Elettrobombaroli in provincia

La lettera al quotidiano "La provincia di Sondrio" - Fatto e antefatto - Dichiarazione improvvida - Il vero problema

LA LETTERA AL
QUOTIDIANO "LA PROVINCIA DI SONDRIO"
Riportiamo la lettera inviata al quotidiano "La provincia di
Sondrio" e pubblicata quasi integralmente.

La riportiamo e per dare la possibilità di una lettura
integrale, e per chi non avesse avuto la possibilità di leggere
il citato quotidiano ma anche per fissare alcuni punti
importanti, da riprendere fra qualche tempo.

La lettera:

"Spett. Redazione La Provincia di Sondrio

Martedì scorso ho espresso sul Corriere della Sera il mio
scetticismo sull’esistenza di elettrobombaroli locali facendo
riferimento al fatto che l’omertà, salvo per “gli scambi
commerciali atipici propri delle zone di confine” non è nel
costume della nostra gente. Teniamo conto inoltre che i circa
23000 valchiavennaschi sono distribuiti in 13 Comuni e in una
trentina di abitati, tutti a misura d’uomo visto che il secondo
Comune della Valle, Samolaco, non arriva a 3000 abitanti e al
migliaio di famiglie, e non addensati bensì distribuiti in
quattro centri principali.

I messaggi arrivati a “La Provincia” – non Vi dice nulla perché
è stato scelto il Vostro giornale?... – sembrano smentirmi
categoricamente. Ribadisco invece i miei dubbi sulla
“valchiavennesità” degli elettrobombaroli - molto boriosi nelle
loro declamazioni, altro elemento utile - sia pure con una
riserva possibile, che sia una questione di nicchia, vedasi
l’assassinio della suora.

Io sono l’unico in provincia ad esser stato chiamato di fronte
ai giudici per aver difeso gli interessi, non miei, ma dei
valtellinesi in materia idroelettrica. Credo, e non solo per
questo, di avere quindi titolo a dire la mia. Nei giorni scorsi
ha perso in materia una splendida occasione di stare zitto
Tarabini e quindi, casomai fosse così pure per me, posso
permettermelo anch’io.

- Comincio a dire pertanto, per usare il linguaggio corrente,
che questi elettrobombaroli sono dei bambi
. Con le bombe non si
fa molta strada, e nemmeno si aiuta la propria causa.

Gli elettrodotti si eliminano seguendo la via che ho indicato io
fin dal 1992 quando sono riuscito a far deliberare dall’ENEL a
Roma le 30 pagine sulla “razionalizzazione”, che sarebbe andata
avanti se fossi rimasto al posto che occupavo.

I piccoli salti avrebbero potuto essere affrontati come a sui
tempo Garbellini e il sottoscritto avevano indicato. Non si
voluto darci credito? Si è arrivati alla soluzione attuale.

- Proseguo dicendo che, mettendoci nell’ottica che questi bambi
di elettrobombaroli siano veramente dei valchiavennaschi,
esperti di esplosivi, mi sembrerebbe giusto che i 13 Sindaci
della Valle, e forse addirittura i 13 Consigli Comunali, si
trovassero e insieme lanciassero un appello alla gente della
Valle della Mera perché ogni valchiavennasco apra al massimo le
orecchie, alzi le antenne, colga ogni battito di ciglia in
materia. Poi se non sa a chi dire qualcosa che ha captato ai
limiti vada dal parroco e lo dica a lui.

- Concludo ricordando, così en passant, che c’è un Piano
Territoriale in formazione, sia pure con molte correzioni da
apportare alla insufficiente proposta presentata. Qualsiasi
scelta concernente il territorio, acque ed elettrodotti
compresi, hanno la sede adeguata ove essere inserite.
Alberto Frizziero"


FATTO e ANTEFATTO

Prima la bomba su un traliccio, poi la bpmba su un altro con
tanto di rivendicazione. Ad Antonia Marsetti che lo intervista
per il quotidiano "La Provincia di Sondrio" il Presidente
Tarabini risponde: «Lei mi chiede un giudizio su questi
attentati. Posso dirle solo che per me sono "significativi"». Di
cosa, presidente? «Di una reale esigenza che la gente sente...Le ragioni contenute nelle rivendicazioni
inviate dai "terroristi" sono quelle che sento ogni volta che mi
capita di incontrare gruppi di persone che vivono sulla propria
pelle certe situazioni: dai pescatori che lamentano lo stato in
cui versano i nostri fiumi, ai comitati che si battono per
evitare che vengano costruite centraline sui torrenti...» Quindi
lei giustifica... «No, lei fraintende. Io non approvo questi
metodi. Questa violenza. Dico solo che i motivi non sono da
sottovalutare... (tal quale dal quotidiano citato).


DICHIARAZIONE
IMPROVVIDA


Il sen. Tarabini probabilmente portato alla intransigenza in
questa materia anche per averla trattato spesso e da decenni, come legale di
Comuni e del BIM, ha fatto saltare per aria un po’ tutti quando,
riferendosi agli elettrobombaroli della Valchiavenna ha detto in
buona sostanza di dissentire dai modi ma di condividere le
ragioni alla base delle, diciamo fragorose, rivendicazioni, come
si vedrà avanti.

Se noi prendiamo posizione non la prendiamo in ragione di chi ha
detto o fatto una certa cosa e della sua collocazione politica
ma solo in base a cosa ha detto o fatto.

A noi interessano i
contenuti e dunque per noi è bravo chi li tratta nel modo migliore, qualunque
sia la tessera che ha in tasca. Siccome questo è il nostro
cristallino modo di agire è anche giusto che, quando a nostra
volta diciamo o facciamo qualcosa, ne illustriamo ragioni e
motivazioni.

Vediamo allora perché Tarabini “nei giorni scorsi ha perso in
materia una splendida occasione di stare zitto”, come da nostra
pubblica dichiarazione.


1) Per prima cosa bisogna accertare:

a) se le ragioni degli elettrobombaroli sono effettivamente
quelle indicate nei loro messaggi

b) se per caso le rivendicazioni non siano strumentali

c) se per caso non ci sia dietro qualcosa d’altro.


In secondo luogo, ammesso che sia vero quanto al punto a), vediamo la
dichiarazione non dal punto di vista del Presidente della
Provincia ma da quello degli elettrobombaroli, nei due casi:

2) l’elettrobombarolo commenta: “Visto? Anche il Presidente
della Provincia ci dà ragione. E’ evidente che non può che
criticare i metodi ma la sostanza è che ci approva.

3) l’elettrobombarolo commenta: “Visto? Anche il Presidente
della Provincia ci dà ragione. E visto che la causa è giusta il
fine giustifica i mezzi. Conferma dunque della posizione
indicata nel nostro volantino (le bombe non sono un bel sistema
ma bisogna metterle perché qualcuno faccia qualcosa sul problema
idroelettrico in provincia)".


IL VERO
PROBLEMA

Il Presidente Tarabini non aveva e non ha alcuna possibilità di
stabilire come stiano le cose per il primo punto. Certamente
anche al
di là delle volontà del Presidente i punti 2 e 3 dimostrano come
in ogni caso la sua dichiarazione abbia portato benzina sul
fuoco..

La nostra valutazione sull’occasione che ha perso è quindi puramente consequenziale.

Detto questo il problema non è però quello della pur improvvida
dichiarazione. Non è neppure la “cheddite” e il volantino che
l’accompagna, scritto non certo da “un bambo” e invece magari scritto da
un "finto-bambo", da un finto illetterato. Che si tratti di un "finto-bambo"
lo dimostra del resto il fatto che incassa in silenzio l'accusa
di "bambi" letta sul quotidiano. L'errore che commette é la
troppa sicurezza unita al mimetismo. E all'ansia di
protagonismo.
Il problema vero é che si alimenti una spirale
fondamentalmente sbagliata al punto da diventare
controproducente ai fini degli interessi della nostra gente
.
Alberto Frizziero



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Alberto Frizziero
Dalla provincia