Contributi esterni: argomento proposto da (Lettera firmata): Non sarebbe meglio fare altre trasmissioni che non queste DI CELENTANO a tema?

Contributi esterni: argomento proposto da (Lettera firmata):

Al Direttore

Ho letto il suo commento sulla trasmissione di Adriano
Celentano. Lei sostiene che il Presidente Berlusconi
abbia avuto un vantaggio sia come politico che come
imprenditore. Come politico perché resta dimostrato che
non é quel dittatore televisivo che le sinistre hanno
dipinto. Come imprenditore perché il conflitto
d'interesse é stato oscurato da una trasmissione che non
é stata vista bene da chi si occupa di audience nelle
reti Mediaset.

Non dico che lei abbia torto del tutto, ma in parte sì.

Quando milioni di persone ascoltano certe cose, una
parte le prende per vere anche se vere non sono, o lo
sono solo in parte.

Ancora più grave se facciamo mente locale al periodo in
cui ci troviamo, alla vigilia di importanti elezioni.

Non sarebbe meglio fare altre trasmissioni che non
queste a tema?
Lettera firmata

Confermo
Confermo quanto scritto.

Può essere vero che qualcuno
resti impressionato e condizionato. Sta al Presidente
del Consiglio, ai suoi uomini, ai suoi alleati
rispondere nel modo giusto. Ho già scritto che se la
risposta é influenzata dal fegato il risultato sarà
negativo, se invece viene dalla ragione l'esito può
essere ribaltato.

Basta poco in fin dei conti.
Il microfono non é di Santoro
Un solo esempio: Santoro
che proclama "Voglio il mio microfono!". Un tempo si
diceva che l'erba voglio cresce solo nel giardino del
re. Tramontati i re, con poche eccezioni fra cui certo
uno all'altezza, non solo fisica ma storica, Juan Carlos, l'erba non ha più diritto di presenza. E'
gramigna. Se questa é regola generale a maggior ragione
deve esserlo per chi é un dipendente. Il microfono non é
né di Santoro né di nessun altro ma della RAI che lo dà a chi ritiene, anche a lui
perché é giusto che sia così, ma facendo presente di chi
é e quindi i ruoli. E magari anche i limiti senza che si
gridi allo scandalo.
Satira a senso unico
Chi scrive un po' di settimane fa - anni '70 per
intenderci - criticava, pur essendo sostenitore attivo
del maggior Partito di governo, e in autorevoli consessi, la TV di
Stato per il suo appiattimento governativo.

Credere in
qualcosa significa anche non avere paura del confronto.

La stessa cosa oggi, con assoluta coerenza. La satira a
senso unico perde freschezza, perché diviene, de facto,
strumentale.

Per dirla con Manzoni diventa, de facto,
"servo encomio". Poi spesso viene, dopo, "il
codardo oltraggio".
Il marxismo non si tocca
Libero da passione politica, quindi obiettivo, - salvo
ad essere condiviso o no dai lettori ma questo é normale
- non posso non fare il parallelo con il cinema. Anche
lì il cinema-denuncia. Il cinema contro il potere. Non
tutto il potere. C'é di tutto, ma quasi niente sulla più
grande truffa della storia: il marxismo. Quella truffa
che ha trascinato milioni, anche miliardi di persone, in
una spirale e persino in genocidi prima che si rivelasse la grandiosità del
bluff.
Rostand insegna
Detto questo sullo strabismo di tutto un certo mondo, la
risposta alla sua osservazione sta dunque nel come
debbono atteggiarsi i bersagli.

C'é modo e modo. Basti pensare a Edmond Rostand, al suo
Cyrano de Bergerac, primo atto e scèna quarta:

"Le Vicomte

Maraud, faquin, butor de pied plat ridicule !


Cyrano, ôtant son chapeau et saluant comme si le vicomte
venait de se présenter. Ah?... Et moi,
Cyrano-Savinien-Hercule De Bergerac"

Rifarsi ad Andreotti
Distacco, risposta ironica,magari anche l'applauso:
segno di grande superiorità, morale e intellettuale.
Reagiva così Giulio Andreotti. da grande. Non a caso
hanno tentato in tutti i modi per infangarlo. Gli é
andata male perché speravano che morisse prima della
conclusione dei processi, estinguendoli e lasciando così
l'ombra del dubbio.

Berlusconi e i suoi (oggi, e chiunque altro tirato in
ballo domani) dovrebbero rifarsi a questo modello di
comportamento.
NdD



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