ARCI contro la guerra in Medio Oriente (e nostra nota)

Riceviamo dall'Arci Sondrio:

“Oggetto: Comunicato sul conflitto medio orientale tra Israele e la Palestina
Il Comitato Territoriale ARCI, riconvoca in data 23 luglio alle ore 21 presso la propria sede il secondo incontro per organizzare iniziative in opposizione alla guerra in atto in medio oriente.
Questa seconda iniziativa è la continuazione di una prima riunione andata deserta il 14 Luglio e a cui il comitato ha reagito con la proposta di un momento di silenzio e l’accensione di una luce nelle abitazioni dei cittadini del territorio della Valtellina e Valchiavenna per essere vicini alle numerose fiaccolate organizzate nelle città Italiane il 16 luglio.
Considerata la continua gravità del conflitto, con vittime da ambo le parti in evidenti “disparità di potenza di fuoco”, storicamente dispiegate e le relative conseguenze per i rispettivi popoli, Arci Sondrio ripropone un secondo appuntamento aperto  alla cittadinanza del territorio valligiano.
L’associazione che rappresentiamo ha una lunga storia di empatia nei confronti delle popolazioni colpite dal conflitto ed il nostro comitato si impegna a coinvolgere una  o più voci autorevoli per rendere l’incontro di mercoledì un occasione di crescita culturale oltre che di tipo organizzativo.
Per il direttivo ARCI Luca Songini, Laura Valenti,Marco Francesco Doria”

Nostra nota
Chi è stato sotto le bombe sa cosa vuol dire.
Tre punti, brevemente,

1) Là, nel capoluogo della Lunigiana, c'era un folto gruppo di valtellinesi, dipendenti della Falck che in zona aveva una diga e una centrale. Obiettivo di “Pippo” - era chiamato così l'aereo, ma erano tantissimi, che di notte passava a lasciare il suo carico di bombe, il cantiere e case intorno. Quella notte le bombe non furono 'intelligenti' come stupidamente oggi si chiamano quelle di precisione, ma intelligentissime. 30, del tipo 'spezzoni' che evitarono accuratamente case, baracche, orticelli nonostante gli spazi ristretti. C'è ancora a Sondrio chi può riferirne: Rita Parolo, figlia del capocantiere, valtellinese pure lui – il fratello è stato assessore nella Giunta Venosta – o Anita Frugoli. Non gli uomini perchè erano già allora anziani per i giovani essendoci il servizio militare di mezzo. Ma 30 scoppi, secchi, rimbombanti non si dimenticano. E non le urla delle gente. E non la trepidazione di tanti genitori che stringono a sè i figli pensando di coprirli dal rischio con il loro corpo. 

2) In altra occasione bombe intelligenti per chi scrive visto che la bomba è scoppiata a 3 – 4 metri buttando giù l'altra casa, ma per nulla intelligente, anzi assassina nei confronti di altri, vicini, tre sorelle, tanti altri. Crimini contro l'umanità questi bombardamenti indiscriminati.

3) Bomba 'intelligentissima' anche quella di Ponte, l'unica di tutta la guerra, esplosa vicino al cimitero. Uno scoppio secco, intorno a mezzanotte, 600 metri più in là, 4 secondi più in là...

L'aereo, lo sgancio, il sibilo, attimi di silenzio che sembrano ore, lo scoppio, il sollievo per essere ancora vivi e poi un pensiero solidale e una preghiera per quelli che l'aereo ha spedito in cielo (anche chi merita l'inferno sconta la penitenza con tutti i momenti di attesa mentre il sibilo squarcia le orecchie...). Sappiamo cosa si prova a Gaza, ma anche nei rifugi degli insediamenti israeliani più esposti. Certo il bilancio è macroscopicamente squilibrato per 'potenza di fuoco' ma chi è nei rifugi o nelle cantine, di qui o di là, passa comunque ore terribili aggiungendo guai a guai, rinfocolando un'odio sempre più radicato, allontanando ogni prospettiva di pace.

La realtà è che l'inferno si è scatenato pochi giorni dopo l'incontro dal Papa, lo scorso 7 giugno, di Abu Mazen e Peres. Ogni volta che c'è qualche passo in avanti sulla strada della pace, ecco che succede qualcosa, ecco che fra le ruote si infilano i bastoni. Chi li infilano? Gente che pur nei due campi opposti ha qualcosa in comune: l'estremismo e che conosce un solo linguaggio: quello delle bombe, e che vuole per le sue orecchie una sola musica, quella del crepitio delle armi.

Viene la rabbia allo stillicidio di notizie da strage degli innocenti, a parte le distruzioni, quelle fisiche e quelle morali. Viene doppiamente la rabbia pensando che almeno per una parte la tragica situazione odierna è anche conseguenza della peggiore sequenza di idiozie di tutto il secolo XX° da parte dell'Occidente e degli Stati Uniti. Prima il secondo conflitto irakeno con, prima balla, la scusa colpevole e riprovevole delle armi di sterminio di massa che ha portato, questo sì, ad una sorta di sterminio di massa di civili irakeni. Poi quell'imbroglio della cosiddetta “Primavera araba” innescata da un'altra balla, quella dei 10.000 morti a Bengasi che subito il nostro giornale aveva sbugiardato con fior di documentazione. Si aggiunga una Europa imbelle in politica estera – vediamo anche Siria e Ukraina e, perchè no, la tragedia mediterranea degli emigranti – resa ulteriormente scivolosa da quella specie di ectoplasma che regge quel 'ministero' europeo. Terribile tristezza.

Pubblichiamo la vostra nota, cosa che è giusto fare anche se sappiamo che si è tutti disarmati. Ma per poter convincere altri ad essere non soltanto disarmati perchè non possiamo fare nulla ma ad essere 'disarmati arrabbiati' per non cedere alla rassegnazione o, peggio, all'indifferenza. Ce n'è troppa in giro, veramente troppa.
(NdD)
 

Per il direttivo ARCI Luca Songini, Laura Valenti,Marco Francesco Doria” (e nostra nota)
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