Trapianti: nota per il Ministro Carlo Giovanardi

Una puntualizzazione del nostro Direttore sui trapianti

Caro Ministro


Ho letto su “La Provincia di Sondrio” di mercoledì 8 giugno,
pagina 39, il tuo “appello” per il referendum da me pienamente
condiviso con la consequenziale scelta, prima volta, di non
andare a votare il 12 e 13 giugno.


Un solo appunto, peraltro estraneo alla tematica referendaria.
Ad un certo punto tu scrivi: “…e qua e là si espianta un organo
da una persona deceduta per impiantarlo ad un’altra, senza
magari aver ben chiarito se il decesso sia veramente avvenuto”.


C’è in proposito una certezza assoluta, che in Italia questo non
può succedere, nemmeno per sbaglio. Da un lato per come
procedono gli addetti ai lavori, dall’altro per le norme
rigorosissime stabilite dalla legge 91 del 1999 – anche da te
approvata, dall’altro ancora per le procedure consequenzialmente
stabilite. Il prelievo avviene infatti esclusivamente dopo la
morte cerebrale e dunque da cadavere, artificialmente tenuto
“caldo” dalle macchine per gli organi, da freddo per le cornee,
a decesso non solo “veramente avvenuto” ma anche verificato e
poi documentato.


Non chiedo di essere creduto sulla parola. Verifica pure e se,
come è scontato, riscontrerai che le mie osservazioni sono del
tutto fondate, precisalo al giornale. Tanto da iscritto
all’AIDO, Associazione Italiana Donatori d’Organi, associazione
alla quale sarebbe auspicabile si iscrivessero milioni di
italiani nell’interesse dei tanti – troppi! – iscritti nelle
liste di attesa di un trapianto.

Cordialità

Alberto Frizziero



GdS 10 VI 2005 - www.gazzettadisondrio.it

Alberto Frizziero
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