Melè risponde a Frizziero
In merito alla cerimonia di Chiavenna, quella provinciale del 25 aprile, non sono d’accordo sulle valutazioni critiche che Frizziero, al quale contraccambio i sentimenti di stima, ha rivolto a me, dunque all’ ANPI provinciale (no, l'ANPI ha tutti i titoli per prendere qualsiasi tipo di posizioni - mia nota - ) Visto a posteriori, letta la ricostruzione dei precedenti da parte di Melè sul sito nazionale dell'ANPI, alle ragioni che io avevo esposte va doverosamente aggiunta anche una comprensibile ragione emotiva... - mia nota - )
Faccio notare che fino all’anno scorso, quindi per molto più dei dieci anni della sua sindacatura, la cerimonia è risultata, uso il suo aggettivo, “impeccabile”. E allora un analista attento si chiederebbe perché quest’anno non sia andata così. In breve: si è mai verificato che un ministro della Repubblica, che ha giurato fedeltà alla Costituzione, abbia dichiarato pubblicamente che non vi avrebbe partecipato, usando toni sprezzanti e denigratori della Festa stessa? E’ mai stato impedito di suonare “Bella Ciao”? Fu mai posto qualche ostacolo persino nella parte religiosa della cerimonia impedendo la lettura della “Preghiera del Ribelle”? Che si sappia, mai! Quindi ogni paragone col passato, anche solo con lo scorso anno, è fuorviante.
L’ ANPI, rappresentante dei partigiani combattenti, anche di quelli deceduti, non poteva proferire allora i soliti discorsi di circostanza che, passati due minuti, nessuno ricorda nemmeno più.
Anche sapendo che poi, a fronte di tanta condivisione e di innumerevoli gesti di stima, sarebbero arrivati i professori del cavillo, della parolina di troppo, che si.. che ma.. però! Il tono…perdinci!.. ecc. ecc., senza mai entrare nel merito delle cose dette e dicendo perché sarebbero sbagliate.
A proposito del termine “politico” che in molti hanno fatto a gara ad appioppare al mio discorso, quasi che avesse un significato negativo, mi chiedo se la nostra libertà, il buon funzionamento delle Istituzioni, il rispetto della Costituzione siano o no questioni di carattere politico.
Se un ministro non va alla cerimonia del 25 aprile e lo proclama pubblicamente, sprezzantemente, compie un grave atto politico, contrario allo spirito della Costituzione. E, ancora, se lo stesso ministro non sa distinguere tale funzione con quella di capo partito, viene meno ai suoi doveri, dal momento che l’art. 54 della nostra Carta impone a chi ricopra cariche pubbliche di “ …adempierle con disciplina ed onore…”. Chi deve ricordarlo al ministro? Noi glielo diciamo, E, per favore , glielo ricordino coloro che gli stanno vicino. Prendiamo un passo della Preghiera del Ribelle, dove si chiede a Dio “… rendi nel dolore all'Italia una vita generosa e severa…”. Generosa e severa, appunto!
Egidio Melè
Presidente Anpi Sondrio
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Frizziero
La precisazione era attesa, è arrivata, è pubblicata. Non sono entrato nel merito allora, non avendo che notizie generiche su quel che non era stato possibile inserire nel programma (Bella ciao, Preghiera del Ribelle. Provincia Medaglia d'argento) e non entro ora rinviando alla mia nota per non andare oltre e quindi per chiudere. Richiamo comunque alla tua attenzione due passaggi che hanno accompagnato le pubblicazioni. A corredo di quella della Sinistra ho pubblicato la rappresentazione ufficiale della medaglia d'argento alla Provincia, incontrovertibile dunque, e in una alla mia nota al PD di Valchiavenna ho pubblicato la Lettera del ribelle sollecitandone la conoscenza e non solo il 25 aprile, Quanto ai precedenti io ovviamente mi sono riferito al periodo in cui avevo voce in capitolo, un periodo, quel decennio, ricco di difficoltà e di asprezze politiche
