INTERROGATIVI: CHI DISCUTE?

I dati dei laureati, dei diplomati, della popolazione scolastica in provincia indicano di quale entità sia stato lo sviluppo della diffusione dell'istruzione (non sempre coincide questa con la diffusione della cultura).

Le cronache quotidiane della stampa locale conservate nelle biblioteche e quelle quotidianamente in edicola sembrano quasi dimostrare che questo sviluppo dell'istruzione sia stato accompagnato, quasi in modo inversamente proporzionale, alla caduta del dibattito in particolare sui temi fondamentali dello sviluppo provinciale.

Solo non molti anni fa nei Partiti e tra i Partiti si discuteva, e non poco, e per nulla superficialmente. Si discuteva in una serie di sedi, anche con passione ed emotività. C'erano Sodalizi, Enti, Associazioni, Comitati e quant'altro. I giornali erano subissati di interventi su questo o quell'aspetto della vita provinciale. Nelle Istituzioni, oltre al dibattito per così dire rituale nel fisiologico rapporto tra maggioranze e minoranze, che c'era e c'è, si trovava anche il tempo, e l'impegno, e la ricerca, e le idee, per affrontare temi di ampio respiro.

Il dibattito è lievito di democrazia, è alimento per chi è stato delegato dal voto popolare ad occuparsi dei problemi di tutti.

Non di discute più.

Per qualcuno è positivo, un fastidio in meno.

Per la provincia è sicuramente un danno.

OC-GdS b7: La fortuna dell'umanità é che gli uomini la pensano diversamente uno dall'altro. Dalla diversità, e dal confronto conseguente viene lo sviluppo. E allora perché chi la pensa diversamente da noi diventa un nemico, un avversario o magari "un cretino". Abituiamoci a rispettare le idee degli altri, senza con questo rinunciare ad affermare le nostre. Oltre a tutto scopriremo che l'ex avversario o l'ex "cretino", magari su molte cose ha invece le stesse idee nostre…

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