Tomaso Buzzi gloria internazionale, non per la sua Sondrio!

Antonio Del Felice ci fa avere quanto segue. Nel condividerlo diventa consequenziale rivolgersi alla Signora Assessore alla Cultura e a quanti se ne occupano in Comune perchè vedano di provvedere ...alla dimenticanza (red)

1.   Lettera ad Alpes Agia

Caro Direttore,

per prima cosa, come sondrasco "verace"quale sono, voglio ringraziarti per il bel numero monografico  di Alpes del mese di novembre che hai voluto dedicare a Tomaso Buzzi,nostro illustre concittadino,che ti ha dato fastidio vedere definito milanese, su un quotidiano nazionale.

Purtroppo non è l'unica volta che capita .  Negli anni più volte, e io di anni ne ho abbastanza,  citazioni che ci riguardavano ci hanno dato fastidio, molto fastidio.

Ho letto  di  Giuseppe Piazzi, diventato astronomo  palermitano, della  val Codera  in Provincia di Como,  ho visto foto di Bertacchi al posto di Credaro, 

sorprendente un articolo in cui un noto giornalista del "Corrierone" segnalava quaranta motivi per cui valeva la pena di visitare la Lombardia, dimenticando del tutto la Provincia di Sondrio...

Mi fermo qui. Ho citato solo i casi in cui  mi sono preso  la briga di scrivere  alle testate responsabili per protestare...

Ti allego, un breve testo , pubblicato dalla "Gazzetta di Sondrio"  il 16 novembre 2014, relativo a  una  visita che feci a una mostra sui lavori dell'artista  tenutasi a Venezia alla Fondazione Cini ,  dove sottolineavo che a Sondrio non esiste una via intestata al "nostro" Tomaso Buzzi, dimenticanza deplorevole che non  posso che nuovamente segnalare.

Cordialmente.

Antonio Del Felice
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2.   Dalla Gazzetta di Sondrio

E' aperta a Venezia  in questi  giorni ( dal 14 settembre fino all'11 gennaio 2015 ) una bella mostra che ci piace segnalare,  dedicata a Tomaso Buzzi,un grande artista nato a Sondrio.  A noi è "costata" una  piacevole trasferta lampo,quattro  ore di andata, visita e break, quattro ore di ritorno,  ma ne è valsa la pena. Stiamo parlando di "Tomaso Buzzi alla Venini" che si tiene negli spazi espositivi de " Le Stanze del Vetro" dell'isola di San Giorgio Maggiore per il progetto culturale della Fondazione Cini  e del Pentagram Stiftung dedicato all'arte vetraria.  L'esposizione ci offre quanto il Buzzi ha prodotto tra il 1932 e il 1933 nell'importante anche se breve collaborazione  ( continuata sporadicamente negli anni successivi ), nella sua veste di direttore artistico, con la prestigiosa vetreria muranese per la quale realizza  splendide opere in vetro prodotte in particolare utilizzando la tecnica dell'incamiciatura, tecnica alla quale applica soluzioni  innovatrici. Sono duecento gli splendidi  pezzi vitrei, vasi e lampade,  che si possono ammirare oltre ai disegni preparatori dell'archivio della Venini  e a progetti  inediti  provenienti  dall'archivio della Scarzuola di  Montegabbione, la "Buzzinda", la città ideale, grande opera alla cui realizzazione l'artista dedicò gli ultimi  venti anni della vita.Tomaso Buzzi, figlio di Francesco ( il mitico "Cechin Buzz" direttore  per 36 anni dell'Ospedale civile di Sondrio), fu architetto" di fama internazionale, considerato, assieme a Gio Ponti di cui fu amico e collaboratore, il più grande architetto italiano del ventesimo secolo", vivace esponente del Novecento milanese,raffinato designer, nasce  a Sondrio nel 1900, muore a Rapallo nel 1981. Purtroppo, ahinoi!, è poco se non  per nulla conosciuto a Sondrio. Ci spiace vederlo troppo spesso indicato come architetto milanese ( anche  se cresciuto culturalmente a Milano )o architetto lombardo o  architetto valtellinese anche sulla stampa locale, mai come architetto sondrasco essendo nato e sepolto a Sondrio.  Dove per altro non  una via al suo nome è stata ad oggi intestata.
Antonio Del Felice

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