ATO. Sentenza. Acqua, quanto mi costerai?

di Red



ATO

Per anni si è parlato dell’attuazione della Legge Galli, la
legge 5 gennaio 1994, n. 36, “Disposizioni in materia di risorse
idriche” con particolare riferimento a quanto previsto al Capo
II – Servizio Idrico Integrato. In sei mesi infatti le regioni
dovevano individuare gli “ATO”, Ambiti territoriali ottimali.
C’è voluto molto di più finché ci si è arrivati. Per quanto ci
riguarda l’ATO coincide con il territorio provinciale.

Una volta definito questo in sei mesi si doveva provvedere, da
parte dei Comuni e della Provincia, a “organizzare il servizio
idrico integrato” costituito “dall’insieme dei servizi pubblici
di captazione, adduzionee distribuzione di acqua ad usi civili,
di fognatura e di depurazione delle acque reflue”.

C’è voluto un po’ di tempo per arrivare alla costituzione
dell’organismo rappresentativo guidato dalla Provincia, ma non
si è andati oltre perché le “Conferenze” dei Sindaci convocate
dalla Provinc ia per definire una serie di cose, così come
indicate dall’art. 6 dalla legge regionale 21/1998 attuativa
della “Galli”,sono andate deserte. La nuova configurazione non
piace alla maggioranza dei Comuni che dell’ATO farebbe
volentieri a meno. Sia dell’ATO provinciale ma sia anche, come
da possibilità lasciata dalla legge, dei “sub-ambiti”
coincidenti con i territori delle cinque Comunità Montane.

SENTENZA

La questione dell’obbligo per i Comuni di aderire alla gestione
integrata delle acque, e quindi all’ATO, che in provincia vede
dunque questo disaccordo di gran parte dei Comuni, si è
arricchita di un nuovo capitolo con la sentenza del TAR della
Toscana. L’esito è stato sfavorevole al Comune di Pieve Santo
Stefano che aveva deciso di continuare la gestione in economia
del Servizio Idrico dopo l'affidamento da parte dell’ATO alla
società “Nuove Acque= 4. Annullamento dunque sia delle tariffe
determinate dal Comune, sia dell'atto di ripresa in possesso
degli impianti, e giudizio di illegittimità della richiesta di
salvaguardia della gestione comunale.


ACQUA QUANTO MI
COSTERAI?


La questione riveste interesse per i Comuni della provincia,
restii a imboccare la strada dell’ATO temendo l’aumento, che non
sarebbe certo modesto, dei costi e quindi con la prospettiva di
rincarare molto le tariffe (acqua potabile, fognatura,
depurazione) per i cittadini.


Un commento in merito sul prossimo numero.
Red


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