Contributi esterni: argomento proposto da Giuseppe Sugamele, Segretario Generale LIBERSIND CONFSA LA RICCIARELLI LO PAGHI LEI CHE LO HA SCELTO

Contributi esterni: argomento proposto da Giuseppe Sugamele, Segretario Generale LIBERSIND CONFSA

Il Segretario generale del
LIBERSIND CONFSAL , nonché coordinatore dei "Cattolici
impegnati in politica nel Polo delle Libertà" ha inviato
nella sua duplice veste una vibrata protesta al Ministro
Buttiglione per lo scandalo blasfemo che si verifica
durante la messa in scena della "Tosca" all'Arena
Sferisterio di Macerata con la Madonna usata in maniera
empia in oltraggio al credo della maggior parte degli
italiani. Oltre alla protesta, Sugamele chiede che allo
Sferisterio venga decurtato dal contributo del FUS
(denaro dei contribuenti italiani) un importo pari alle
spese per l'allestimento dello spettacolo definito
indecente. La Ricciarelli lo ha scelto quindi è giusto
che lo paghi di tasca sua.

Si allega il testo della duplice lettera.

Grazie per l'attenzione. LIBERSIND CONFSAL



LA LETTERA

Roma, 3 agosto 2005

On.le

Prof. Rocco Buttiglione

Ministro per i Beni e le Attività culturali

Via del Collegio Romano, 27

00186 Roma

E mail: mmolfese@beniculturali.it


Signor Ministro,

ci rivolgiamo a lei nel suo ruolo di responsabile dei
beni e delle attività culturali nel nostro paese, per
elevare una vigorosa protesta per quanto sta accadendo
al teatro di Tradizione Arena Sferisterio di Macerata,
dove va in scena una edizione della Tosca di Puccini,
che definire empia e blasfema sarebbe usare eufemismi.
Lei è persona di alta cultura e certamente saprà trovare
termini più idonei per classificare lo sconcio che si
verifica sul palcoscenico di quel teatro durante la
rappresentazione del capolavoro pucciniano.

Dalla rassegna stampa che il suo Ufficio certamente le
avrà predisposto, avrà potuto leggere dello scandalo in
atto e delle proteste del pubblico.

A noi preme puntualizzare che se libertà di espressione
può esserci per un artista, sempre che il regista
Antonio Laudadio (anche il nome suona ironia) sia
classificabile in questa categoria, non vi sono leggi
che impongano ai cittadini di farsi finanziatori e
sponsor delle elucubrazioni o degli arzigogoli gabellati
per arte e ammanniti ad un pubblico che, del tutto
ignaro del menu servito, si accomoda al desco della
musica per ascoltare le divine melodie di Puccini.

L’Arena Sferisterio, se i nostri dati sono esatti – e lo
sono – ha ricevuto per il 2005 una quota del FUS di ben
970 mila Euro, pari a circa due miliardi di vecchie
lire.

Signor Ministro, siamo certi che il cattolico
Buttiglione saprà come rintuzzare questa blasfema
proposta spettacolare, ma noi chiediamo formalmente che
i contribuenti italiani siano esonerati dal partecipare
alle spese per questo vergognoso spettacolo e che Ella
provveda nei modi dovuti a decurtare la quota FUS di
quel teatro dell’importo di spese per la messa in scena
della Tosca.

Il Laudadio è scoperta della Signora Ricciarelli
direttore artistico dello Sferisterio, che se lo paghi
lei e soprattutto che il pubblico venga graziato da
questa vergogna.

Dal sito dello Sferisterio: “Il melodramma è stato
sviscerato fin nei suoi significati più profondi e
nascosti. L’attenta analisi ha spinto il regista ad
introdurre nuove figure inedite, in modo da dare corpo
al dissidio tra sacro e profano, che costella tutta
l’opera: un gruppo di angeli, voce delle coscienze dei
protagonisti; una Madonna ammantata di bianco, punto di
riferimento imprescindibile di Tosca.”

La Madonna, caro signor Ministro, scende dal piedistallo
e partorisce in scena una dozzina di angeli i quali,
apprendiamo dalla stampa, poi si mangiano le loro ali.
La stessa Madonna, alla fine della sua performance,
resta nuda e si aggira per la scena in quelle poco
pudibonde condizioni. Il Cavaradossi, torturato, viene
incoronato con una corona di spine come nostro Signore
nella passione… e via discorrendo. Per fare queste belle
pensate e metterle in scena il Laudadio ha impiegato ben
quaranta giorni di prove, roba che nemmeno Visconti
all’epoca o Franco Zeffirelli. Dai dati emerge a nostro
avviso che il Laudario non sia definibile persona ricca
di inventiva, bensì personaggio in cerca di “scandalo”
per trarne notorietà.

Sempre dal sito dello sferisterio: “Obiettivo di grande
impegno dell’Associazione è la formazione di un nuovo
pubblico e numerose sono le agevolazioni e le iniziative
didattico culturali promosse di concerto con
l’Università, le scuole, l’Accademia di Belle Arti e
associazioni varie, per favorire la partecipazione
massiccia agli spettacoli lirici di giovani, anziani e
categorie disagiate.”

Ci complimentiamo con la Presidenza e il Consiglio di
Amministrazione di questo teatro di Tradizione, che la
parola tradizione non sa cosa voglia dire e offre ai
giovani, agli anziani e alle categorie disagiate simili
prodotti.

Ci aspettiamo un Suo intervento signor Ministro, perché
siamo certi che Ella non appartiene a quella schiera di
cattolici che depongono all’attaccapanni la veste
battesimale quando prendono posto nelle sedi
istituzionali.

Con la migliore stima e i più cordiali saluti.

Giuseppe Sugamele, Segretario Generale LIBERSIND CONFSAL


GdS 20 VIII 2005 - www.gazzettadisondrio.it

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