MICHELE SANTORO. E ADESSO POVER'UOMO?

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Michele Santoro: e adesso pover'uomo? Dalla letteratura

"E adesso pover'uomo?" è il titolo di un romanzo di Rudolf Ditzen (1893-1947) noto come Hans Fallada, autore di. «uno dei più bei libri sulla resistenza tedesca contro il nazismo». (Primo Levi). Un titolo che ben si adatta a Michele Santoro dopo la trasmissione di "Anno Zero" con l'abbandono vistoso della trasmissione da parte di Lucia Annunziata, a suo tempo collaboratrice del Manifesto, sicuramente donna di sinistra, poi anche Presidente della RAI.

Michele Santoro: e adesso pover'uomo? Soldi

Beh, cominciamo a dire che proprio povero non lo é. Qualche anno fa, prima di candidarsi al Parlamento Europeo, Santoro smentì, e querelò, chi diceva che guadagnava più di un miliardo all'anno, dicendo di avere denunciato prima di candidarsi 250.000 €. Povero dunque non è. Pare improbabile che oggi guadagni meno di qualche anno fa, il che vorrebbe dire, se fosse rimasto a quel livello, che guadagna in un anno la somma dei redditi di un paio, almeno, di squadre di metalmeccanici…

Michele Santoro: e adesso pover'uomo? Ricorsi

Il 12 marzo 2006 era toccato a Lucia Annunziata di vedere il suo interlocutore, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al ventesimo minuto della trasmissione "Mezz'ora" in onda su RAI 3, alzarsi, darle la mano, salutare e andarsene. Questa volta è toccato a lei alzarsi e andarsene senza dar la mano a Michele Santoro, dopo un crescendo polemico sul taglio, di parte, della trasmissione e furibonda per una frase del conduttore da lei ritenuta lesiva sul piano personale. Non è la prima volta del resto che succede a Santoro (ricordiamo che l'8 marzo 2007 fu l'allora Ministro di Grazia e Giustizia Mastella ad abbandonare "Anno zero".). Ricorsi. E' stata questa volta la Annunziata a ritenere l'uscita come la cosa migliore.

Michele Santoro: e adesso pover'uomo? Orgoglio e pregiudizio

Ricorriamo ancora alla letteratura, inglese questa volta, per il titolo di un'opera quasi bicentenaria, autrice Jane Austen, "Orgoglio e pregiudizio". Ognuno può valutare, ascoltandolo, se sia giusto o meno accostarlo al termine "pregiudizio". Noi siamo di questo avviso ma , proprio per questa ragione, non vogliamo scrivere per partito preso lasciando i lettori liberi di rispondere al quesito.

Poi l'orgoglio. Dopo avere fatto un'apparizione al Parlamento Europeo e deciso che non faceva per lui - là non si può pontificare, neppure con i colleghi di schieramento politico - se ne tornò al paesello e al "modesto" compenso da pluri-metalmeccanici. Una sera ospite in una trasmissione se ne uscì con la frase "rivoglio IL MIO microfono!" Suo?!?!? Padrone ?!?!? In quella frase c'è il signor Michele Santoro che probabilmente riuscirebbe a far scappare dalla sua trasmissione persino il Padreterno.

Michele Santoro: e adesso pover'uomo? Il tentativo in corner

Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. Nella trasmissione sotto i riflettori Santoro così concludeva un fitto scambio di battute con l'Annunziata che denunciava il forte squilibrio pro-Palestinesi e anti israeliani "Cerchi di acquisire dei meriti con qualcuno?" (forse alludendo ad una ipotesi di rientro alla Presidenza della RAI?), uscendo clamorosamente dal seminato. Quasi tutti, ovvio, hanno ritenuto fortemente offensiva questa frase, rivelatrice però di una stato di tensione fortissima da parte di Santoro, lasciatosi così andare proprio perché la contestazione gli veniva da una esponente dichiaratamente di sinistra. Tentativo in chiusura di rimediare prendendo spunto dai bambini palestinesi per scagliarsi contro il mondo ma, in particolare contro Veltroni reo di andare in Africa invece, a suo giudizio, di andare a Gaza. Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e così Santoro non solo se l'è sentita da quasi tutti, salvo l'extrasinistra, ma si è anche sentito dire perché non ha preso lui l'occasione per andare a Gaza e testimoniare di là il suo disinteressato appoggio alla causa palestinese. Fallito anche il suo tentativo di passare per martire, vittima della censura di regime. Corner finito dunque fuori campo.

Michele Santoro: e adesso pover'uomo? Che resta?

Qualcuno sostiene che sia un bravo giornalista. Non entriamo nel merito. Supponiamo che sia vero anche se rivista la trasmissione vengono i dubbi. Su quello comunque che il dubbio non c'è, rivista la trasmissione, è il chiamarlo con l'interrogativo calzante: "E adesso, pover'uomo?".

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