67869 nel 1999
e a 70.909 nel 2000, la percentuale della differenziata è stata
in tali anni del 25,9%, del 27,4 sino al 29,9 nel 2000. Tolta
questa restano quindi circa 50.000 le tonnellate di RSU da
smaltire annualmente ai costi elevati che abbiamo visto. (In
Italia nel 2001 sono state 4.953.990 le tonnellate relative alla
raccolta differenziata, con un grande recupero e riciclo.
1.594.900 nella sola Lombardia).

Si spende meno solo se si mandano meno rifiuti allo smaltimento
con un incremento della differenziata.

Due considerazioni.

La prima riguarda cosa è andato al recupero o al riciclo. Più di
un terzo (35,7%) carta, il 28,9% vetro, intorno al 10% verde e
ferrosi, e al 5% organico e plastica.

La seconda riguarda la percentuale di questa raccolta,
provinciale e per Comuni. Se quella provinciale è quasi al 30% e
ci sono Comuni sopra media (Talamona al 58,8 -Morbegno al 53,7 -
Fusine e Grosotto al 51 - 7 Comuni sopra il 40 e altri 14 sopra
il 29,8) la possibilità di incremento è legata soprattutto ad un
balzo in avanti dei 53 Comuni sotto media., dodici dei quali
registrano percentuali sotto il 20%, con una punta minima del
10,9%. E’ una via da percorrere ma sta diventando anche una via
obbligata se si vogliono contenere i costi per gli amministrati.


Ogni Kg recuperato o riciclato è un Kg in meno da smaltire ed un
grosso risparmio certo.

Ci può servire di esempio, e da modello, Lecco con il 50,5% di
valor medio e con molti Comuni sopra il 60%".

IN TRE ANNI IL TRIPLO

Torniamo al Convegno di Roma.

"Negli ultimi cinque anni l'Italia," ha dichiarato Gianni
Squitieri, Presidente Osservatorio nazionale dei rifiuti, "non
solo ha quasi triplicato le quantità di rifiuti raccolti
separatamente (passando da 1.870.000 di tonnellate del 1996 a
4.950.000 nel 2001), ma ha visto svilupparsi un vero e proprio
nuovo comparto industriale che vale intorno agli 11.000 miliardi
e genera ulteriori risorse per il Paese. Basti pensare che, se
oggi venissero raccolte separatamente 500.000 tonnellate di
carta in più, non solo l'industria sarebbe in grado di
assorbirle (riducendo la quota di macero importata dall'estero),
ma i Comuni interessati avrebbero un risparmio di oltre 100
miliardi per il mancato invio in discarica, vedrebbero ridursi
la tassa per la discarica e riceverebbero dal Consorzio per il
riciclo della carta, il Comieco, oltre 50 miliardi come
corrispettivo per il materiale raccolto."


IN UN ANNO QUASI 30 MILIONI DI
TONNELLATE DI RIFIUTI!


Inoltre c'è da notare che la
produzione complessiva di rifiuti è stimata in 29.325.000
tonnellate, di cui quasi la metà nelle regioni del Nord; ma è
nelle regioni del Centro che vi è stato il maggior aumento di
produzione in termini percentuali. Tra le regioni il primo posto
per la produzione lo detiene la Lombardia, seguita dal Lazio,
che è la regione dove maggiore è stato anche l'incremento
percentuale (+4%) e dalla Campania. Sono invece L'Emilia Romagna
e la Toscana le regioni dove si registra la maggior quantità di
rifiuti prodotta pro capite con 645,5 e 643,6 kg /abitante/anno.
Tra le province capoluogo quelle che presentano la più elevata
produzione di rifiuti risultano Roma, Milano, Napoli e Torino.

Dal dato complessivo regionale, in Italia sono stati raccolti in
maniera differenziata circa il 16,9% dei rifiuti prodotti nel
2001, con un incremento rispetto all'anno precedente del solo
1,7%: la Lombardia e il Veneto, rispettivamente con il 36,7% e
il 31,4% si confermano le regioni con il tasso di raccolta più
elevato. Sopra la quota del 25% - obiettivo del 2001 – solo il
Trentino Alto Adige e la Toscana, che tra l'altro è la regione
che insieme al Veneto ha avuto il maggior incremento percentuale
rispetto al 2001. Tra il 15 e il 25% la Valle d'Aosta, il
Piemonte, il Friuli Venezia Giulia e l'Emilia Romagna.


LA RACCOLTA DIFFERENZIATA
CONVIENE


Tra gli esempi positivi va evidenziato che è proprio nelle
realtà dove la raccolta differenziata viene effettuata con
successo che il trend è in significativo aumento
, segno che
separare la spazzatura è ormai un elemento consolidato della
gestione dei rifiuti urbani, entrata a far parte della mentalità
dei cittadini ed operata con costi assolutamente competitivi
rispetto ai sistemi di gestione tradizionale.


NOI, I PEGGIORI

Questo il quadro generale.
Noi, provincia che ha come dicono tutti prima risorsa
l'ambiente, noi che siamo già ad un livello accettabile di
raccolta differenziata, non ci proponiamo, come sarebbe giusto,
di recuperare. Su Lecco, sulle altre province lombarde che ci
precedono quasi tutte, perfino sulla stessa media lombarda.

No. Ci prefiggiamo incredibilmente di essere i peggiori.

Dalle anticipazioni pubblicate il nuovo Piano Provinciale
Rifiuti si proporrebbe di raggiungere nel 2006 quella che é,
OGGI, la media lombarda.

Non sappiamo se si tratta di una scelta tecnica o politica:

Qualcuno ha sostenuto che se ci fosse più raccolta differenziata
ci sarebbero meno rifiuti da mandare al previsto inceneritore
che quindi non potrebbe essere fatto:

Ci auguriamo che non sia vera questa sciagurata ipotesi che
sacrificherebbe l'interesse dei cittadini e quello generale che
vuole, fin dove é possibile, il recupero e il riciclo e non lo
spreco.

Come si fa a raggiungere risultati migliori?

Si copia la provincia di Lecco che non é nel Connecticut o nel
Nord-Europa  ma qui attaccata a noi.
S.T.

 

Gds - 18.2.2002


                      



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